Scuola News

Permessi brevi - per motivi personali o familiari - studio e formazione
Permessi vari.pdf
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Mobilità 2015/16, date presentazione domande:

docenti dal 26 febbraio 2015 al 16 marzo 2015

personale Ata dal 18 marzo 2015 al 15 aprile 2015


Proroga alle ore 18 del 7 aprile 2014 delle funzioni POLIS per l'invio delle domande di mobilità nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I e II grado a.s. 2014/15

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca
Un mix di bugie e confusioni
decreto n. 104.pdf
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Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca
decreto-legge-104-del-12-settembre-2013-
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Assegnazioni provvisorie ed utilizzazioni a.s.2013/14
dal 10 al 20 luglio personale docente della scuola dell’infanzia e primaria (tramite la modalità istanze on-line);
entro il 25 luglio personale docente della scuola di I e II grado (modalità cartacea);
entro il 25 luglio personale educativo e docenti di religione cattolica (modalità cartacea);
entro il 12 agosto personale A.T.A. (modalità cartacea).
nota ministeriale assegnazioni provvisor
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Mobilità 2013/14

 

scuola dell’infanzia
1 - termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili............................................ 30 aprile 
2 - pubblicazione dei movimenti...............................…............... 5 giugno

scuola primaria
1 - termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili........................................... 30 aprile
2 - pubblicazione dei movimenti......................................…..…. 5 giugno

scuola secondaria di I grado
1 - termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili........................................… 3 giugno 
2 - pubblicazione dei movimenti ............................................... 25 giugno

scuola secondaria di II grado
1 - termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili.....................................… 20 giugno 
2 - pubblicazione dei movimenti...............................................… 6 luglio

b) personale educativo 
1 - termine ultimo comunicazione all’ufficio delle domande di mobilità dei posti disponibili........................................… 4 maggio 
2 - pubblicazione dei movimenti......................................….. 3 giugno

 

Mobilità 2013/14:

http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/prot2548_13

scadenza 11 aprile 2013 ore 18

 

 

Utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed A.T.A. per l'anno scolastico 2012/13:

http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot5375_12

Nuove date mobilità 2012/13 pubblicazione movimenti:

scuola primaria e scuola dell'infanzia 6 giugno

scuola secondaria di I grado 28 giugno

scuola secondaria di II grado 26 luglio

 personale educativo 30 luglio

personale Ata 10 agosto


tabelle_decreto_organici_2012_13.xls
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scadenza presentazione domande mobilità 30 marzo 2012
le domande devono essere inviate via web attraverso istanze on line
o_m__mobilita_2012-13.pdf
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SCARICA e COMPILA! Diventiamo insieme rappresentativi
il SISA garantisce sostegno e formazione ai candidati, disponibilità per ogni forma di supporto.
informa subito della formazione della lista con una mail a: sisascuola@libero.it
Presentazione+lista+RSU+2012.doc
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Movimenti del Personale a.s. 2011/2012 - Ausiliario Tecnico Amministrativo (ATA):

http://www.istruzione.it/web/istruzione/movimenti/movimenti_ata

 

Le domande di utilizzazione e di assegnazione provvisoria del personale docente, educativo ed A.T.A. debbono essere presentate entro i termini del 1° agosto 2011 per il personale della scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado, per il personale educativo e per i docenti di religione cattolica; entro i termini dell’ 8 agosto 2011 per il personale A.T.A.:

http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot6124_11

 

organico di fatto 2011/12
circolare Miur organico di fatto 2011-12
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Movimenti del Personale a.s. 2011/2012 - Docenti scuola secondaria II grado:

http://www.istruzione.it/web/istruzione/movimenti/movimenti_ss

Movimenti del Personale a.s. 2011/2012 - Docenti scuola secondaria I grado:

http://www.istruzione.it/web/istruzione/movimenti/movimenti_mm

Movimenti del Personale a.s. 2011/12- Insegnanti scuola dell'infanzia:

http://www.istruzione.it/web/istruzione/movimenti/movimenti_aa

 

Mobilità, nuove date pubblicazione movimenti:

scuola dell'infanzia 24 maggio

scuola secondaria di primo grado 20 giugno

scuola secondaria di secondo grado 13 luglio

personale educativo 27 giugno

 

Movimenti del Personale a.s. 2011/2012 - Insegnanti scuola primaria:

http://www.istruzione.it/web/istruzione/movimenti/movimenti_ee

 

Mobilità: posticipata al 10 maggio la pubblicazione dei movimenti scuola primaria

intervento del segretario nazionale Emilio Sabatino
PAZZI_ORGANICI.doc
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ELEZIONI RSU: SI VOTERA' DAL 5 AL 7 MARZO 2012

Il SISA impegnato fin da subito insieme all'ANIEF per raggiungere la rappresentatività, una battaglia di civiltà a cui chiunque voglia contribuire a vincere è pregato di dare il suo contributo contattando il sindacato a sisascuola@libero.it

VERBALE VII ASSEMBLEA SISA.doc
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La scure ministeriale sugli organici, 19.700 posti in meno
tabella organici 2011-2012.pdf
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il SISA saluta il rinnovato impegno della Responsabile SISA di Ascoli Piceno Fosca Tesoro
Grazie Fosca.doc
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Mobilità del personale docente, educativo e A.T.A. per l'a.s. 2011/2012

Scadenza domande 21 marzo

Per la scuola primaria e secondaria di I e II grado, l’utilizzo delle funzioni on-line è prorogato eccezionalmente fino alle ore 14.00 del giorno 24 marzo p.v.

http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot1570_11

 

collocamenti fuori ruolo e comandi
circolare Miur.pdf
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scadenza domanda di pensionamento docenti, ata ed educatori:

                                   11 febbraio 2011

http://www.istruzione.it/web/istruzione/cm100_10

 

Presentazione via web delle domande di mobilità per la scuola primaria e secondaria di I grado ed estensione di tale modalità alle domande per la scuola secondaria di II grado
nota ministeriale.pdf
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prorogate le rsu in carica a data da destinarsi
circolare aran.pdf
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La circolare "vergogna" sulle norme disciplinari:

http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot3310_10

 

Il SISA si batte per i diritti dei migranti, a Brescia, a Milano, ovunque, in Italia, in Europa, nel mondo.

La dignità e il rispetto per ogni essere umano deve venire prima di ogni altro ragionamento. Solo insieme sarà possibile immaginare un futuro migliore. Con noi il 17 novembre a Roma anche la voce dei migranti, il grido che dalla gru di Brescia si diffonde per l'Italia.

 

8 novembre

 

il coordinamento 

odg e verbale della sesta assemblea SISA
6 novembre 2010
SESTA assemblea generale del SISA.doc
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150 ore di dirittto allo studio per i lavoratori della scuola

Il SISA si batte da sempre per la piena applicazione del diritto allo studio, tutti i docenti e gli ATA possono usufruire delle 150 ore per frequenza dei corsi e per i giorni che precedono gli esami. Il termine di presentazione domande è il 15 novembre 2010, le ore sono usufruibili su base dell'anno solare e decorrono dal 1° gennaio al 31 dicembre 2011.

Personale ammesso ad usufruire dei permessi studio
Personale ammesso ad usufruire dei perme
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modello domanda 150 ore
150 ore.doc
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Si sa, il SISA c’è

Successo dello sciopero SISA del 27 settembre, seimila docenti e ATA con contratto hanno scioperato insieme a duemila precari non abilitati senza incarico e oltre ventimila studenti.

Ora in piazza l’8 ottobre e un nuovo sciopero SISA è già indetto per docenti e studenti in occasione della giornata internazionale degli studenti

mercoledì 17 novembre 2010

 

Il primo sciopero della scuola del nuovo anno scolastico, proclamato e organizzato dal SISA il 27 settembre, nonostante la scarsa informazione dei media (ne hanno infatti dato notizia prima il quotidiano “Terra” e alcune agenzie di stampa e dopo solo “L’Unione Sarda”, la versione on line del “Corriere della Sera” e “Telefriuli”) è stato un successo che ha di molto superato le nostre previsioni. È un segno, fortissimo, che la nostra ostinata e convinta volontà di lottare contro i provvedimenti gelminiani e nel contempo costruire una nuova scuola attraverso un nuovo sindacalismo, che chiede di costruire saperi e futuro, raccoglie, ogni giorno più consensi. Lo specifico del SISA, che compie in questi giorni i suoi primi tre anni di vita, è oggi conosciuto e condiviso e mentre noi apriamo a tutte e tutti, anche agli altri sindacati, le nostre iniziative, alcuni di questi cercano di disinformare e di screditarci, ma questa logiche autocentrante appartengono al passato e neppure l’imboscamento, assolutamente illegale, della circolare dello sciopero, atto riprovevole commesso da molti, troppi, dirigenti scolastici da Nord a Sud, ha bloccato chi condivide la nostra lotta. Chi sciopera con noi chiede qualcosa in più, una scuola in cui studenti e docenti siano entrambi protagonisti con le loro intelligenze e non gli uni attori e gli altri passivi. Una scuola milaniana che sa che non vi è niente di più ingiusto che fare parti eguali tra diseguali, che parla di ambiente e di eco-sostenibilità, una scuola nel solco di Gianni Rodari, che crede centrali libertà e fantasia, una scuola che vuole pari diritti per i non abilitati, che oramai hanno capito, salvo qualche gruppo molto autoreferenziale, che il SISA è il solo sindacato che li difende. I risultati sono tangibili e concreti, il successo delle manifestazioni di Roma e Milano è solo una parte di questa avanzata del SISA, da Trieste a Cagliari, da Venezia a Lecce, oltre seimila docenti e ATA (dati MIUR) hanno scioperato , ma a questo numero vanno aggiunti almeno un altro paio di migliaia di docenti non abilitati e non in servizio e un numero considerevole di studenti che, grazie al web e alla nostra presenza in rete, non solo attraverso il sito sisascuola.it, ma anche twitter e facebook, hanno letteralmente fatto loro questa giornata di sciopero di docenti e ATA, ma che per noi è anche e sempre sciopero degli studenti. Cagliari, certamente Milano in Statale e Roma al ministero, ma tante altre città hanno visto gli studenti scioperare, a volte anche organizzando dei presidi del tutto spontanei nelle piazze, fuori dalle scuole. Una stima precisa è difficile, ma anche restando cauti, non meno di ventimila studenti delle superiori in tutta la penisola si sono riconosciuti nelle nostre rivendicazioni e hanno scioperato. Gli studenti, che già rappresentano oltre il 50% dei nostri iscritti, hanno in questo caso rappresentato i due terzi degli scioperanti. Trentamila italiani con il SISA sono, senza ombra di dubbio, un successo, che subito ci obbliga a nuovi impegni. Saremo in piazza l’8 ottobre, con le nostre bandiere, in particolare a Milano, per lo sciopero studentesco (per altro coperto per docenti e ATA da indizione USI) e poiché crediamo che l’unità docenti/studenti vada rafforzata abbiamo indetto una nuova giornata di sciopero della scuola in concomitanza con la giornata internazionale degli studenti mercoledì 17 novembre 2010. Decideremo nei prossimi giorni, insieme, dove e come manifestare. L’incipiente declino del berlusconismo non è automaticamente la resurrezione della scuola e dell’università, che da anni sono colpite “bipartisan”, moltiplicare scioperi, manifestazioni, autogestioni, momenti di dibattito sarà il solo modo perché la scuola, la cultura e la libertà tornino centrali nel dibattito politico del paese. Ora comunque quanti credono nella scuola e nell’università sancite dalla Costituzione hanno una certezza in più, perché è chiaro che si sa che il SISA c’è.

 

30 settembre ’10

 

Davide Rossi

Segretario generale

 

 

Come diventare insegnanti: emanato il nuovo regolamento

http://www.istruzione.it/web/ministero/cs100910

 

Domande utlilizzazione e assegnazione personale ata prorogate al 10 agosto prossimo.

 

Normativa e modulistica utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie 2010/11:

http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot6747_10

 

Risultati movimenti mobilità scuola secondaria di I, II grado e personale ata (3 agosto):

 http://www.istruzione.it/web/istruzione/movimenti1011

Risultati movimenti mobilità scuola dell'infanzia:

http://www.istruzione.it/web/istruzione/movimenti/movimenti_aa


 

Risultati movimenti mobilità scuola primaria:

http://www.istruzione.it/web/istruzione/movimenti/movimenti_ee

 

Mobilità,nuove date pubblicazione movimenti:

scuola primaria - 28 maggio 2010

scuola dell'infanzia - 11 giugno 2010

 

Verso lo sciopero del 27 settembre 2010

 

Mentre il SISA ha vissuto a Milano il 19 luglio per Paolo Borsellino e a Genova il 20 luglio per Carlo Giuliani giornate di intesa passione civile, il mondo della politica procede con violenza nel distruggere scuola e università.

Il ministro Gelmini Patelli, a cui rinnoviamo la richiesta di immediate dimissioni, come un tragico e patetico disco rotto, ripete “merito, merito, merito”. Ovvio che siamo tutti d’accordo ma poi il ministro lo declina nel peggior modo possibile, ovvero stabilisce che la scuola di periferia ad alta presenza immigrata che ha discenti privi di fornite biblioteche familiari deve essere valutata in base al rendimento degli allievi, come la scuola del centro in cui vanno i più fortunati ragazzi figli di medici, manager e avvocati. Don Milani ha detto - e vale ancora oggi - che non vi è niente di più ingiusto che far parti uguali tra diseguali, ma ovvio, il ministro non lo sa o finge di non saperlo.

L’università è anch’essa aggredita dalla parola d’ordine “merito, merito, merito”, ma il governo, invece di colpir caste e amici degli amici, distrugge tutto, mettendo per strada i ricercatori e tagliando i fondi, al punto che c’è da dubitare, in molte realtà, della regolare apertura del nuovo anno accademico e molti atenei rischiano di chiudere per fallimento.

I precari manifestano e dovranno farlo ancor di più a settembre quando la barbara scure gelminiana farà classi da quaranta studenti e li metterà per strada, anche alle superiori. Il SISA ritiene che in merito si debba agire insieme, tutti, senza distinguo tra abilitati e non abilitati, ma ribadendo la necessità di esigere corsi abilitanti anche per chi ha un solo giorno di supplenza di servizio.

L’Ente Nazionale Assistenza Magistrale chiude, meno male. Però la trattenuta invece di essere restituita ai lavoratori è stornata all’INPDAP. È una vergogna. Il SISA chiede che venga abolita la trattenuta ENAM e messa in busta paga ai lavoratori e vorrebbe sapere dove finisce il patrimonio immobiliare dell’Ente, chi lo gestirà? E se viene venduto chi intascherà il ricavato? Sarebbe corretto restituirlo ai docenti elementari come beneficio una tantum, sarebbe la prima volta che tutti - nessuno escluso - usufruirebbero di una prestazione ENAM.

Queste e molte altre ragioni ci convincono nel confermare lo sciopero del 27 settembre 2010 con manifestazione a Roma sotto le finestre del ministero in viale Trastevere. Siamo tuttavia convinti che nei prossimi giorni, anche sotto la canicola che riduce l’attenzione, saranno molti i nefasti provvedimenti governativi che accresceranno ancor di più le ragioni di una lotta che non è “contro”, ma è “per”, per una scuola e una università partecipate e capaci di futuro.

 

24 luglio 2010

Davide Rossi

Segretario generale SISA

 

 

SISA: no alla manovra Tremonti, verso lo sciopero

 
in merito alla manovra economica il giudizio del SISA è chiaro e netto, si è deciso non di prendere i soldi dalle tasche degli evasori e dai più ricchi, con una patrimoniale, come fanno i governi conservatori di Londra e Berlino, ma dalle tasche di lavoratori e pensionati. Basterebbe recuperare il 20% dell’evasione fiscale e in Italia si avrebbero i 24 miliardi della manovra. Angela Mekel fa una manovra da 80 miliardi, ma non tocca scuola e cultura, decurta invece i fondi dell’esercito, Tremonti al contrario massacra la scuola, l’università, la cultura e non tocca un aereo militare. La risposta possibile è una e una soltanto: il SISA inizia da ora ad organizzare per fine settembre una giornata di sciopero della scuola.

23 giugno

  il coordinamento

 

crisi economica e difesa del potere d'acquisto dei lavoratori
SISA sulla CRISI ECONOMICA e dell'Euro.p
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Finanziaria non per i lavoratori

 

Il SISA, a fronte di una manovra finanziaria che chiede sacrifici a chi da anni se ne fa carico: dipendenti pubblici, scuola, sanità, del blando progetto di lotta all’evasione fiscale, di nessuna garanzia per il potere d’acquisto dei salari, valuta negativamente le proposte messe in atto dal governo e si impegna da subito ad organizzare e promuovere il primo sciopero nazionale della scuola per una intera giornata del prossimo anno scolastico 2010 – 2011.

 

28 maggio ’10

Il coordinamento

 

Disponibili al patto proposto da Napolitano, la sola alternativa possibile sarà uno sciopero dell’intera giornata a settembre

 

Il Presidente della Repubblica Napolitano chiede un patto di unità nazionale per contenere gli scioperi e promuovere consenso verso i 25 miliardi di euro da reperire per l’avvio del dimezzamento del debito pubblico.

 

Il SISA chiarisce che è disponibile ad un dialogo in merito al patto proposto purché:

  1. Il 50% della cifra, 12,5 miliardi di euro venga reperita dall’evasione fiscale
  2. Si proceda al dimezzamento di tutti gli stipendi della pubblica amministrazione, politici compresi, a partire dai settemila euro netti (che passeranno quindi a tremilacinquecento euro netti), con adeguamento proporzionale degli stipendi da 3500 euro a 6999
  3. Non si realizzi alcun taglio nella scuola e nell’università, nella sanità e nell’assistenza sociale, pensionistica e alla persona
  4. Venga garantito agli stipendi, pubblici e privati, a partire dalla scuola, il recupero dell’inflazione reale attraverso aumenti che difendano il valore reale dei salari

Se questi quattro punti verranno recepiti il SISA è disponibile ad un dialogo, se così non sarà, penalizzando i lavoratori, i precari, la scuola, l’università e la cultura, il SISA annunciarà lo stato di agitazione con l’intenzione di arrivare nei primi giorni dell’anno scolastico 2010 – 2011 ad uno sciopero generale della scuola per l’intera giornata.

 

25 maggio ’10

 

il coordinamento

Fondi Pensione – fondo Espero per la scuola

Durante la trasmissione di Ballarò del 18 maggio 2010 è stato a più riprese affermato che i fondi pensione vanno meglio, sono più redditizi, del TFR lasciato all’INPS. Per quanto concerne la scuola ciò non è assolutamente vero. Il fondo Espero, inventato dieci anni fa, ha rendimenti irrisori, anzi, chi ha aderito, tra docenti e ATA, ha subito un danno grave e perso diversi soldi.

19 maggio 2010 

il coordinamento 

 

Vogliono farti lavorare il PRIMO MAGGIO! RIBELLATI e sciopera! Il SISA invita allo sciopero tutti i lavoratori dei settori commercio, trasporti, e tutti coloro che non intendano liberamente lavorare, in qualunque altro settore. Come SISA non possiamo indire lo sciopero generale essendo accreditati presso il solo MIUR, ma se da un lato è vergognoso che nessun sindacato abbia indetto lo sciopero per garantire la giornata non di festa, ma di lotta per i diritti del PRIMO MAGGIO, d’altro canto non immaginiamo possibile che un pretore del lavoro possa condannare un lavoratore che ha scioperato, anche senza copertura, il PRIMO MAGGIO.

 

30 aprile ’10

 

Davide Rossi

Segretario generale

Il Ministro Gelmini Patelli

dimentica le origini della Costituzione

sui cui ha giurato

 

Il Ministro Gelmini Patelli alla vigilia del 65° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, grazie alla Resistenza Partigiana che ha dato vita alla Repubblica Italiana fondata sul lavoro, vara i nuovi programmi per i licei e in quelli per l’ultimo anno non menziona “Antifascismo, Resistenza, Lotta Partigiana”, ma elucubrate perifrasi su tutto il Novecento piegate alla peggiore monocultura reazionaria, mascherata da equanimità e ponderazione storiografica.

Per fortuna l’articolo 33 della Costituzione sancisce che: “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.” Al ministero compete il secondo comma, quello delle norme generali, da dettare, non certo imporre.

Il SISA invita tutti i docenti a procedere nel solco delle loro competenze e della libertà d’insegnamento che ha e avrà sempre un unico e invalicabile limite, quello della libertà di apprendimento degli studenti, due libertà che si incontrano nella relazione educativa.

Tali programmi, privi di solide basi pedagogiche e storiograficamente, per altro chiaramente orientati in senso politico, hanno nella loro stessa stesura la loro manifesta inutilità.

Il SISA, a pochi giorni dal 25 aprile, rinnova calorosamente l’invito al ministro per immediate dimissioni, e invita docenti e studenti a promuovere nelle scuole attività di riflessione, approfondimento e memoria, perché  le parole di un giurista e padre della Repubblica e della Costituzione, quale Piero Calamandrei, sono più che mai attuali: “Ora e sempre Resistenza!”

 

31 marzo ’10

 

Davide Rossi

Segretario generale

 

12 marzo 2010, un inizio

Le piazze d’Italia hanno visto oggi docenti e studenti chiedere la fine dei tagli e delle controriforme reazionarie del ministro Gelmini Patelli. Un docente è stato cacciato da Pordenone perché invitava i ragazzi a sedersi nella sua lingua natale, ovvero il dialetto napoletano, in Friuli Venezia Giulia dove si buttano miliardi di euro per imporre in tutta la regione corsi di dialetto friulano, pure a Trieste, dove però parlano giuliano. I genitori degli alunni stranieri vengono espulsi d’Italia, cercando così di impedire ai figli di terminare gli studi. La Costituzione, la Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo, tutto sta diventando carta straccia. Sembra prevalere l’arroganza, la barbarie mascherata da legge, quando le leggi nessuno tragicamente più le rispetta, oppure le piega a fini personali con decreti di ogni sorta, votati da una maggioranza parlamentare obbediente, di cui il deputo Ghedini si fa alfiere in tutti i tribunali e le istanze dibattimentali, mettendoci la faccia, con un coraggio certamente ben remunerato. Il SISA rifiuta tutto questo e invita ad una mobilitazione permanente dentro e fuori le scuole, dentro e fuori le università, perché la civiltà è più grande della barbarie, la Costituzione delle leggi “ad personam”, la solidarietà del razzismo. Le bandiere del SISA oggi a Milano, saranno domani a Roma, Milano e Berlino, per sventolare ancora, così come in ogni occasione che riaffermi la centralità dei saperi contro l’ignoranza teleguidata, l’amicizia tra i popoli contro la xenofobia, il diritto contro il sopruso, l’arbitro e la prevaricazione.

 

12 marzo ’10

 

Davide Rossi

Segretario generale

SISA con Emergency

 

Il SISA conosce, apprezza e stima da anni il lavoro di Emergency, al quale esprime la più piena, assoluta e indiscussa solidarietà. Il Sindacato saluta con soddisfazione la liberazione dopo una settimana di Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani, fino al 19 aprile 2010 detenuti in una struttura dei servizi di sicurezza afgani, liberati perché non è stato possibile formulare alcuna accusa nei loro confronti.

Emergency è esempio di civiltà, di rispetto degli esseri umani e di amore per il prossimo, un’organizzazione che rappresenta un vero e proprio corpo diplomatico, pur senza feluca, che rende onore all’Italia e che gli italiani, come dimostra la grande manifestazione di sabato 17 aprile 2010 in piazza San Giovanni a Roma, stimano e apprezzano.

 

19 aprile ’10

 

Davide Rossi

Segretario generale

La giusta rabbia dei ricercatori universitari italiani

 

La denuncia dei ricercatori universitari, in riunione oggi alla Statale di Milano, ha il pieno sostegno del SISA che da due anni denuncia il taglio furibondo di risorse, con evidente ripercussione sulla didattica e sulla ricerca. In Italia la ricerca è ferma, quella storico-letteraria è morta. Il Centro Studi “Anna Seghers” www.annaseghers.it nato nel 2005 per volontà di molti che oggi fanno parte del SISA svolge attività di ricerca su temi che da anni non trovano spazio nelle istituzioni culturali pubbliche e private italiane.

La lotta dei ricercatori è la nostra lotta, è una battaglia di civiltà, a cui il ministro ha solo due possibilità di risposta, accettare le richieste o rassegnare le dimissioni.

 

29 aprile ’10

 

Il coordinamento

Pizza meraviglia

 

Nel corso delle soporifere tribune politiche che hanno azzerato Annozero, il 18 marzo ’10 è comparso in televisione e ha favellato il sottosegretario da due anni silente Giuseppe Pizza, democristiano, degasperiano, possessore indiscusso, per generale disinteresse, dello storico scudo crociato. Dal ministro Gelmini Patelli ha ricevuto la delega per la ricerca e i beni culturali. Quella per i beni culturali non la si capisce, visto che l’aedo Sandro Bondi, che dedica poesie d’amore ai colleghi parlamentari pidiellini, è ministro dei beni culturali. Ma Pizza s’arrossa e s’infervora, il suo compito sarà condurre con trenta milioni di euro gli scavi a Pompei per trovare una preziosa biblioteca finita sotto la lava del Vesuvio. Peccato che Pizza non abbia parole per le biblioteche delle scuole italiane, dalle elementari alle superiori, per non dire delle università, senza fondi, senza spazi, cadenti, chiuse e senza personale. Ma Pizza si capisce, aspetta che tutte le biblioteche d’Italia finiscano trenta metri sottoterra, poi susciteranno il suo interesse e lui forse le riporterà, eroicamente, alla luce. Sulla ricerca taglia corto e risponde che ci vogliono i soldi dei privati, non una parola sul fatto che l’Italia sia la nazione dell’Unione Europea a destinare alla ricerca meno di tutte le altre. E poi vorremmo trovare un imprenditore che finanzia la ricerca storica e letteraria. Pizza esalta gli otto miliardi di euro di tagli voluti da Tremonti e ricorda con smarrito affetto Federico II da Montefeltro, gran mecenate della cultura. Il finale è con il botto: i migliori amministratori d’Italia negli ultimi duemila anni sono stati i democristiani, dal 1945 al 1992. Verrebbe da obiettare che ad Andreotti preferiamo Federico II, quello di Svevia, saggio e illuminato, fondatore della scuola poetica siciliana e dell’università di Napoli, capace di far la pace con il papa e il sultano e migliorare la situazione economica del suo regno. Ma Pizza meraviglia, vola alto, vola altrove, si dedica all’archeologia, se va avanti a scavare per altri tre anni, sottoterra ci troverà pure i precari cacciati sistematicamente dalla Gelmini Patelli e magari l’intera scuola. Forse è questo il progetto politico, trasformare la scuola in un oggetto archeologico, forse allora susciterà un sussulto al cuore democristiano di Pizza.

 

19 marzo 2010

 

Davide Rossi

Segretario generale

Mobilità, modificate le scadenze:

pubblicazione scuola dell'infanzia  7 giugno

pubblicazione scuola primaria   24 maggio

http://www.istruzione.it/web/istruzione/prot4168_10

E' arrivata un'altra mazzata per la scuola pubblica!
circolare ministeriale n.37.pdf
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I tagli per regione, ordine e grado di scuola
sintesi_tabelle_organici_201011.pdf
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Continua il massacro degli organici..................

Tagli e ancora tagli, sempre di più, fino alla distruzione della scuola pubblica....ci sarà la perdita di circa 8.700 unità nella scuola primaria, di circa 3.700 nella scuola secondaria di primo grado e di circa 13.750 nella secondaria di secondo grado. Briciole per la scuola dell'infanzia e forse assunzioni solo su posti di sostegno, in barba a tutte le promesse fatte in campagna elettorale......questa è diventata la scuola italiana, bistrattata e relegata come fanalino di coda di tutti i comparti della pubblica amministrazione.......

Prorogata di 2 giorni la scadenza delle domande di mobilità on line:

http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2010/prot3088_10.shtml

12 marzo ’10 il SISA manifesta

 

Dopo lo sciopero del primo marzo ’10 per la scuola, l’università e i diritti dei migranti e di tutte le donne e gli uomini di ogni parte del mondo, continua la mobilitazione contro i devastanti progetti del ministro Gelmini Patelli, a cui rinnoviamo l’invito per immediate dimissioni. Il SISA come sempre partecipa al movimento di lotta per la scuola con spirito unitario e sostenendo tutte le mobilitazioni, venerdì 12 marzo quindi, pur non scioperando, manifesteremo nelle piazze d’Italia, in particolare il SISA Studenti dà appuntamento sotto le bandiere del sindacato alle ore 9.30 in largo Cairoli a Milano.

 

9 marzo 2010

Il coordinamento nazionale

No alla controriforma dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori

 

Il governo è riuscito a far passare la controriforma dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.  In alternativa al giudice la nuova norma votata dalla maggioranza prevede che le controversie tra il datore di lavoro e il suo dipendente possano essere risolte anche da un arbitrato. Questa legge è un attacco diretto ai diritti dei lavoratori, al diritto di non poter essere licenziati senza una giusta causa. Il SISA condanna tale provvedimento considerandolo pericoloso ed antisociale, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo oggi. A nostro parere non soltanto l’articolo 18 non va abolito ma anzi esteso a tutti i lavoratori, anche quelli che lavorano in imprese con meno di 15 lavoratori o con rapporti precari e interinali. Occorre una forte mobilitazione a difesa dell’articolo 18 e dei diritti dei lavoratori. Il SISA parteciperà a tutte le manifestazioni che abbiano come obiettivo la difesa dei lavoratori e dei loro diritti.

 

9 marzo 2010

Gabriele Repaci

SISA Università

 

verbale V° assemblea generale SISA
La quinta assemblea generale del SISA VE
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Dal ministero riforme e circolari del 1923, ma siamo nel 2010.

Il SISA conferma lo sciopero generale della scuola per il primo marzo contro le riforme reazionarie e per la piena integrazione di tutti gli studenti stranieri. Il Ministro Gelmini Patelli ha destrutturato del tutto la scuola superiore, meno ore, meno materie, meno docenti, almeno ventimila, a partire da quei precari che quest’anno hanno ancora salvato l’incarico annuale, non come i precari non abilitati, che numerosi aderiscono al SISA, e che negli ultimi mesi neppure hanno avuto accesso alle supplenze brevi, né hanno visto riconosciuto il loro diritto ad abilitarsi. La (contro)riforma è chiara, si ritorna alla riforma Gentile, che siano passati quasi novant’anni e l’Italia sia un po’ cambiata non sembra interessare il ministro, la quale pure in merito alle spese ordinarie, dopo i tagli che abbiamo segnalato a gennaio (vedi comunicato SISA del 12.1.2010 in Scuola News del sito www.sisascuola.it) procede invitando a tagliare il 25% delle spese ordinarie, richiamandosi al regio decreto n.2240 del 1923, lo stesso anno della riforma Gentile. Sembra quasi che il ministro si diverta, per tagliare con ferocia i bilanci, licenziare attraverso il taglio delle cattedre, riedificare una scuola classista che avvantaggia i figli dei ricchi ed esclude i figli dei poveri, dei cassaintegrati, degli stranieri, a scegliere a caso tra l’annuario legislativo del ministero e a copiare quanto allora scritto. La scuola del 2010 è così quella del 1923, secondo anno della dittatura fascista. Oggi però la dittatura non c’è ancora e noi che viviamo nel nostro tempo, non nel 1923, sappiamo che quasi mezzo secolo fa un sacerdote, don Lorenzo Milani, ci ha insegnato che “non vi è niente di più ingiusto che fare parti eguali tra diseguali” e che “l’obbedienza non è una virtù, ma la più subdola delle tentazioni.” Per queste ragioni chiediamo le dimissioni del ministro Gelmini Patelli e confermiamo lo sciopero generale della scuola con manifestazione nazionale a Milano per lunedì primo marzo, in concomitanza con lo sciopero degli stranieri, che, soprattutto quando sono giovani, rappresentano gli italiani di domani. Uno sciopero per una scuola in cui le culture possano essere studiate e possano incontrarsi in classi aperte a tutti, senza quote del 30%, in cui l’interculturalità e l’interdisciplinarietà siano valori, in cui si studino la storia e la geografia, si salvino le sperimentazioni avviate da Beniamino Brocca, uno degli ultimi democristiani a occuparsi di scuola e a capirne. In piazza quindi, rinnovando l’impegno per una scuola che rifiuta il 1923 e le sue leggi, che guarda al presente per costruire il futuro.

5 febbraio ’10

Davide Rossi

Segretario generale SISA

Primo marzo 2010 Sciopero generale della scuola indetto dal SISA Manifestazione nazionale a Milano in piazza Scala ore 9.30 Grazie alla buona volontà dei nostri iscritti, studenti, ATA, docenti precari abilitati e non abilitati e di ruolo, e di tanti dirigenti scolastici che non hanno voluto nascondere, per altro contro la legge, la circolare del MIUR, lunedì primo marzo 2010 la scuola sciopera e scende in piazza. Insieme a noi genitori e cittadini che non rinunciano a credere possibile una scuola aperta, libera, partecipata. Manifestazione nazionale in piazza Scala a Milano alle ore 9.30 e manifestazioni anche in tutte le altre città d’Italia, insieme ai tanti stranieri e italiani che hanno promosso, sempre per il primo marzo, il primo sciopero degli stranieri, per riconoscere diritti e promuovere rispetto per chi migra e chi qui in Italia lavora da anni ma non vede ancora riconosciuta la piena cittadinanza, in lotta contro ogni razzismo e xenofobia. Il SISA sciopera perché vuole una scuola fondata sulla libertà d’insegnamento dei docenti e sulla libertà di apprendimento degli studenti, l’esatto opposto della scuola del ministro Gelmini Patelli, a cui rinnoviamo la richiesta di dimissioni, per aver immiserito le scuole di ogni ordine e grado, l’università, la ricerca, tutte senza fondi, senza docenti, con continui tagli ai bilanci e al personale, tagli furibondi mascherati come riforme dalla propaganda governativa che controlla larga parte dei media. In piazza quindi, con le nostre idee e le nostre bandiere, convinti che un domani solidale con tutte le donne e gli uomini della terra e una scuola, una università, una ricerca che tornino ad essere centrali nella società, come previsto dalla Costituzione, possano essere la sola via di riscatto, la sola scelta di civiltà praticabile e possibile.

25 febbraio ’10

Il coordinamento

Da Torino, da Milano, dalla Calabria e da molte altre parti d’Italia ci giungono telefonate e mail allarmate di colleghi docenti e ATA che segnalano il non passaggio della circolare relativo allo sciopero della intera giornata per tutto il personale della scuola da noi indetto per il primo marzo 2010. Qui sul nostro sito trovate quanto inviato dal MIUR, nel caso potete stamparlo e farlo avere ai dirigenti scolastici “smemorati”. Tuttavia, per quanto a norma di legge i dirigenti scolastici siano tenuti a far passare la circolare e organizzare il servizio secondo le indicazioni orientative dei docenti, che in ogni caso non sono obbligati a comunicare anticipatamente la scelta di aderire o non aderire alla giornata di sciopero, ricordiamo che la legge stessa garantisce il diritto di sciopero. Il che significa che, poiché lo sciopero è indetto e in nessun caso verrà revocato, docenti e ATA hanno tutto il diritto, nella giornata di lunedì primo marzo 2010, di non recarsi sul posto di lavoro, senza dover fornire alcuna specifica comunicazione, essendo chiaro che la loro assenza andrebbe ascritta all’adesione alla giornata di sciopero. Come SISA vi aspettiamo, per difendere la scuola e le ragioni di civiltà delle donne e degli uomini migranti, in piazza Scala alle ore 9.30 a Milano per la manifestazione nazionale.

22 febbraio ’10

il coordinamento nazionale

Gli stranieri in Italia chiamano, solo il SISA risponde.

Primo marzo 2010 sciopero della scuola.

 

Una larga parte delle organizzazioni sindacali italiane, di base e confederali, si dichiarano antirazziste, ma quando gli stranieri chiamano, chiedendo l’indizione di uno sciopero, solo il SISA risponde.

È per noi incredibile e paradossale, avremmo immaginato che tutti si sarebbero resi disponibili, in una gara di solidarietà, per sostenere questa iniziativa partita dal basso, invece ognuno di loro inventa un distinguo: “non adesso, più avanti, magari, forse, comunque, …”, tutti solidali a parole, nessuno nei fatti, anche se promettono “una forte mobilitazione”. Il premio per le dichiarazioni peggiori lo merita Piero Soldini, responsabile Area (ma sembra “aria”…) immigrazione della CGIL che riassumendo dichiara: “il primo marzo gli stranieri facciano lo sciopero degli acquisti e il 20 marzo vadano al ristorante, per riprendersi gli spazi sociali, tanto il sabato non lavorano” (intervista a Rassegna Sindacale 21- 27 gennaio 2010). Ora tutti sanno, tranne Soldini, che gli stranieri lavorano il sabato, nelle fabbriche, come operai, nelle case, come badanti, che gli stranieri a mala pena arrivano alla fine del mese e che certo non hanno euro da sprecare al ristorante, … tranne quegli stranieri che al ristorante ci vanno tutti i giorni, per lavare i piatti, pulire per terra, pure di sabato… Come SISA ci chiediamo se sia mai possibile rispondere a chi ti chiede uno sciopero che: “no, non glielo si indice”, con una presunzione di superiorità che nulla ha a che vedere con il rispetto dell’altro, della sua dignità, del valore delle sue idee, che a volte sono diverse dalle nostre, ma che mai e poi mai possono essere trattate con sufficienza, come avvenuto in questo caso da parte di tutti i sindacati tranne il nostro. Il SISA non si sente superiore, si sente fratello, di ogni uomo e di ogni donna della terra, di tutte e di tutti coloro che sono in Italia, italiani e di tutto il mondo, da qualunque angolo del pianeta provengano. Il coordinamento del SISA non ha quindi avuto dubbi ed esitazioni, in particolare dopo gli avvenimenti di Rosarno. Primo marzo di sciopero quindi, come ci hanno chiesto gli stranieri presenti in Italia, indetto solo dal SISA e quindi solo per il comparto che ci compete, quello della scuola.

Sarà l’occasione per essere in piazza, a Milano, la mattina del primo marzo, per gli studenti stranieri e per quelli italiani che non hanno rinunciato alla solidarietà, per i lavoratori stranieri delle cooperative esternalizzate della scuola, ma anche per tutti quei lavoratori italiani della scuola, docenti e ATA, che credono nell’intercultura nel dialogo e sciopereranno per respingere al mittente la vergogna delle quote del 30% di stranieri per classe del ministro Gelmini e il lavoro a 15 anni per i ragazzi, prima di tutto gli stranieri, richiesto dal ministro Sacconi, che certo i suoi figli avrà mandato al liceo e non al corso per parrucchiere. Purtroppo a oltre 40 anni da “Lettere ad una professoressa” siamo ancora nella situazione di allora, un ricco ministro con la moglie dirigente di farmindustria chiede che i figli dei poveri e degli stranieri non “diano fastidio” ai figli dei ricchi, svolgano lavori umili e se possibile sottomessi. Una forma di razzismo soft, buona per i salotti di tutti i colori, di destra e di sinistra.

Il SISA al contrario è nelle strade e nelle periferie di Italia è gemellato con il sindacato RAS – Rinnovamento dell’Azione Sindacale della Repubblica del Congo, sa e conosce le ragioni profonde e serie delle migrazioni, conosce la violenza che attraversa l’Europa macchiando il continente di xenofobia e mancato rispetto dei diritti umani.

Sciopero degli stranieri e sciopero della scuola contro il degrado crescente in cui i tagli economici e le controriforme distruttive, ultima quella delle superiori, vogliono affossare la scuola della Repubblica Italiana, in piazza per riaffermarne il valore pubblico, solidale, fondato sulla libertà di insegnamento dei docenti e la libertà di apprendimento degli studenti. Per l’educazione ambientale e il rispetto dell’ecosistema, che difficilmente riceveranno impulso dal ministro Gelmini recentemente coniugata Patelli, per nulla imbarazzata del fatto che il coniuge, appunto Giorgio Patelli, sia un imprenditore lombardo inquisito per fondi neri e smaltimento illegale di rifiuti tossisci.

In piazza il primo marzo con tutti i docenti precari non abilitati, quelli che ancora una volta da soli difendiamo, perché per loro vogliamo corsi abilitanti anche con un solo giorno di supplenza nella carriera.

Per queste e come sempre per molte altre ragioni, nel silenzio degli altri sindacati, noi ci siamo, il SISA c’è.

 

27 gennaio ’10

65° anniversario della Liberazione da parte dall’Armata Rossa dei sopravvissuti di Auschwitz

 

Davide Rossi

Segretario generale SISA

scioglimento riserva docenti a tempo indeterminato:

http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2010/prot2204_10.shtml

 

Novità per ricevere il cedolino per tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche.
L'obiettivo del servizio è la sostituzione del cedolino cartaceo con il formato elettronico.

Anche per il personale della scuola che lo ha sempre ricevuto in posta elettronica sul sito del Miur è obbligatorio registrarsi presso questo link:

                   https://stipendipa.tesoro.it/cedolino/portal

scadenza domande mobilità 22 marzo 2010:

http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2010/prot2078_10.shtml

 

Piazza Mercanti – Milano ore 15 sabato 30 gennaio per la Scuola e la Costituzione della Repubblica Italiana, democratica e fondata sul lavoro

 

Dentro il popolo viola di cui siamo parte e di cui siamo stati una delle voci il 5.12.2009 in piazza Fontana a Milano (vedi Foto e Video) e insieme a Rete Scuole, saremo come SISA presenti sabato 30 gennaio ’10 in piazza Mercanti a Milano, ore 15, per ribadire le ragioni della scuola, dell’università e della libertà di insegnamento e di apprendimento. Perché è scritto nella Costituzione, articolo 33: “L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.” Per la scuola, per la libertà, per la cultura, il SISA c’è.

 

Il coordinamento  nazionale

28 gennaio ’10 

2010.. un nuovo anno di lotte...

Scuola, università, precari. Stranieri, verso lo sciopero del primo marzo

È iniziato il 2010. Male. Il ministro Gelmini con solerzia natalizia a fine dicembre ha emanato la nota 8767, neppure una circolare, una nota giusto per dire che per l’anno 2010 e in ogni caso fino ad agosto, per i fondi ordinari delle istituzioni scolastiche c’è una cifra precisa: zero euro. La deflagrazione di tale scelta è devastante, una ragione che da sola merita da parte nostra la rinnovata richiesta di dimissioni del ministro. Il SISA chiede anche corsi abilitanti per i docenti non abilitati e fondi per le università. Respingiamo la riforma delle superiori che è pensata solo per tagliare miliardi al bilancio della scuola pubblica. Chiediamo la promozione di progetti interculturali che contrastino il crescente razzismo. L’integrazione delle donne e degli uomini che migrano è segno di civiltà e rispetto della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo. Stupisce che nessuno ricordi ai lombardi che, se sedici secoli fa i longobardi non fossero migrati dalla Pannonia, oggi si chiamerebbero in altro modo. Il ministro invece inventa le quote del 30% di stranieri per classe, come se lo spostamento da una scuola all’altra potesse essere assolto da scuola-bus comunali, quando i comuni non hanno nemmeno i soldi per le mense scolastiche. In oltre chi stabilirebbe chi accettare e chi no tra i peruviani e i cinesi? Con che logica un gruppo verrebbe discriminato rispetto ad un altro? I recenti avvenimenti di Rosarno impongono poi un obbligo di solidarietà. Il Parlamento europeo ha stimato che gli stranieri scelgono di lavorare in Italia perché nella penisola il 25% del lavoro è in nero. Se si vuole limitare l’immigrazione clandestina non si devono quindi perseguire i lavoratori che raccolgono arance oggi e pomodori d’estate ma i piccoli proprietari terrieri e le mafie che assumono a 15 euro al giorno per 15 ore di lavoro queste donne e questi uomini, i quali chiedono solo un pezzo di pane e un piccolo guadagno per aiutare i loro cari lontani, che vivono in nazioni di cui l’Europa continua a sfruttare le materie prime, mettendole in una condizione di miseria, che a sua volta genera migrazioni.

Il SISA è tra i promotori del primo sciopero degli stranieri che si svolgerà il primo marzo. Gli stranieri in Italia contribuiscono al 10% del PIL, svolgono spesso lavori per i quali è impossibile trovare personale italiano, versano 6 miliardi di euro ogni anno nelle casse dell’INPS e sono titolari di migliaia di attività produttive. Sono decine di migliaia gli studenti stranieri o italiani di origine straniera nelle nostre scuole e università. Il primo marzo la loro assenza dalle classi dimostrerà come la loro presenza sia non solo una grande ricchezza umana e culturale, ma rappresentino una percentuale determinante per il mantenimento in funzione di molte scuole.

Il razzismo e la xenofobia sono il volto di una società in difficoltà che sceglie l’odio, come docenti e studenti ribadiamo a viva voce che invece la sola risposta possibile e degna nasce dal rispetto, dal dialogo, dalla cultura, per tutte e tutti, nessuno escluso. Invitiamo docenti e studenti a promuovere assemblee straordinarie su questi temi in tutte le scuole e le università.

Brunetta e il buco della propaganda

I dati del 2009, per altro forniti dal governo, sono chiari: i dipendenti pubblici assenti sono la stessa percentuale degli anni precedenti. Due deduzioni quindi, la demagogia del ministro si è rivelata semplice propaganda politica e i dipendenti pubblici non sono i fannulloni di cui si favoleggia. Ci auguriamo che il ministro ne prenda atto e mostri più rispetto per chi, come i dipendenti pubblici, rappresenta la prima voce delle entrate fiscali della Repubblica Italiana. Un dipendente pubblico, fosse anche un po’ fannullone, è un cittadino che paga più tasse di molti evasori, tra cui abbondano commercianti e liberi professionisti. Strano paese quello in cui - in media - un docente elementare denuncia redditi doppi rispetto a quelli - in media - di un orafo.

Educazione al territorio, educazione ambientale

Mentre la Salerno - Reggio Calabria è da anni incompiuta e dilaga il dissesto idro – geologico della penisola, che meriterebbe, questo sì, una vera “grande opera” prioritaria di riassetto, il governo lancia il ponte sullo stretto, come SISA ci dichiariamo parte del movimento “NoPonte”. Da tempo sosteniamo il movimento “NoTav”, la presenza di amianto nella Val Susa è accertata da anni, ogni traforo è pericoloso, come hanno spiegato i medici, per la salute non solo degli abitanti della valle, ma anche per tutti coloro che vivono nella pianura padana.

Riccardo Petrella ha lanciato l’idea di una assemblea mondiale per l’acqua, per la terra e per la vita. Siamo disponibili a partecipare e crediamo che compito delle istituzioni scolastiche sia quello di responsabilizzare ed educare al rispetto dei beni comuni.

Come sindacato chiediamo a tutti i docenti d’Italia di promuovere attraverso le scienze e la geografia un’autentica consapevolezza della morfologia della penisola e delle regole per rispettarla. È dalla scuola che deve partire la difesa del territorio.

Il SISA già in azione per la conferenza mondiale sul clima di Città del Messico – dicembre 2010

Il COP 15 sul clima di Copenhagen è stato un fallimento storico. Tutti, non solo i grandi della terra, abbiamo di fronte undici mesi per provare a promuovere una nuova cultura, tra le persone, nelle scuole, in politica. È una priorità sociale ed educativa. Il SISA ribadisce le ragioni espresse dal sindacato nel documento scritto in apertura del COP 15 (vedi “SISA in lotta per l'ambiente e una nuova cultura ecosostenibile” su www.sisascuola.it) perché non è solo la questione dell’emissione di Co2 il problema, senza una netta discontinuità sui temi dell’energia, dell’alimentazione, dell’acqua, il collasso del pianeta non è profezia di eco - catastrofisti, ma un risultato inevitabile perseguito da chi si rifiuta di leggere i dati scientifici a disposizione. Petrolio, pesce, grano, carne, la crescita dei consumi in una parte della terra deve essere bilanciata dalla decrescita del mondo Occidentale, se l’equilibrio si rompe restano solo le migrazioni di massa e le guerre. Il SISA sarà al COP 16 di Città del Messico in programma dal 29 novembre al 10 dicembre 2010. È prevista tra l’altro in concomitanza una assemblea planetaria dei movimenti di lotta e di solidarietà, a partire dalle nazioni impegnate nell’alternativa Bolivariana, che condividiamo e di cui ci sentiamo parte. La terra, le donne e gli uomini che la popolano, non possono aspettare. Ogni rinvio sarebbe tragico. Ci impegneremo perché a Città del Messico si arrivi per agire con la consapevolezza e la volontà di salvare il pianeta.

 

12 gennaio 2010

il segretario generale

Davide Rossi

Domande di mobilità per la scuola primaria e secondaria di primo grado - Presentazione via web:

http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2010/prot1045_10.shtml

SISA, pronti ad un nuovo anno di lotte per la scuola e l’università

 

2009: Bilancio di un anno di attività

Si chiude un 2009 in cui la battaglia, sempre pacifica e democratica, del SISA per una scuola e un’università degne d’Italia e capaci di futuro, ha visto crescere la nostra presenza, nelle scuole, nelle università, tra i cittadini democratici. In Italia e in Europa, siamo in azione per la costruzione di un domani fondato sul rispetto delle differenze di genere, sulla legalità, sulla multiculturalità, per l’eco-sostenibilità. Solidali con il mondo, attraverso tra l’altro il rafforzamento delle relazioni del SISA con la Repubblica Democratica del Congo e il Venezuela. A breve (fine dicembre) una delegazione del sindacato sarà in Palestina, ai primi del 2010, il 10 gennaio, manifesteremo a Berlino.

 

12 dicembre ’09

A Milano, il 12 dicembre, per il secondo giorno, dopo lo sciopero dell’11, tanti, in prevalenza studenti, hanno sfilato e cantato sotto le nostre bandiere tra diecimila cittadini, donne e uomini, giovani e anziani, milanesi e di tante parti d’Italia per alimentare con il loro senso civico e la loro rabbia democratica una giornata di memoria e di lotta, nel 40° anniversario di piazza Fontana. Quando una parte dei manifestanti ha chiesto accesso alla piazza si sono verificati piccoli e brevi tafferugli, che la stampa ha ingigantito. L’errore è tuttavia nel modo in cui si è organizzata la giornata, in una data così significativa, il Comitato permanente antifascista per la difesa dell’ordine repubblicano avrebbe dovuto insistere con le autorità milanesi e lombarde per promuovere una manifestazione unitaria. La piazza, alla fine aperta a tutti per il prevalere del buon senso, ha visto i manifestanti occuparla pacificamente al canto di “Bella Ciao”, suonata dalla Banda degli Ottoni. (ampia documentazione in Foto e Video sul sito www.sisascuola.it).

 

L’ambiente e Copenaghen

Si avvia ad una mesta e fallimentare conclusione il vertice di Copenaghen, il SISA aveva tracciato un’analisi preoccupata già in apertura dell’incontro (vedasi documento in Home su www.sisascuola.it). La salvezza dell’ecosistema dipende da radicali cambiamenti economici, energetici, alimentari e da conseguenti scelte politiche, questo hanno chiesto quanti, tanti e da tutto il mondo, sono là convenuti per manifestare il desiderio di un futuro possibile. Come SISA ribadiamo la necessità di inserire percorsi di educazione alla sostenibilità della terra in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

 

Maroni e la regolamentazione delle manifestazioni

L’inqualificabile aggressione subita dal presidente del consiglio non può essere in nessun caso moralmente ricondotta a quanti – pacificamente – ne contestano l’azione politica. È allarmante la proposta del ministro degli interni sulle restrizioni per le manifestazioni. Il diritto a esprimere liberamente e pacificamente le proprie idee non può, in nessun caso e in nessuna circostanza, essere zittito dalla violenza repressiva e preventiva, così come nelle piazze, e nemmeno potrà essere ammutolito chiamando a giustificazione l’atto sconsiderato e riprovevole compiuto in piazza Duomo a Milano domenica 13 dicembre.

 

Il Consiglio di Stato boccia la riforma Gelmini delle superiori

Il Consiglio di Stato boccia la riforma Gelmini delle superiori, perché non è una riforma, ma una semplice operazione di tagli economici che non corrisponde alla delega ricevuta dal ministro. La constatazione dell’evidenza non può travalicare il buon senso. Purtroppo il ministro non è conseguente, perché le necessarie conclusioni dovrebbero portarla a rassegnare le dimissioni, il prima possibile. Invito alle dimissioni che in ogni caso il SISA, a fronte dei tagli a tutti i livelli, dalle elementari al sostegno, alla mancata organizzazione dei corsi abilitanti per i non abilitati, rinnova. 

 

16 dicembre ’09

 

Davide Rossi

Segretario generale

11 e 12 dicembre ‘09, a Milano e in Belgio il SISA in movimento perché un’altra scuola e un’altra università sono possibili, in Italia e in Europa

 

Il 26 novembre abbiamo espresso le ragioni della nostra indizione di due giornate di sciopero generale l’11 e 12 dicembre, sono tutte confermate. Il quadro già desolante si è arricchito della farsesca dichiarazione del ministro Gelmini in merito all’educazione fisica alle elementari, a suo dire introdotta ora. Il ministro, sempre ignorante di ciò che riguarda la scuola, non sa che l’educazione motoria è sempre stata materia insegnata dai docenti elementari, la sola novità è portare i prof delle medie perdenti posto alle elementari per tagliare ulteriormente orari e organici delle elementari, recuperando ore per le supplenze. In sostanza tagli, quando invece si sarebbe dovuto investire nella costruzione di palestre, in molti casi inesistenti o fatiscenti.

Il SISA sarà quindi in piazza a Milano l’11 dicembre alle ore 9.30 in largo Cairoli, per la scuola e l’università, e ancora a Milano il 12 dicembre alle 15.00 in piazza Missori, perché la democrazia e la memoria delle stragi neofasciste, iniziate nel 1969 con le donne e gli uomini uccisi nella banca di piazza Fontana, deve prevalere e unirsi alla riaffermazione dei valori della Costituzione italiana.

Il SISA promuove anche un incontro la mattina dell’11 dicembre a Charleroi in Belgio, per ascoltare le voci dei lavoratori italiani della scuola all’estero e per ribadire un impegno continentale. L’Europa decide larga parte delle leggi che ci riguardano e in Europa le lotte di docenti e studenti stanno ponendo con forza la centralità dei saperi. Il SISA è parte di questo movimento, dopo gli incontri in Germania (Berlino, Erlangen, Norimberga), il SISA ha incontrato a Parigi a fine novembre gli studenti francesi che hanno condiviso la proposta di un incontro a Berlino per il 9 gennaio, tra tutti coloro che, in ogni paese del continente, stanno lottando e occupando le scuole e le università, dalla Francia all’Italia, dalla Svizzera alla Germania, dalla Danimarca all’Austria.

È un movimento di civiltà che si congiunge con quello formato da tutte le italiane e gli italiani che hanno dato vita al NoBday, donne e uomini che chiedono legalità, rispetto delle regole. Il SISA, presente a Roma e Milano, ha portato un saluto intervenendo nel capoluogo lombardo e riaffermando il valore della partecipazione e il protagonismo di chi è mosso da sogni concreti condotti da persone autentiche, piuttosto che sogni di plastica veicolati dai modelli televisivi.

Come Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, scioperiamo, oltre alle ragioni già espresse il 26.11.09, perché l’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile diventi parte dei curricoli scolastici. Nubi fosche attanagliano il vertice di Copenaghen, il futuro della terra, il rispetto del sud del mondo, dei migranti, sono parte, con la difesa delle ragioni della centralità dei saperi e dell’educazione, del solo futuro possibile, un futuro ecocompatibile, solidale, che riconosce all’educazione il ruolo determinante per sviluppare, attraverso le conoscenze, il rispetto reciproco e la piena affermazione dei diritti sanciti dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, troppo spesso disattesi.

 

venerdì 11 dicembre ’09

Milano largo Cairoli  ore 9.30 manifestazione

SISA per la costruzione dei saperi contro ogni mercificazione,

contro i tagli Gelmini, per la piena partecipazione studentesca,

per corsi abilitanti per tutti i docenti non abilitati

 

venerdì 11 dicembre ’09

Charleroi (Belgio)  ore 10.00 assemblea

Il segretario generale SISA Davide Rossi

Incontra i lavoratori italiani all’estero

 

Sabato 12 dicembre ’09

Milano piazza Missori  ore 15.30 manifestazione

1969 – 2009 nel 40° della strage di piazza Fontana

Insieme per ricordare, per riaffermare il primato,

della partecipazione, del diritto di cittadinanza,

la volontà di giustizia, uguaglianza, libertà

 

7 dicembre ’09

Il coordinamento

Il SISA nelle piazze l’11 e 12 dicembre ’09. Ecco perché.

11 e 12 dicembre 2009. Due giorni di lotta, di discussione, di manifestazioni, di sciopero indette dal SISA. Ai tanti che ci chiedono: perché? Rispondiamo che la convinzione ci nasce dalle ragazze, dai ragazzi, dalle donne e dagli uomini che, dimostrandoci la loro fiducia, ci contattano, ci chiedono informazioni, consiglio, aiuto. Perché la passione che ogni giorno ci riconosciamo guardandoci negli occhi, tra noi del SISA e tra quanti sono a fianco a noi, sui banchi e nelle aule professori, nelle strade, studenti, docenti e cittadini democratici, ci convincono che è più che mai necessario manifestare.
Il SISA sciopera, manifesta e organizzerà dibattiti, il calendario degli appuntamenti nei prossimi giorni, appena sarà definito.
Ma torniamo ai perché. Perché siamo per la tolleranza e l’accoglienza, il dialogo e la pedagogia interculturale e leggiamo con preoccupazione il crescente razzismo che si insinua nelle istituzioni e addirittura, dalle pagine del quotidiano della Lega di qualche giorno fa, parla di scuola “romano-colonialista”, identificando i nemici non solo negli stranieri, ma in tutti coloro che sono nati a sud del Po.
Perché una scuola tollerante e dialogante riflette pacatamente e valuta le ragioni della Corte europea sull’esposizione della croce, giudicandola positiva, come per altro hanno fatto sacerdoti come don Vitaliano della Sala e movimenti come “Noi siamo chiesa” del tutto inascoltati da media che hanno organizzato miserevoli dibattiti tra “guelfi” e ghibellini”. Come SISA avversiamo la demagogia di politici che brandiscono la croce come una spada contro gli altri e ricordiamo che don Milani, a Barbiana, nella sua aula, l’aveva tolta, perché, diceva, bastava trovar la croce in chiesa e cercarla dentro di noi.
Perché siamo per la scuola e l’università della Repubblica italiana, è siamo in totale antitesi ai progetti di riforma, dalle elementari ai nuovi orari per le superiori, del ministro Gelmini, di cui, ancora una volta, chiediamo le dimissioni immediate, le quali sono necessarie per evitare lo sfascio totale del sistema formativo italiano. Perché siamo contro il decreto Aprea, di cui abbiamo fatto un analisi dettagliata e disponibile sul nostro sito www.sisascuola.it
Perché l’università è taglieggiata, vilipesa, perché le intelligenze sono offese, i ricercatori, come nel caso ISPRA, a cui va la nostra solidarietà, messi per strada senza un euro.
Perché nella scuola il SISA, unico sindacato, si batte e si batterà perché vengano organizzati corsi abilitanti per tutti i precari, tutti, nessuno escluso, anche per coloro che hanno un solo giorno di supplenza.
Perché la piazza è il luogo della libertà, una libertà che si vuole restringere intimorendo, ad esempio a Milano, arrestando gli studenti che scendono in piazza per la giornata internazionale dello studente, il 17 novembre scorso, due ragazzi che oggi, come giusto, sono di nuovo liberi e a cui come SISA esprimiamo la più totale solidarietà.
Proprio la giornata del 17 novembre ’09 ha pacificamente incendiato l’Europa centrale, in Germania, Austria, Svizzera, le università sono occupate. Il SISA ha parlato nei giorni 21 e 22 novembre ’09 a Berlino, a Norimberga, a Erlangen, ampia documentazione sul nostro sito. Il sorriso di Steffy, Ceyda, Dorotea, Marvin, Corinna, Levent, … di tutti coloro che abbiamo incontrato ci dicono che le ragioni per battersi a favore del diritto allo studio e al futuro sono ben più grandi dei tagli dei banchieri centrali e delle manovre finanziarie in discussione nei differenti governi e tutte volte a immiserire la cultura e i saperi, attaccando i luoghi in cui la si promuove. Perché tutti hanno dato ragione al SISA: dobbiamo pensare e agire a livello europeo, uniti, insieme.
Perché si cerca di far passare sotto silenzio che il potere vuole trattare solo con sindacati amici, escludendo non solo noi, come avviene da sempre, ma anche la CGIL, da cui molto se non tutto ci separa e ci distingue, ma ciò non ci impedisce di ritenere inammissibile, assurdo e pericoloso – mentre rivendichiamo che tutti vengano ascoltati - escludere il primo sindacato italiano, oramai sistematicamente fuori dalle contrattazioni condotte dal governo.
Perché la Toscana taglia i corsi di educazione ambientale, quando questa invece andrebbe estesa in tutte le scuole, perché solo una piena consapevolezza dell’ecosistema ci rende cittadini di questo nuovo secolo.
Perché siamo per i beni pubblici, a partire dall’acqua e una scuola e una università che non si battono per l’acqua sono una scuola e una università che ripetono stancamente le solite lezioni e rinunciano alla difesa della dignità della vita e al diritto di cittadinanza.
Perché vogliamo un governo che investa in cultura, invece questa finanziaria ha trovato solo i soldi per costruire nuove carceri. Al posto di case e scuole vogliono costruire prigioni, per riempirle con chi migra, con chi protesta, con chi chiede un domani di giustizia, di uguaglianza, di libertà.
Perché non dimentichiamo che le nostre bandiere a Milano il 12 dicembre saranno parte di quella memoria che non dimentica, a quaranta anni dalla strage di Piazza Fontana, ancora impunita e prima di una drammatica stagione di sangue.
Il Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, questa nostra anomalia, al contempo seria e allegramente spensierata, che dall’ottobre 2007 unisce per la prima volta docenti, studenti, cittadini democratici, i quali vogliono difendere la scuola e l’università, c’è e ci sarà, per queste e per mille altre ragioni, con le nostre bandiere, con le nostre idee, con la nostra libertà.

26 novembre 2009

Davide Rossi
Segretario generale

SISA al NoBday

 

Le bandiere del sindacato sventoleranno a Roma in piazza san Giovanni, a Milano in piazza Fontana (ore 14), a Berlino in Brandenburger Tor (ore 13), sabato 5 dicembre per il NoBday, è per noi l'occasione di ribadire le nostre convinzioni democratiche, ispirate ai valori di giustizia, uguaglianza e libertà, un impeto di civiltà contro la crescente barbarie autoritaria che svilisce la vita delle istituzioni italiane a teatrino dei potenti, mentre la crisi irreversibile dell'Occidente miete disoccupazione e disperazione. La scuola e l'università non devono pagare la crisi, ma con la scuola, l'università e i saperi si può uscire dalla crisi. Il SISA è parte delle lotte civili e sociali, per queste e per molte altre ragioni ci saremo.

 

3 dicembre 2009

 

Il Coordinamento 

 

Con la fine delle RSU di scuola si torna alle RSA di scuola e si devono eleggere le RSU nazionali

È ormai a tutti evidente che le RSU di scuola, prorogate nella loro validità di un anno, sono “de facto” ai loro ultimi mesi di vita. Francamente come SISA ce ne rallegriamo. Il meccanismo, che ha preso avvio con la formazione delle liste nel caldo ottobre del 2000, caldo sia meteorologicamente, ma anche per una vivacità di partecipazione dettata dalla novità, ha esaurito nell’arco di un decennio la sua stagione. Ad esclusione di poche RSU serie, scrupolose, generalmente espressione più dei sindacati di base che di quelli concertativi, che ha informato i colleghi, convocando assemblee preventive per discutere i temi organizzativi ed economici prima di incontrare il Dirigente Scolastico e ha successivamente informato di nuovo i colleghi docenti e ATA in forma scritta o in una nuova assemblea, la maggioranza delle RSU sono state elette in base a criteri dettati da micro-interessi o per il collega più simpatico, anche se appartenente ad un sindacato che si detesta, e spesso si sono trasformate nella palude delle decisioni prese senza che nessuno sappia nulla e a volte, peggio, nel “braccio armato” della dirigenza. Nate da una idea di maggior partecipazione, si sono rivelate il loro opposto, trasformandosi in una occasione non di protagonismo ma di delega, del tutto controproducente in questa lunga, ininterrotta e non ancora conclusa stagione dei tagli furibondi ai bilanci e agli organici della scuola, affiancata da una crescente campagna di discredito delle istituzioni scolastiche, costruita ad arte nel solo interesse delle scuole private e confessionali.
Per altro la recente sentenza del tribunale del lavoro di Livorno, n. 362, del 19.6.2009 attribuisce ai terminali associativi gli stessi diritti delle RSU, tranne quello di voto. È la conferma che lo Statuto dei lavoratori legge 300/1970 è tuttora valida. Se le RSU di scuola verranno abolite, si dovrà obbligatoriamente tornare alle RSA che per trenta anni, dal 1970 al 2000, hanno rappresentato il più valido strumento di partecipazione e di decisione all’interno delle istituzioni scolastiche. Se in una scuola sono presenti quattro sindacati vi saranno quattro RSA, se ve ne sono due o cinque, ci saranno due o cinque RSA, senza nessuna esclusione dei sindacati reputati non rappresentativi. Le RSA saranno come una volta svolte su base volontaria e la credibilità di ciascuna RSA verrà dal lavoro che sarà in grado di realizzare.
Ugualmente siamo contrari alle RSU regionali proposte dalla deputata Aprea. Siamo invece favorevoli all’elezione di una RSU nazionale. Che vengano finalmente eletti, con criterio proporzionale, da tutti i lavoratori della scuola i rappresentanti a livello nazionale. Sarebbe anche intelligente stabilire che, dati mille distacchi pagati dallo stato, questi vengano attribuiti con uguale criterio proporzionale. Chi otterrà il 20% avrà 200 distaccati, chi ottiene lo 0,1% ne avrà uno. Tutte le organizzazioni sindacali saranno poi libere di distaccare, a carico economico del sindacato stesso, tutte le persone che vogliono. Anche questo sarebbe un bel elemento di chiarezza e di democrazia. Una pratica che, in ragione della sua democraticità, dovrebbe calmare i bollori del tutto fuori luogo del ministro Brunetta, che cerca consenso denigrando costantemente lavoratori pubblici e sindacati.
Come SISA non rimpiangiamo le RSU di scuola, siamo contrari alle RSU regionali, lavoriamo per ottenere, per la prima volta in Italia, delle RSU nazionali. Che tutti possano scegliere chi votare e chi inviare alla contrattazione nazionale, che ciascuno possa esprimersi ed essere protagonista, dentro la propria scuola come RSA e a livello nazionale potendosi nel caso candidare e comunque votare per la lista nella quale ci si riconosce veramente. Ovviamente al voto devono essere ammessi anche tutti i precari, non è più ammissibile che vengano esclusi coloro che hanno incarichi brevi. Il ministero si dovrebbe fare carico di iscrivere con sei mesi d’anticipo, nelle diverse scuole o a livello di ufficio scolastico provinciale, tutti i precari che intendano esercitare il diritto di voto attivo e passivo, abilitati e non abilitati, con almeno un giorno di supplenza nell’anno scolastico precedente.
Le RSU di scuola sono giunte al loro ultimo anno scolastico, come SISA siamo fin da subito impegnati a costruire una nuova pagina di democrazia della scuola italiana e siamo determinati a contrastare chi volesse, soprattutto in ambito governativo, del tutto incautamente, trarre, dall’esaurirsi delle RSU di scuola, una riduzione degli spazi democratici e di partecipazione. La fine delle RSU è il pieno ritorno alle RSA nelle scuole, più democratiche e più partecipate, è la possibilità di elezioni sindacali nazionali di comporto, quelle che la scuola merita e che interessi convergenti di governi e grandi sindacati sino ad oggi hanno impedito.

30 ottobre ’09


Davide Rossi
Segretario generale SISA

scadenza domanda pensionamento: 16 gennaio 2010
Circolare Ministeriale 15 dicembre 2009.
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elezioni rsu rimandate a novembre 2010
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Roberto Saviano, il migliore candidato per la Campania
 Il coordinamento del SISA ritiene che non via sia persona più degna e meritevole di Roberto Saviano quale candidato per la presidenza della  regione Campania il prossimo anno. La speranza è che le forze politiche che si riconoscano nella legalità siano capaci di fare questa scelta.

12.10.2009
Il coordinamento

Personale ATA. Procedure per l’attribuzione della seconda posizione economica.
Effettuazione della prova selettiva – Organizzazione e modalità di svolgimento della
prova
prot17301_09.pdf
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Continuano gli "arresti domiciliari" per la malattia nel pubblico impiego......le fasce orarie saranno così suddivise: 9-13 e 15-18 per un totale di 7 ore.....qualche oria d'aria per andare a fare la spesa (per chi abita da solo e non ha nessuno) oppure per recarsi in farmacia è concessa......complimenti ministro Brunetta!!!.....questa amministrazione continua a "massacrare" i dipendenti pubblici senza rispetto per il delicato compito che svolgono....

circolare_fasce_reperibilita_e_assenze.p
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Il SISA pronto a uno sciopero unitario
 a partire dal protagonismo di studenti e lavoratori
della scuola e dell’università

Tutti gli aderenti del SISA sanno che solo difendendo i diritti di tutti i lavoratori e degli studenti, a partire dai precari abilitati e non abilitati, senza guerre tra poveri, si potrà vincere la battaglia di civiltà per scuola e l’università.
Il SISA chiede corsi abilitanti, diritti e assegno di disoccupazione anche per chi ha un solo giorno di supplenza nella scuola, ma chiede anche che la scuola diventi luogo di costruzione dei saperi con una partecipazione attiva e condivisa di docenti e studenti.
Sul tema dei precari è evidente che sono sostanziali e notevoli gli elementi che ci distinguono dal Coordinamento Precari Scuola CPS, a cui va comunque la nostra stima. Il CPS chiede uno sciopero unitario. Lancia la data del 4 dicembre, con invito a sceglierla alla CGIL che ha in programma uno sciopero generale del pubblico impiego, che tuttavia sempre rimanda. Sempre il CPS promuove sit-in sotto le sedi Rai venerdì 6 novembre.
Il 31 ottobre la Cisl Scuola, il 7 novembre la Cgil Scuola, il 14 novembre la Cgil nazionale e – quarto sabato - il 5 dicembre i partiti d’opposizione invitano i cittadini a Roma per manifestazioni che si preannunciano partecipate.
Il 9 novembre, finalmente un lunedì che rompe la logica del “venerdì sciopero – sabato manifestazione” l’ANIEF ha indetto lo sciopero nazionale.
Il SISA dichiara fin da subito il proprio sostegno e la presenza in piazza insieme a tutti i lavoratori che protestano, saremo presenti con le nostre idee, le nostre rivendicazioni, la nostra piattaforma, anche quando a promuoverle sono quelle organizzazioni confederali che tanta parte hanno avuto e hanno nella costruzione nell’attuale degradante realtà del mondo dell’istruzione. Saremo tra i lavoratori portando le nostre idee, le nostre proposte, la nostra dimostrazione concreta di ricerca di unità nella lotta. Crediamo infatti che docenti, studenti, ATA, della scuola e dell’università, dovrebbero divenire loro stessi,  ben al di là delle sigle sindacali e politiche, protagonisti di una battaglia di civiltà che ponga al centro della società i saperi.
La devastante riforma universitaria messa ora in campo dal ministro Gelmini dovrebbe, ci auguriamo, risvegliare e con forza l’Onda universitaria, che in questo secondo anno dell’era Gelmini non si è fatta sentire come in tanti avevamo sperato e auspicato.
Ugualmente ci auguriamo che gli studenti delle superiori capiscano che solo bloccando le lezioni con occupazioni e autogestioni potranno, nel corso di questo autunno, difendere il loro diritto ad apprendere, un diritto che il governo sta avvilendo e mortificando.
Nell’accogliere quindi l’appello unitario del CPS, crediamo che esso vado posto a lavoratori e studenti prima ancora che ai sindacati. Se poi si intende arrivare ad uno sciopero unitario della scuola e dell’università, il SISA è disponibile, ma occorre mettere intorno ad uno stesso tavolo tutte le organizzazioni, i comitati, senza esclusioni e senza preclusioni. Uno sciopero unitario può nascere solo dalla forte pressione unitaria di chi con passione nelle scuole e nell’università quotidianamente vive.

29 ottobre 2009

Davide Rossi
Segretario generale

Mentre l’Italia tracolla, la scuola affonda

La situazione è tanto devastante che nessuno l’avrebbe immaginata in questi termini solo pochi mesi fa. L’Italia tracolla stretta nel gorgo del malaffare personale di un capo di governo, che, attraverso forme plebiscitarie di costruzione (costrizione) del consenso, mediatiche prima ancora che elettorali, cerca di autoassolversi. La giustizia, l’informazione, il presidente della Repubblica, ovunque riconosce nemici. Anche nel presidente della Camera, un uomo del suo partito, il quale a Genova nel 2001 ha avuto un ruolo grave in quelle giornate di sangue e di morte contro manifestanti inermi. Nel frattempo il ministro Gelmini, ben lieta del silenzio che la circonda, procede con progetti distruttivi per la scuola e l’università, cancella fondi, cancella posti di lavoro, cancella la ricerca. Torna alla ribalta per aver “difeso” i bidelli, un altro successo di manipolazione comunicativa, gli ausiliari da sempre hanno tra le loro mansioni quella della pulizia e della vigilanza, se negli anni hanno lavorato principalmente nella vigilanza, questo nasce dal fatto che tagli forsennati e feroci praticati dalla Gelmini e dai suoi predecessori li hanno decimati, dimezzando l’organico. Tagli che hanno aperto le porte alle cooperative esterne, nelle quali si sono ritrovati donne e uomini, spesso in situazioni economiche ancor più precarie. Sempre la Gelmini ora per bloccare i ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato contro i suoi decreti distruttivi li vieta per decreto, è grave e anticostituzionale, ma obbliga ora il mondo della scuola a ricorre appunto di fronte alla Corte Costituzionale, con i tempi che questo imporrà.
Il SISA, già presente in questi giorni a Berlino e Roma per manifestare a favore della libertà d’informazione e ancora a Berlino contro il nucleare, torna nelle piazze. Il 9 ottobre ’09 a Milano con gli studenti tra gli studenti, con le nostre bandiere sotto la pioggia, contro la riduzione della scuola a un parcheggio dequalificato e mercificato, per una scuola che restituisca a tutte e tutti la possibilità di costruire nella libertà i saperi critici, scientifici e umanistici. Sempre il 9 ottobre a Bruxelles e Charleroi insieme ai lavoratori belgi in lotta contro la disoccupazione e prezzi sempre più alti. Il 10 ottobre a Milano alle ore 15 da piazza Cavour in solidarietà con Cuba e tutti i popoli del Sud del pianeta, che in molti casi stanno costruendo percorsi di giustizia e di partecipazione, di uguaglianza e libertà, come le nazioni che fanno parte dell’Alternativa Bolivariana.
Il 23 ottobre per lo sciopero della scuola, saremo in piazza a Roma e Milano e nel pomeriggio a Roma per l’assemblea nazionale dei precari, a partire dai non abilitati che ogni giorno di più si accorgono di avere nella nostra organizzazione e nelle proposte da noi avanzate, come i corsi abilitanti per tutti, il solo sindacato senza esitazioni al loro fianco.
Il 24 ottobre a Roma convegno internazionale dedicato alla pedagogia libertaria in collaborazione con l’USI – AIT, perché compito di un sindacato non è solo contestare e avanzare proposte tecniche, ma anche elaborare una diversa idea di scuola, capace di coinvolgere, rendere protagonisti, costruire futuro.
Per queste e per molte altre ragioni saremo nelle strade d’Italia e d’Europa, oggi e domani, convinti di agire per una trasformazione della società che offra spazi di dignità, lavoro, istruzione e diritti per tutti. Anche per l’Italia che tracolla e la nostra scuola e la nostra università che affondano, perché oggi non siamo più soli, le nostre idee non sono solo nostre,  sono condivise in altre terre e popoli del mondo, che si riscattano e chiedono il riscatto dell’umanità intera, il rispetto dell’ecosistema, la costruzione della giustizia, dell’uguaglianza e della libertà. Abbiamo incontrato lo scorso mese il presidente venezuelano Hugo Chavez, salutiamo oggi con soddisfazione l’assegnazione del premio Nobel per Pace al presidente Barck Hussein Obama, non al primo ministro italiano, che si è costruito un sito internet con tanto di canzoncina per incensarsi e autocandidarsi, dimentico di aver servito la cultura di guerra del predecessore di Obama.
Il modo cambia, il SISA è parte di questo cambiamento.

Binche, 9 ottobre ’09
42° anniversario della caduta dell’eroico guerrigliero Ernesto Che Guevera

il segretario generale
Davide Rossi

23 ottobre ’09
Il SISA, con forza, per la scuola e l’università


Lo chiamano “posto fisso”, ma è il diritto costituzionale al lavoro ed è ridicolo che ne parlino governanti che hanno teorizzato per due decenni la flessibilità, creando precariato. A partire dalla scuola e dall’università in cui centinaia di migliaia di lavori precari sono stati persi, creando disoccupazione e gettando i giovani in mezzo a una strada.
Il 23 ottobre il SISA sciopera e manifesta, chiedendo, ancora una volta, le dimissioni del ministro Gelmini, la quale, oscurata dalle malefatte del presidente del consiglio, agisce peggio dello scorso anno scolastico, ma con meno risonanza sui media. Non si possono giudicare altrimenti tagli ai fondi e ai docenti, classi sovraffollate, tagli alla ricerca universitaria, logiche devastatrici a cui pericolosamente si presta poca attenzione. Così come la riforma “risparmista” e taglia ore delle superiori. Ancora più grave la vicenda del decreto “salva(ammazza)precari”, in cui passa come una notizia una non notizia, perché supplenze brevi e immissioni in ruolo sono sempre state regolate dalla disponibilità di posti vacanti. Il problema è quello che il ministro impedisce “de facto”, tanto le prime, quanto le seconde. Per altro il decreto sarebbe stato innovativo se avesse recepito le normative europee che vietano il precariato a vita obbligando i datori di lavoro, pubblici e privati, ad assumere con contratto a tempo indeterminato chi da almeno tre anni svolge attività lavorativa per il medesimo soggetto. Come SISA chiediamo l’applicazione di tale normativa e al contempo il bando di concorsi abilitanti in ogni istituto per i docenti non abilitati con almeno un giorno di supplenza.
Il 23 ottobre saremo quindi come SISA in piazza, gli studenti a Milano (largo Cairoli ore 9) e i docenti, a partire dai precari non abilitati a Roma (piazza Esedra ore 9), città nella quale al pomeriggio daremo vita ad una assemblea generale per la scuola al Testaccio, a partire dai diritti del precariato. Sabato 24 sempre al Testaccio convegno internazionale dedicato alla pedagogia libertaria, perché non esistono scuola e università possibili se non si ribaltano le logiche perversamente tornate di moda di autoritarismo e competizione. La scuola e l’università devono essere il luogo della costruzione dei saperi, del confronto democratico, del coinvolgimento, dell’entusiasmo.
Nulla a che spartire rispetto alla miserevole mortificazione di ogni passione civile e didattica, di docenti e di studenti, a cui assistiamo.
In piazza quindi con le nostre bandiere, perché un’altra scuola e un’altra università sono possibili a patto che ciascuno di noi in prima persona offra il suo determinante contributo perché questa radicale trasformazione avvenga.

22 ottobre ’09

Davide Rossi
Segretario generale

dal sito MIUR

 

Prot. AOOUFGAB n. 8773/GM
T E L E X
DA MINISTERO ISTRUZIONE UNIVERSITA’ E RICERCA – GABINETTO
AAT DIRETTORI GENERALI DEGLI UFFICI SCOLASTICI REGIONALI LORO SEDI
AT DIRIGENTI DEGLI UFFICI SCOLASTICI PROVINCIALI     LORO SEDI
Roma, 14 OTTOBRE 2009
OGGETTO: SISA - SINDACATO INDIPENDENTE SCUOLA E AMBIENTE: adesione allo sciopero nazionale per il 23 ottobre 2009. Comparto scuola. .
SI COMUNICA CHE L'ORGANIZZAZIONE SINDACALE SISA HA ADERITO "ALLO SCIOPERO NAZIONALE GENERALE PER TUTTO IL PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO, DETERMINATO E ATIPICO/PRECARIO DI TUTTI I COMPARTI E LE AREE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI E PER TUTTO IL PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO, DETERMINATO, CON CONTRATTI ATIPICI E PRECARI DELLE CATEGORIE E DEI SETTORI PRIVATI", INDETTO PER IL GIORNO 23 OTTOBRE 2009. DALL'AZIONE DI SCIOPERO "SONO ESLCUSE LE ZONE COLPITE DA CALAMITA' NATURALI O INTERESSATE DA CONSULTAZIONI ELETTORALI".
(...)
IL VICE CAPO DI GABINETTO   
(Dr. Emanuele Fidora)

Il SISA pronto alle elezioni RSU


Il SISA ha avanzato il 19 settembre, con un appello unitario ai sindacati di base, l’idea di un fronte unitario antigelminiano. Purtroppo nessuno ha risposto. Solo l’USI AIT, con il quale siamo legati da un patto di mutua collaborazione, ha concordato che non ci saranno liste contrapposte SISA e USI AIT, ovvero che, nel caso di presenza di entrambe le organizzazioni nella medesima scuola, si concorderà la formazione di una sola delle due liste. La presentazione della lista RSU è semplice. Occorre almeno un candidato, meglio due, i quali possono essere anche sottoscrittori della lista. Un presentatore della lista che è ovviamente sottoscrittore ma non è candidato. Occorre un numero di firme di sottoscrizione pari al 2% dei dipendenti, docenti e ATA (per cento lavoratori 2 firme, per 150 ne servono 3, 4 per 200). Qui sul sito trovate il modulo di presentazione da compilare, e i due allegati dell’ARAN da accludere alla presentazione. Tutte e tutti i lavoratori della scuola che si riconoscano nel manifesto costitutivo del SISA possono candidarsi a nome del SISA, anche se non sono iscritti, a patto che comunichino a uno dei membri del coordinamento nazionale la decisione di presentare una lista SISA. Gravissimo che ancora una volta il regolamento voluto dai sindacati confederali escluda i precari, che non possano candidarsi e possono votare solo se hanno un incarico sino al termine delle lezioni. È la dimostrazione, ancora una volta, che questo sistema elettorale che esclude la possibilità di una consultazione nazionale, che esclude una parte considerevole dei lavoratori, non corrisponde a un criterio di reale democrazia. Dal 13 ottobre potete presentare le liste ai Dirigenti Scolastici che le trasmetteranno alla commissione elettorale. Si vota l’1-2-3 dicembre, con spoglio il 4 dicembre, a meno che il decreto Brunetta in arrivo non sospenda e rimandi il tutto.
Per ogni necessità potete scrivere a sisascuola@libero.it

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Cordoglio per Gino Giugni

Il SISA saluta il socialista Gino Giugni, l'uomo che ha dato ai lavoratori italiani quella legge 300 del 1970, dal titolo "Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento", è quello Statuto dei lavoratori nei quale il nostro sindacato si riconosce e che troppi e da troppo tempo attaccano e vorrebbero distruggere.

 

5 ottobre 2009

 

Il coordinamento

3 ottobre
SISA in ogni strada di Roma
per la libertà, per l’informazione, per i precari, per il lavoro
.

Il SISA si ritrova il 3 ottobre, coordinato dalla responsabile di Roma Barbara Bernardi alle ore 14.00 alla stazione Termini sotto le bandiere del sindacato.
Da lì i partecipanti procederanno verso piazza del popolo per riaffermare il diritto alla libera informazione e per ricordare che non vi è democrazia senza lavoro. Un gruppo procederà quindi con le nostre bandiere fin sotto il ministero dell’istruzione, per chiedere il ritiro dei tagli, rispetto della normativa in materia di sicurezza (626) sul numero di studenti per classe, per una didattica possibile e contro le classi – pollaio da oltre trenta ragazzi. Assunzione di tutti i precari, compresi i non abilitati per i quali si deve predisporre un corso specifico.
SISA in movimento, per una nuova Onda di libertà, di diritti e di partecipazione, nella scuola, nell’università, in ogni campo della vita del paese.

 

1° ottobre 2009

il coordinamento

Resoconto della quarta assemblea generale SISA

La quarta assemblea generale è stata partecipata e vivace. Molti gli assenti giustificati, tra essi dal Veneto Vesco, dalla Puglia Simone, dalla Venezia Giulia Marchegiani, da Roma, città in ora insegna, il segretario nazionale Emilio Sabatino. Più che positivo lo sviluppo dell’organizzazione. Molti nuovi iscritti, in Russia, in Polonia, in Campania, in Emilia Romagna e in quasi tutte le atre regioni, nuovi responsabili, in particolare Stefano Rivas, studente universitario, neo - responsabile di Bologna, che subentra ad Arianna Marchegiani, che ringraziamo per il lavoro svolto, nell’incarico di responsabile Ambiente, Gabriele Repaci, studente universitario di Milano, primo responsabile nazionale del settore, il regista Tommaso Matteocci, il docente responsabile della provincia di Caserta Giovanni Abbate, la responsabile Abruzzo Deborah Vercruysse, iscritte anche la psico-emotivologa Valeria Bubola e la docente Simonetta Zandonà. Moltissime altre ancora le nuove adesioni, che rappresentano la più chiara conferma delle ragioni che del SISA.
Alessia Fregonese ha informato dell’avvio della distribuzione del manuale studentesco e sollecita l’organizzazione di un concerto per Peppino Impastato, contro il comune lombardo che ha rimosso l’intitolazione della locale biblioteca.
Noemi Lanzani, coordinatrice nazionale, ha esposto la crescente mobilitazione contro la Gelmini nelle scuole e la larga disponibilità degli studenti a scendere in piazza. Positivo il lavoro di collaborazione con l’USI avviato in particolare dal gruppo SISA di Roma che tra gli altri vede oggi il contributo attivo di Federica Smith. Un plauso a Barbara Bernardi, che indomita guida i precari del sindacato. Confermata la data nazionale di sciopero con manifestazioni a Milano e Roma il 23 ottobre, sarà la prima volta che l’indizione avviene anche come SISA, si pregano i docenti e gli ATA di verificare e porre in rilievo il fatto nelle scuole in cui lavorano. 23 ottobre pomeriggio assemblea nazionale dei precari a Roma. Il 24 ottobre convegno dedicato alla pedagogia libertaria a Roma in collaborazione con l’USI, è auspicata la più larga partecipazione da tutta Italia, è garantita l’ospitalità. In ogni caso si è concordato nel ritenere che il sindacato farà il possibile per essere nelle piazze e sostenere tutte le mobilitazioni che abbiano come obiettivo il reale contrasto dei progetti devastatori dei ministri Gelmini – Brunetta – Tremonti. In questo quadro il sindacato sarà a Roma il 3 ottobre per la libertà d’informazione e per i diritti dei precari, tutti, abilitati e non abilitati. Il 9 ottobre a Milano per la mobilitazione nazionale studentesca, sabato 10 ottobre a Milano partecipazione e adesione alla manifestazione nazionale per Cuba.
Ampia relazione in merito all’incontro bilaterale internazionale tra SISA e RAS in Belgio di fine settembre, i due sindacati hanno prodotto un documento unitario e un piccolo libro bilingue. In merito all’arrivo di Fatuma Sumaili, quali rappresentante permanente del RAS presso il SISA, esiste il margine per un suo arrivo ai primi di novembre.
Garantita una larga presenza del sindacato alle iniziative per il 40° anniversario della strage di piazza Fontana, con partecipazione alla manifestazione studentesca del mattino e a quella dell’ANPI nel pomeriggio.
Decisa la formazione di una delegazione per la partecipazione all’assemblea e manifestazione NoMayDay 2009 il primo maggio a Roma a cui seguirà la 5° assemblea generale.
Decisa la formazione di una delegazione per il festival mondiale della gioventù che dovrebbe svolgersi a Cipro nell’estate 2010.
Si reputa quanto mai necessario programmare momenti di formazione, il coordinamento valuterà i tempi e le modalità, avanzerà proposte e verificherà il numero dei partecipanti prima di procedere con l’indizione ufficiale degli stessi.

Il segretario generale del SISA solidarizza con Rosy Bindi
Cara Rosy Bindi,
a nome del SISA, Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, di cui sono segretario generale, sento di esprimerti la più viva e sincera solidarietà contro l'aggressione verbale portatati nella notte tra il 7 e l’8 ottobre su Rai 1 dal signor Berlusconi. Noi, come molti italiani, ti riconosciamo qualità umane e politiche che dovrebbero essere esempio per chi, giovane, crede che la politica sia il luogo in cui dare il proprio contributo alla società, non già il luogo del malaffare personale che attraverso forme plebiscitarie cerca di auto-assolversi.
Buon lavoro.
Davide Rossi

Domenica 27 settembre ’09 alle ore 16.00
È convocata la quarta assemblea generale del SISA presso la sede per l’Italia di vicolo Calusca 1 Milano


1.    Relazione del segretario generale Davide Rossi sulle attività svolte nel corso degli ultimi mesi dal Sindacato, sulla situazione attuale della scuola e dell’università, sulle iniziative di lotta in programma e da programmare
2.    Relazione sulla situazione studentesca della coordinatrice Noemi Lanzani e della responsabile di Milano Alessia Fregonese, incaricata della diffusione del manuale del delegato studentesco
3.    Informazione sulle nuove realtà territoriali del SISA e sui patti di mutua collaborazione
4.    Resoconto dal seminario su sindacalismo ed ecologia tenuto in Belgio (settembre ’09) in collaborazione con il sindacato della Rep.Dem. del Congo RAS
5.    Organizzazione della partecipazione agli scioperi e alle manifestazioni autunnali
6.    Organizzazione della presenza del SISA a Milano e a Roma per lo sciopero della scuola e dell’università del 23 ottobre
7.    Convegno nazionale Precari del 23 ottobre pomeriggio a Roma, partecipazione e situazione generale del precariato, difesa di tutti i precari a partire dai non abilitati
8.    Partecipazione al convegno dedicato alla pedagogia libertaria promosso dall’USI a Roma il 24 ottobre
9.    Organizzazione della presenza del SISA alla manifestazione nazionale per i 40 anni della strage di Piazza Fontana sabato 12 dicembre 2009 a Milano
10.    Formazione della delegazione al festival mondiale della gioventù (estate 2010) presumibilmente a Cipro
11.    Progettazione dei viaggi culturali di formazione sindacale in collaborazione con il SISA Svizzera previsti con il seguente calendario: 13 -20 febbraio 2009 Venezuela (settimana di carnevale) 22-24 maggio 2009 Berlino
12.    Varie ed eventuali

Si informa con largo anticipo che la quinta assemblea generale è convocata a Roma sabato primo maggio 2009

Mentre piangiamo per Viareggio, siamo indignati per la legge contro gli stranieri e ribadiamo la nostra solidarietà a tutte le donne e tutti gli uomini immigrati

 

Mentre l’Italia piange i morti di Viareggio, uccisi da un treno merci diretto nelle fabbriche del sottosegretario pdl all’economia Nicola Cosentino, che come riporta Il Manifesto (1.7.09) è “accusato da quattro pentiti di avere forti legami con i casalesi”, il Senato approva le legge sul reato di immigrazione clandestina. Il SISA esprime la più netta e totale contrarietà ad una legge che lede i Diritti dell’Uomo e criminalizza donne e uomini che cercano di costruire un futuro migliore per loro e per loro famiglie qui tra noi, perché le logiche del G8 impediscono loro di riuscirci nelle loro terre. Il SISA è e sarà sempre solidale. Ogni donna, ogni uomo del mondo è nostra sorella, è nostro fratello.

 

il Coordinamento

2 luglio 2009

SCUOLA PUBBLICA A PEZZI, SOLDI ALLE PRIVATE....
COSE DA PAZZI!

In un momento in cui la scuola italiana sta vivendo uno dei
peggiori periodi della sua storia con tagli imposti da un´assurda manovra
finanziaria , il ministro Gelmini parla di bonus per chi si iscrive alle
private.............con una scure in una mano si distrugge la scuola pubblica,
con un'altra mano si passano soldi alle private....vergogna!

Rinnoviamo il solo invito possibile per il ministro Gelmini: Dimissioni!

 

22 giugno 2009

 

Il coordinamento

 

Elezioni RSU dicembre ’09
Il SISA propone un percorso unitario
tra i sindacati di base e alternativi

 

Le elezioni RSU rivestono per il SISA un momento di scarsa rilevanza, la nostra organizzazione vanta una presenza modesta di docenti e ATA di ruolo, essa è la componente più piccola del sindacato. Tra noi primi sono gli studenti delle superiori e universitari, che rappresentano oltre il 50% dei nostri aderenti, seguiti dai docenti e ATA precari, in maggioranza non abilitati, dai cittadini democratici e appunto - infine - dai docenti e ATA di ruolo. Siamo un sindacato nuovo, alternativo, di lotta, ecologista, altermondialista, europeo perché presente, oltre che in Italia, in sei nazioni del continente, con gruppi strutturati in Francia, Belgio e Germania. Un sindacato che raccoglie e unisce idee e sensibilità che hanno trovato per la prima volta un percorso comune e in alcuni casi, pensiamo ai docenti non abilitati, una rappresentanza sindacale e non semplicemente associativa o di “movimento”. Le ragioni che nell’ottobre del 2007 ci hanno portato a nascere sintetizzano la differenza, pur nel reciproco rispetto, con le storie – nessuna esclusa - del sindacalismo italiano che ci ha preceduto.
Tuttavia comprendiamo il ruolo che queste elezioni RSU possono svolgere nell’impegno di contrasto delle logiche distruttrici del ministro Gelmini.
Ugualmente sappiamo che a queste elezioni RSU della scuola nessun sindacato di base e alternativo italiano uscirà ottenendo la rappresentatività. Per altro la stanchezza di molti docenti e ATA, che da nove anni assolvono a questo compito rischia anche, soprattutto tra le file delle organizzazioni di base, di ridurre voti ed eletti a vantaggio di Snals-Gilda-Confederali. Proprio Sanls-Gilda-Confedrali esercitano, per passiva stanchezza dei docenti, il monopolio della rappresentanza, sebbene le loro posizioni siano sempre più minoritarie tra i colleghi. I quali, alla fine, di fronte all’assenza di una lista alternativa, che voterebbero, ma che non è stata presentata perché loro stessi non vogliono impegnarsi in prima persona, si adeguano, in molte scuole, a votare il candidato di Snals, Uil o Cisl, che è un loro collega o amico, anche se dissentono in forma totale dalle posizioni di quelle organizzazioni. È evidente quindi – ma vale la pena ribadirlo – che le elezioni RSU solo di scuola e non su liste nazionali offrono risultati che non corrispondono assolutamente alla reale rappresentatività delle organizzazioni.
Poiché i voti non sono determinanti per nessuna organizzazione di base e alternativa, ma gli eletti rappresentano uno spazio di democrazia, di partecipazione e di promozione delle idee che, seppure con molte, varie e determinanti differenze, tuttavia in qualche modo accomunano il mondo del sindacalismo alternativo, come SISA crediamo che sarebbe utile trovare un percorso unitario.
L’invito che rivolgiamo a tutti gli iscritti e i militanti dei sindacati di base e ai loro dirigenti è quello di trovare una modalità, conformemente con la normativa vigente, che permetta una presentazione unitaria.
L’invito è rivolto a tutti e senza esclusioni. Cobas, Unicobas, Rdb, USI, CUB, SdL, a tutte le altre organizzazioni del sindacalismo di base e a tutte quelle realtà e quelle persone, donne e uomini, che, pur senza essere direttamente iscritti ai sindacati di base e alternativi, vi si riconoscano.
Siamo consapevoli che si debba scegliere di organizzare le liste sotto una sigla sindacale che sia accreditata. Per parte nostra crediamo che si debba scegliere una sigla sotto la quale nessuna identità e organizzazione possano essere confuse, perché SISA, Cobas, Unicobas, CUB e tutte le altre sarebbero chiaramente parte di un progetto nel quale a ciascuno è chiesto di dichiararsi e presentarsi per la propria storia e cultura, in cui non sono previste sintesi forzate, ma semplicemente la costituzione di un “Fronte Popolare” sindacale della scuola tra coloro che si battono contro le proposte del ministro Gelmini.
Un simile percorso risveglierebbe molti docenti e ATA alla partecipazione, sarebbe stimolo per quanti si sentono pronti ad impegnarsi ma non condividono la frammentazione del sindacalismo di base e alternativo.
Questo l’invito che ci sentiamo di rivolgere con convinzione e con determinazione, nel rispetto di tutte e tutti coloro che vogliano parteciparvi.
L’auguro è che venga accolto. In ogni caso abbiamo la certezza, come SISA, che la strada da noi intrapresa appena due anni fa, la volontà di un percorso che sia voce unitaria dei protagonisti della scuola e dell’università (studenti, docenti, società), che offra spazi, diritti e rappresentanza per il precariato, tutto e senza esclusioni, sia il solo percorso possibile per un sindacalismo capace di futuro. Con questa volontà continueremo a lavorare, prima e dopo le elezioni RSU.

18 settembre ’09

il coordinamento nazionale
Davide Rossi – Emilio Sabatino – Noemi Lanzani

SISA solidale con gli operai della INNSE di Milano

 

Il 10 agosto il segretario del SISA Davide Rossi si è recato in via Rubattino a Milano per esprimere piena e incondizionata solidarietà ai lavoratori della INNSE in lotta per il loro futuro. La loro è una battaglia di dignità, per il lavoro, per il domani. Con la quale hanno dimostrato e dimostrano che battersi per i diritti costituzionali è non solo giusto, ma necessario.

 

il cordinamento

Malati ma non più vessati

 

I docenti e gli ATA malati, che nell’ultimo anno scolastico dovevano stare consegnati tutto il giorno in casa ad attendere l’eventuale visita fiscale, anche quando il medico raccomandava qualche camminata all’aria aperta, tornano liberi. Berlusconi in cerca di consensi per migliorare i sondaggi che lo vedono in caduta libera, si libera del DL 112 Brunetta e restituisce ai lavoratori della scuola l’antico obbligo dalle 10 alle 12  e dalle 17 alle 19. Con la libertà di tornare a poter scendere per comperare il pane e le medicine. È la giusta fine di una pratica medievale e vessatoria,  Forse anche così si pensa di far ripartire l’economia, con qualche pezzo di focaccia venduto in più. Attendiamo più ampi ravvedimenti, a partire dalla revoca del taglio degli organici che getta per strada migliaia di precari, ai quali prima ancora che il diritto alla malattia è negato lo stesso diritto al pane.

 

Il coordinamento

 

28 giugno ’09

Sottoscritto il Patto di mutua collaborazione tra Unione Sindacale Italiana – USI AIT  Sindacati Scuola e Università e Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente.

 

ne riportiamo di seguito il testo:

 

L’USI AIT Scuola e l'USI AIT Università che fanno riferimento alla Confederazione USI AIT e il SISA sottoscrivono un patto di mutua collaborazione con l'intenzione di promuovere il reciproco sostegno e la collaborazione nell’azione sindacale e culturale per la scuola e per l’università, riconoscendo la sostanziale unitarietà degli obiettivi perseguiti, nella ricchezza e pluralità di storie, percorsi metodi e culture che caratterizzano le due organizzazioni.

 

I SINDACATI SCUOLA e UNIVERSITA' dell'USI AIT e  il SISA si riconoscono infatti nel metodo libertario e in un comune impegno per una scuola, una università e una società migliori, nelle quali i diritti sociali e civili possano rappresentare una conquista durevole e la base per una convivenza fondata sul rispetto degli inalienabili valori di giustizia e libertà di ciascun essere umano.

 

L'USI AIT Scuola e l'USI AIT Università e il SISA – fatta salva la rispettiva e inalienabile autonomia e indipendenza - ritengono opportuno procedere nella reciproca e costante informazione e nella promozione di iniziative unitarie di formazione e di lotta, nonché di forme di solidarietà e mutuo sostegno.

 

Roma

15 giugno 2009

 

per l’USI AIT Scuola e l'USI AIT Università

Claudia Santi

 

per il

 Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente

 

il segretario generale

Davide Rossi


Nuove responsabilità nel SISA, nuovi problemi nella scuola

 

Il coordinamento è lieto delle responsabilità assunte da Francesco Nasso, precario a Milano, quale responsabile nazionale ATA SISA e Gabriele Vesco di Venezia quale responsabile SISA relazioni intercategoriali.

Augura ad entrambi buon lavoro nella convinzione che con il SISA e dentro il SISA riconosceranno la forza di un agire solidale e comunitario. Perché insieme è possibile costruire il cambiamento che vogliamo e auspichiamo.

Il coordinamento manifesta anche viva preoccupazione sia per la riforma dei licei, pensata essenzialmente per tagliare cattedre e creare disoccupati, sia per le intempestive modifica del sistema di valutazione della scuola media.

Apprendiamo in oltre con dolore del suicidio di un ragazzo delle elementari dopo l’avvenuta conoscenza del voto di condotta. Nello stringerci alla famiglia confermiamo la totale assurdità del voto di condotta, strumento autoritario e punitivo, per nulla didattico e incapace di qualunque valore positivo.

Al ministro Gelmini confermiamo la sola richiesta avanzabile: dimissioni.

 

15 giugno 2009

 

il coordinamento 

Destino incerto e preoccupante per gli ATA della scuola pubblica

 

A settembre si inizierà l’a.s. con una presenza fortemente ridotta del personale ATA dovuta a differenti problemi.

I trasferimenti verranno divulgati il 24 luglio creando un disagio per i lavoratori, non solo per l’accavallarsi delle nomine con il periodo di ferie dei lavoratori, ma perché dovrà poi trascorrere ragionevolmente un mese per iniziare le nomine annuali per i precari.

Tale ritardo e la necessità di avere tra le due e le tre settimane a disposizione  per procedere con la nomina delle supplenze annuali ATA ci inducono fin da subito a ritenere che sia del tutto impossibile iniziare il primo settembre l’anno scolastico garantendo la presenza necessaria di collaboratori scolastici, tecnici e amministrativi nelle scuola.

I dirigenti scolastici potrebbero confermare il personale già in servizio nell’a.s. precedente fino all’arrivo degli aventi diritto, tuttavia è molto probabile che i tagli di bilancio impediscano “de facto” tali nomine, gettando le scuole, in uno dei momenti più delicati, quello dell’avvio delle lezioni, in una situazione di grave riduzione dell’organico e impossibilità di rispondere alle necessità amministrative e organizzative che incombono sulla scuola.

Si prepara dunque un quadro di preoccupante confusione, dal quale le scuole potranno difficilmente districarsi.

 Per altro il ministero non ha fornito alcun dato preciso in merito ai tagli agli ATA, alla loro quantità, stimata presumibilmente intorno alle 45mila unità nell’arco di un triennio, e neppure in merito alla scansione temporale dei tagli per ciascun anno scolastico.

Esistono solo delle ipotesi ed una certezza, i tagli all’organico impediranno la continuità didattica e migliaia di lavoratori si vedranno nella condizione, quando non perderanno il lavoro, di essere costrette ad abbandonare le scuole nelle quali da tempo lavorano.

Il SISA è pronto fin da subito a battersi perché non solo i tagli vengano ritirati, ma perché il ministero emani una circolare chiarificatrice nella quale autorizzi i dirigenti scolastici a riconfermare a partire dal primo settembre il personale già in servizio fino al 31 agosto.

Tale scelta permetterebbe anche un deciso snellimento burocratico, garantirebbe la continuità e la sicurezza di un avvio di anno scolastico senza problemi.

 

15 giugno ’09

 

Francesco Nasso

Responsabile nazionale ATA SISA

francesco.nasso@tiscali.it

23 maggio

Grande manifestazione antirazzista per l'amicizia e la solidarietà tra i popoli a Milano, "Basta paura, basta Maroni! Siamo tutti clandestini!" queste le parole che da Centrale a Duomo donne e uomini di tutto il mondo e italiani hanno scandito, insieme, per rivendicare spazi di democrazia, di rispetto per tutte e tutti i migranti, di convivenza democratica concreta e vissuta.

SISA nelle piazze

 15 – 19 - 23 maggio

per la scuola e l’università, contro il G8,

per la solidarietà contro ogni razzismo

  

A Riga il SISA ha partecipato alla manifestazione per il 9 maggio, “Dien Pabiedi”, ovvero giorno della Vittoria sul nazifascismo ed espresso piena solidarietà a quella metà della comunità russa lettone, tra molti giovani, studenti e lavoratori, ben 360mila persone, a cui non sono riconosciuti i diritti civili, puniti solo perché chiedono di essere rispettati come minoranza e non vogliono essere forzatamente assimilati. Sostegno e solidarietà anche a Giulietto Chiesa che abbiamo incontrato nel corso della campagna elettorale che lo vede candidato per il parlamento europeo nella nazione baltica.

Nelle università francesi continua da mesi un’intensa battaglia per una maggiore democrazia e il diritto allo studio, agli studenti e ai docenti il gruppo SISA Parigi ha confermato ancora in questi giorni comunanza di analisi e condivisione delle richieste avanzate.

Anche in Italia si annunciano momenti di lotta e di mobilitazione.

Venerdì 15 maggio è giornata di sciopero della scuola e dell’università. Il SISA sarà presente a Bruxelles con il segretario generale Davide Rossi e il gruppo SISA Belgio alle 12.30 alla stazione Nord, nella manifestazione europea indetta non solo dai sindacati confederali europei, che contestiamo nel merito e nella sostanza, ma dai comitati di lavoratori in lotta che chiedono spazi per l’autorganizzazione, a Milano con il SISA Studenti, guidati dalla responsabile cittadina Alessia Fregonese, con ritrovo alle 9.30 in Cairoli, a Roma con il SISA Precari e la responsabile Barbara Bernardi, ritrovo  ore 10.30 in piazza Navona.

Le ragioni per manifestare sono ampie, la scuola e l’università  sono aggredite da tagli, ridimensionamenti, in un quadro generale di svuotamento del loro ruolo educativo. E mentre 60mila lavoratori della scuola saranno per strada dal primo settembre, un gruppo di parlamentari ligi agli ordini che arrivano da oltre Tevere, hanno approvato l’aumento dei fondi per le private. Una scelta vergognosa e anticostituzionale.

La scuola in cui crediamo, quella che si riconosce nella libertà d’insegnamento e nella libertà di apprendimento, scenderà in piazza chiedendo ancora una volta la revisione totale dei progetti Gelmini e le dimissioni del ministro.

Il SISA sarà inoltre presente nei due più importanti appuntamenti di settimana prossima, ovvero la manifestazione NoG8 per l’università a Torino martedì 19 maggio e sabato 23 maggio alle ore 14.00, per la manifestazione nazionale dei migranti, dei meticci e di tutte e tutti gli antirazzisti, che partirà dalla stazione centrale di Milano.

Un impegno sindacale e civile nel solco del primato della civiltà e della convivenza democratica, che vuole coniugare le ragioni della scuola e dell’università con quelle di un progetto di società capace di rispettare senza esitazione la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

 

14 maggio ’09

 

il coordinamento

Rodolfo Simone responsabile del SISA Puglia

 

Rodolfo Simone, diplomato magistrale, genitore democratico, responsabile di una piccola attività nella natia Manfredonia (FG) ha accettato di diventare responsabile del SISA per la regione Puglia. Nel ringraziarlo e nell’augurargli buon lavoro, il coordinamento si impegna a incontrarlo al più presto per rinnovare i vincoli di amicizia e collaborazione.

Franceschini un sindacato di poveri e per i poveri c’è, il nostro

 

Gentile Franceschini, nel corso della trasmissione “Ballarò” del 5.5.2009 lei ha affermato: “i poveri non hanno un sindacato.” Un’affermazione forse vera per chi non li rappresenta, ovvero i sindacati confederali e corporativi. Una frase del tutto non aderente al vero per noi del SISA.

Non è vero Franceschini, i poveri hanno un sindacato. Il nostro. Il SISA è un sindacato povero fatto di poveri, di precari che non hanno da sopravvivere perché vivono con 100 euro al mese ovvero il magro risultato di due o tre giorni di lavoro su trenta, un sindacato di poveri, perché poveri sono i nostri studenti, che credono possibile il loro riscatto attraverso la conoscenza, da cui sperano di accedere non al benessere, ma al diritto, che dovrebbe essere inalienabile, alla dignità. Poveri sono quei genitori e quei cittadini democratici che si riconoscono nel nostro progetto e che hanno aderito al Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente perché sanno quanto sia importante la difesa di valori e diritti che si riconoscono nella convinzione di don Lorenzo Milani: battersi a fianco degli sfruttati contro gli sfruttatori e contro ogni selezione.

Franceschini prossimamente, dopo le elezioni, possiamo incontrarci e siamo disponibili a illustrarti le nostre idee e le nostre lotte, quotidianamente e convintemene a fianco dei poveri, di quanti -  come noi - credono comunque possibile una trasformazione radicale della società.

 

6 maggio ’09

 

Davide Rossi

Segretario generale 

25 Aprile e Primo Maggio,

imprescindibili per il SISA

 

 

Le ragioni della lotta partigiana, della libertà riconquistata contro il nazifascismo, sono quelle fondative della Repubblica Italiana e della Costituzione. Eppure ogni giorno la memoria di questa lotta e le leggi e i valori che ne sono scaturiti, la legalità, la giustizia, i diritti civili e sociali, il rispetto per l’ambiente, l’autonomia e l’indipendenza dell’informazione, vengono violati. Morti sul lavoro, ecodisastri, terremoti che diventano tragedie perché si costruiscono case con la sabbia, corruzioni e mafie. Occorre ribellarsi.

La scuola si prepara ad un anno scolastico 2009/2010 durissimo, con classi più numerose in totale violazione della cubatura per studente che impone due metri quadrati a testa, con un taglio abnorme delle cattedre e la conseguente espulsione di più di 40mila docenti e diecimila ausiliari, tecnici e amministrativi. Un’ecatombe che ha come obbiettivo l’eliminazione di lavoratori che nella scuola sono presenti, come precari abilitati e non abilitati, da anni e anni e l’inevitabile peggioramento delle condizioni nelle quali docenti e studenti sono chiamati a costruire i saperi, perché classi da trenta o quaranta ragazzi sono la drammatica premessa per la distruzione di qualunque relazione educativa.  L’università ugualmente subisce tagli alle risorse e alla ricerca, numeri sempre più chiusi in cui prevale la selezione e la raccomandazione, l’esatto opposto di atenei che siano capaci di applicare e rispettare il diritto allo studio.

Ugualmente il primo maggio, giornata internazione di lotta per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori è l’occasione per riaffermare valori universali che ci impongono di guardare a tutta la terra come un ecosistema sostenibile, lottando perché tutte e tutti, nel Nord e nel Sud del pianeta, possano emanciparsi abbattendo ogni forma di sfruttamento e di prevaricazione.

Due giorni imprescindibili nei quali il SISA, Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, si mobilita. Il 25 aprile a Milano con l’ANPI, con partenza alle ore 14.00 da porta Venezia. Il primo maggio a Milano, dentro l’Euro May Day, con le nostre voci, le nostre idee, la nostra musica, quella delle Pile Up, gruppo pank-rock composto per intero da sindacaliste studentesche, insieme alle voci dei giovani e dei precari, delle donne e degli uomini che già qui e ora rappresentano un Italia multiculturale, aperta e dialogante che riconosce nella solidarietà la strada per costruire il domani.

  

23 aprile ’09

 

 

 Davide Rossi

Segretario generale SISA

 

 

Terza assemblea generale del SISA

Ordine del Giorno

 

  1. Relazione del segretario generale sull’attività svolta, sulle iniziative in corso e già in programma, sulle prospettive dell’organizzazione a un anno e mezzo dalla fondazione
  2. Dibattito sulla situazione generale della scuola e dell’università in Italia e in Europa (dal decreto Aprea alle normative europee)
  3. Relazione di Barbara Bernardi sui movimenti dei precari e le azioni di lotta
  4. Informazione sulla situazione dei gruppi SISA in Italia e in Europa, sviluppi e iniziative, e sulle collaborazioni in Italia, in Europa e a livello internazionale.
  5. Informazione rispetto agli incontri regionali già tenuti e a quelli in programma
  6. Informazione in merito al Primo maggio a Milano
  7. Programmazione della partecipazione alla due giorni milaniana a Barbiana 30 e 31 maggio 2009
  8. Programmazione della partecipazione al NoG8 italiano / Sardegna 7- 12 luglio 2009
  9. Organizzazione per la partecipazione alla manifestazione di Genova del 20 luglio 2008
  10. Assegnazione degli incarichi di lavoro e adempimenti statutari, ratifica della nuova coordinatrice studentesca e conferma del coordinamento
  11. Approvazione delle attività culturali ed editoriali del SISA o in collaborazione con enti e associazioni culturali
  12. Proposte di formazione interna
  13.  Proposta di formazione congiunta con il SISA Svizzera per settembre
  14. Posizione SISA rispetto alle elezioni RSU della scuola dell’a.s. 2009/2010
  15. Approvazione bilancio
  16. Varie ed eventuali 

Alla presenza del coordinamento del SISA, dei rappresentanti di gruppi locali e di una delegazione del SISA Svizzera, composta da Max Ay, Mao Tagliaferri, Piero Pagliarani e Andreas Arnold si è svolta la III assemblea generale del SISA a Milano presso la sede per l’Italia, in data primo maggio ’09, aperta alle ore 18.00.

Alla relazione del segretario generale è seguito un ampio dibattito che ha evidenziato i gravi problemi che dovranno essere affrontati tanto dagli studenti quanto dai docenti a tempo indeterminato e precari. Tra gli argomenti affrontati la grande capacità di crescita dell’organizzazione che tuttavia ha nella sua anomalia, ovvero l’essere formata da docenti, studenti e genitori e cittadini democratici, la sua forza - e al contempo - se non una debolezza, certamente una difficoltà nel farsi percepire e capire. Il segretario generale sottolinea tuttavia che proprio la novità del SISA, la sua capacità di superare schemi e divisioni tra chi nella scuola vive e lavora, ci permettono di trasmettere un messaggio più aderente alla realtà, più capace di offrire interpretazioni coerenti e proposte ragionevoli. Sul tema dei precari, si è sottolineato l’ottimo lavoro promosso dal gruppo SISA Precari e dalla sua responsabile Barbara Bernardi, in merito si è deciso di studiare azioni di lotta che diano visibilità alla proposta del sindacato di riconoscere il diritto all’accesso a forme abilitanti per tutti coloro che abbiano almeno un giorno di servizio come ATA o docenti. I precari italiani sono un patrimonio della società nel suo insieme, volerli espellere, come intende il governo, dal mondo dell’istruzione è un’azione grave che va contrastata in ogni modo.

Sui temi dell’aggressione alla scuola mossi attraverso il decreto Aprea e i progetti Gelmini il SISA si è mosso sempre tempestivamente con analisi, critiche e controproposte. Per l’assurdo numero di trenta e più alunni per classe il SISA invita ad appellarsi alla legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che stabilisce in forma inequivocabile e non discutibile come in un aula ogni persona debba avere a disposizione due metri quadrati, il che significa che in un’aula di 50 mq possono esserci 24 studenti e un docente. L’applicazione di tale normativa deve essere stringente e tutti i rappresentanti del SISA sono chiamati a verificare e farli applicare sin da subito, in modo da vincolare la formazione classi per il nuovo anno scolastico.

In merito alle elezioni RSU il SISA valuta che rispondano ad un criterio poco democratico, poiché le elezioni avvengono solo nelle singole scuole. Il SISA reputa che tali elezioni dovrebbero invece avvenire su tre livelli: di scuola, provinciale o regionale e nazionale. Di fatto ai lavoratori è impedito di scegliere chi li rappresenti ad un livello superiore a quello della singola scuola. Il sindacato decide quindi di dare piena libertà ai suoi iscritti di candidarsi presentando liste SISA, tale scelta rientra nella libertà dei singoli e l’organizzazione darà tutto il supporto necessario a chi la compie. In quanto SISA tuttavia non faremo pressione in questo senso nei confronti dei nostri iscritti e invitiamo ATA e docenti a riflettere su uno strumento di partecipazione che, a nove anni dalla sua nascita, mostra limiti superiori ai margini di manovra, partecipazione e autorganizzazione che permette. Tali elezioni confermeranno la rappresentatività dei soliti sindacati e non la riconosceranno ai sindacati di base che nella realtà sono una voce importante del panorama democratico della scuola italiana. Siamo comunque consapevoli che le lotte condotte nei nostri primi due anni di vita e quelle che condurremo nei prossimi anni testimonino largamente di una “rappresentatività” non amministrativa, ma reale, costruita con gli studenti, con i cittadini e i lavoratori della scuola che si riconoscono in un impegno quotidiano per una scuola partecipata, fondata sulla relazione educativa, la libertà di insegnamento e di apprendimento. Una rappresentatività che proprio per la novità della nostra organizzazione, che unisce studenti e docenti e cittadini democratici, è difficilmente riconducibile al voto dei soli docenti e ATA della scuola.

L’assemblea ha ratificato la nomina della nuova coordinatrice studentesca Noemi Lanzani, come deciso in data 24 aprile 2009 dal SISA Studenti. Chiara Carlini del Liceo Tito Livio assume l’incarico di responsabile regionale lasciato vacante da Noemi Lanzani.

Viene presentato un ampio resoconto delle relazioni bilaterali con il sindacato RAS, Rinnovamento dell’Azione Sindacale, della Repubblica Democratica del Congo, guidato da Jean Musa. È salutata con favore la proposta del coordinamento di ospitare in Belgio per l’a.s. 2009/2010 la compagna Fatuma Sumaili, quale rappresentante del RAS presso il SISA.

 

È stato fatto il punto sui prossimi appuntamenti:

  • Sabato 2 Maggio 2009, Milano, incontro bilaterale SISA-USI per la sottoscrizione di un patto di mutua collaborazione.
  • Sabato 9 maggio e domenica 10 maggio incontro a Riga con docenti e studenti lettoni
  • Venerdì 15 Maggio 2009, Milano, sciopero della scuola e sciopero generale dei sindacati di base. Il SISA sarà presente a Milano con il SISA Studenti, referente la coordinatrice Noemi Lanzani e a Roma dal SISA Precari, referente la responsabile Barbara Bernardi. Le ragioni del SISA saranno portate anche dal SISA Belgio alla manifestazione europea che si svolgerà nella stessa giornata a Bruxelles, il gruppo sarà guidato dal segretario generale.
  • Sabato 23 Maggio 2009, Milano, h.17:00, Centro Sociale Conchetta COX-18, Via Conchetta, intervento di Stefano Fregonese sulla pedagogia ricognitiva.
  • Sabato 30 e Domenica 31 Maggio 2009, Barbiana, convegno internazionale nel solco di don Lorenzo Milani, partecipano le delegazione di SISA Italia, SISA Svizzera e SISA Belgio. Partenza da Milano h.14:30, rientro Domenica sera, pernottamento in canonica 5 euro.
  • Domenica 7 Giugno 2009, Bellinzona (Svizzera), incontro bilaterale SISA Italia – SISA Svizzera, si auspica la più ampia delegazione del SISA Italia
  • Sabato 4 Luglio 2009, Vicenza, Manifestazione internazionale contro l’allargamento della base militare NATO “Dal Molin”.
  • Dal 7 al 10 Luglio 2009, Abruzzo, iniziative per il NoG8 2009
  • Sabato 11 Luglio 2009, Pescara, manifestazione internazionale NoG8 2009
  • Lunedì 20 Luglio 2009, Genova, manifestazione per Carlo Giuliani.
  • Martedì 21 e Mercoledì 22 Luglio 2009, Berlino, riunione con il SISA Berlino

Si è orientati a partecipare per il 2010 all’EuroMayDay di Roma.

È dato mandato alla responsabile di Milano Alessia Fregonese di verificare e raccogliere le quote di adesione 2009 degli studenti aderenti per il territorio di sua competenza.

L’assemblea delibera il proseguimento della collaborazione con il gruppo musicale Pile-up.

Il SISA contribuisce per quanto possibile economicamente alle pubblicazioni del Centro Studi “Anna Seghers”, il quale editerà con Mimesis editore “Anna Seghers in Cina” nel 2009 e nel 2010 il romanzo “I morti restano giovani”.

Si riafferma la necessità di promuovere momenti di formazione interna, al fine di chiarire il quadro d’azione e le ragioni dell’azione sindacale.

Il bilancio da Gennaio ad Aprile 2009 è approvato.

È data facoltà al coordinamento di convocare le due assemblee generali 2009 / 2010 senza alcun vincolo, nei tempi e nei modi che reputeranno più opportuni.

L’assemblea è chiusa alle ore 20.00

 

Verbale redatto da Giovanni Orsenigo

 

 

GRADUATORIE 24 MESI ATA.

a cura di Emilio Sabatino

Per l'inserimento occorrono almeno 23 mesi e 16 giorni di servizio nello stesso profilo.

Il M.I.U.R.  ha invitato i Direttori Generali degli Uffici scolastici regionali ad emanare i bandi relativi ai concorsi per solo titoli di cui all'art.554 del D.L.16/04/1994 n.297, per l'aggiornamento e l'integrazione delle graduatorie permanenti provinciali concernenti i profili professionali dell'area A e B del personale Ata della scuola

Indizione dei concorsi

Il Direttore Generale di ciascun Ufficio scolastico regionale con esclusione della regione Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano, emana con proprio decreto, per tutte le province di propria competenza, bandi di concorso per titoli per ciascuno dei sottoindicati profili dell'area A e B del personale amministrativo, tecnico e ausiliario statale della scuola.

. Area A

  • profilo: collaboratore scolastico;

. Area As

  • profilo: addetto alle aziende agricole;

. Area B

  • profilo: assistente amministrativo;
  • profilo: assistente tecnico;
  • profilo: cuoco;
  • profilo: infermiere;
  • profilo: guardarobiere:

I relativi bandi non devono recare il numero dei posti messi a concorso vertendo su procedure di integrazione e aggiornamento della graduatoria permanente, la quale risulterà determinata dall'insieme dei concorsi svolti nel tempo.

I bandi di concorso devono contenere l'indicazione delle province nelle quali non sono istituiti posti in organico per taluni dei profili predetti. Non devono essere banditi i concorsi per il profilo professionale di aiutante cuoco (soppresso da CCNL 1998/2001, art.37-comma 3). Il servizio prestato nel profilo di aiutante cuoco è equiparato al servizio non di ruolo di cuoco ai fini dell'ammissione al concorso per qust'ultimo profilo professionale.

I concorso per il profilo professionale di collaboratore scolastico devono essere indetti solamente se non siano esaurite le corrispondenti graduatorie provinciali ad esaurimento per le supplenze.

Nel bando di concorso per la regione Friuli-Venezia Giulia deve essere specificato che gli aspiranti utilmente collocati nelle graduatorie delle province di Trieste e Gorizia, per ottenere la nomina su posti disponibili nelle scuole con insegnamento in lingua slovena debbono possedere almeno una conoscenza di base della lingua slovena, comprovata dal possesso di un titolo di studio conseguito in una istituzione scolastica con insegnamento in lingua slovena, oppure accertata con apposito colloquio.

Requisiti per l'ammissione al concorso dei candidati non inseriti nella graduatoria permanente

Per essere ammessi al concorso, i candidati non inseriti nella graduatoria permanente per le assunzioni a tempo indeterminato devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

1.     essere in servizio in qualità di personale Ata a tempo determinato nella scuola statale nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale cui si concorre:

2.     il personale che, eventualmente, non sia in servizio all'atto della domanda nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale cui concorre, non perde la qualifica di "personale Ata a tempo determinato della scuola statale", se inserito nella graduatoria ad esaurimento o negli elenchi provinciali per le supplenze della medesima provincia e del medesimo profilo cui si concorre;

3.     il personale che non si trovi nelle condizioni sopraelencate conserva, ai fini della presente ordinanza, la qualifica di "personale Ata a tempo determinato della scuola statale" se inserito nella terza fascia delle graduatorie di circolo o di istituto per il conferimento delle supplenze temporanee della medesima provincia e del medesimo profilo cui si concorre.

Per essere ammessi al concorso i candidati, devono, possedere:

  • un'anzianità di servizio di almeno due anni di servizio (24 mesi, ovvero 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi) prestato in posti corrispondenti al profilo professionale per il quale si concorre e/o in posti corrispondenti a profili professionali dell'area del personale Ata statale della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre.

Ai fini del calcolo del requisito del servizio di almeno 24 mesi si computa unicamente il servizio effettivo prestato (di ruolo e non di ruolo) presso scuole statali, con rapporto di impiego con lo Stato e/o il servizio scolastico (di ruolo e non di ruolo) prestato con rapporto di impiego direttamente con gli enti locali i quali erano tenuti per legge a fornire alle scuole statali personale Ata.

La corrispondenza tra profili professionali degli enti locali del personale Ata della scuola è individuata, in termini sostanziali, in relazione ai profili formalmente attribuiti agli interessati e dagli stessi svolti, semprechè detti profili siano presenti nelle istituzioni scolastiche statali cui gli enti erano tenuti a fornire personale in base alla tabella di corrispondenza, applicativa del criterio sopraindicato.

Il servizio prestato in qualità di "collaboratore scolastico e "assistente amministrativo" nelle Accademie, Conservatori di Musica e negli Istituti Superiori delle Industrie Artistiche dello Stato viene considerato valido ai fini dell'ammissione ai concorsi per soli titoli di cui all'art.554 del D.L.vo n.297/1994 fino all'anno accademico 2002/2003. A decorrere dall'anno accademico 2003/2004 il predetto servizio, perché prestato in profili professionali di un diverso comparto rispetto a quello della scuola, è assimilato a "un servizio in altre Amministrazioni".

Il servizio prestato con rapporto di lavoro a tempo parziale si computa per intero ai fini del calcolo dei 24 mesi. Lo stesso servizio è valutato per intero, secondo la tabella di valutazione dei titoli, a decorrere dall'a.s. 2004/2005.

Il servizio prestato nelle scuole italiane all'estero, certificato dalla competente autorità del Ministero degli Affari Esteri, è equiparato al corrispondente servizio prestato in Italia.

Per essere ammessi ai concorsi i candidati devono, altresì possedere uno dei seguenti titoli di studio richiesti per l'accesso al profilo cui concorrono :

Assistente amministrativo:

Diploma di maturità

Assistente tecnico

Diploma di maturità corrispondente alla specifica area professionale. La specificità di cui al punto 1 è quella definitiva, limitatamente ai diplomi di maturità, dalla tabella di corrispondenza titolo-laboratori vigente alla data del decreto di indizione del concorso.

 

Cuoco

 

Diploma di qualifica professionale di Operatore dei servizi di ristorazione, settore cucina.

Infermiere

 Laurea in scienze infermieristiche o altro titolo ritenuto valido dalla     vigente normativa per l’esercizio della professione di infermiere.

Guardarobiere

Diploma di qualifica professionale di Operatore di moda.

Addetto alle aziende agricole

–Diploma di qualifica professionale di:

1. operatore agrituristico;

2. operatore agro industriale

3. operatore agro ambientale

 

Collaboratore scolastico

1. diploma di qualifica triennale rilasciato da un istituto professionale;

2. diploma di maestro d’arte;

3. diploma di scuola magistrale per l’infanzia;

4. qualsiasi diploma di maturità

5. attestati e/o diplomi di qualifica professionale, entrambi di durata triennale, rilasciati o riconosciuti dalle Regioni.

Aggiornamento del punteggio dei candidati inseriti nella graduatoria permanente

I candidati inseriti nella graduatoria permanente costituita in ogni provincia, possono:

1.     chiedere l'aggiornamento del punteggio con cui sono inseriti in graduatoria;

2.     chiedere l'aggiornamento di titoli di preferenza e/o di riserva

3.     chiedere l'aggiornamento, per il solo profilo di assistente tecnico, in aggiunta o in alternativa alla richiesta di cui alle precedenti a) e b) sulla base di nuovi titoli di accesso ai laboratori;

4.     non produrre alcuna domanda.

Provincia cui produrre la domanda di inserimento o di aggiornamento

La domanda di ammissione dei candidati che concorrono per l'inclusione nella graduatoria permanente provinciale in cui non siano stati precedentemente inseriti (All.B/1) deve essere presentata in una sola provincia nell’ordine che segue:

 

a) la provincia in cui, all’atto della domanda, il candidato sia in

servizio con nomina a tempo determinato nelle scuole statali e nel

medesimo profilo professionale cui concorre;

b) la provincia in cui il candidato sia inserito nella graduatoria

provinciale ad esaurimento o negli elenchi provinciali per le supplenze

nelle scuole statali relativi al medesimo profilo professionale cui

concorre, qualora non sia in servizio come previsto dalla precedente

lettera a);

c) la provincia in cui il candidato sia inserito, a pieno titolo, nelle

graduatorie di circolo e di istituto di 3 fascia per il conferimento di

supplenze temporanee relativa al medesimo profilo professionale cui

concorre, qualora non ricorrano le condizioni di cui alle lettere a) e b).

La domanda dei candidati non inseriti nella graduatoria permanente

provinciale (All. B/1) deve essere inoltrata esclusivamente all’ Ufficio

Scolastico Provinciale della provincia in cui sia istituito l’organico

concernente il profilo professionale richiesto.

4.2 I candidati inseriti in una graduatoria permanente provinciale

non possono produrre domanda di inserimento nella graduatoria

permanente di altra provincia; i medesimi possono presentare domanda

di aggiornamento (All B/2) esclusivamente nella provincia in cui sono

inseriti e per il medesimo profilo professionale.

4.3 La domanda di inserimento (All. B/1) può essere prodotta per

il medesimo profilo professionale in una sola provincia.

4.4 Le domande non possono essere inoltrate alle Autorità

Scolastiche delle province di Bolzano, Trento e della regione Valle

D’Aosta in quanto dette Autorità adottano specifici ed autonomi

provvedimenti per il reclutamento del personale amministrativo, tecnico

ed ausiliario della scuola.

 

N.B. per moduli domanda ed allegati consultare sito M.I.U.R.

Dall’Italia alla Francia, a Barcellona.

I “guerriglieri” del pensiero muovono idee capaci di futuro

 

18 marzo ’09. A Milano, sotto un sole a 24 gradi, studenti, precari, ATA, docenti, cittadini democratici hanno attraversato le strade del centro da porta Venezia al Duomo, con la certezza che canti e rosse bandiere rappresentino la nuova primavera di un movimento unitario di lotta. Le richieste sono chiare e inequivocabili, investimenti e non tagli, revisione dei dequalificanti progetti Gelmini per scuola e università, che hanno il solo fine di mercificare e peggiorare l’offerta formativa italiana.

Come in Lombardia, anche a Roma presente il SISA, che denuncia la grave aggressione all’Onda universitaria. Un attacco del tutto ingiustificato e che ha la chiara volontà di reprimere e spaventare. Ma il movimento non si lascia intimorire, neppure dalle dissennate parole del ministro Brunetta che qualifica come “guerriglieri” quanti si riconoscono nell’Onda. Sappia il ministro che se siamo guerriglieri, lo siamo del pensiero, della parola e della libertà e che l’impegno democratico che ci vede per le strade e le piazze riprende più deciso di prima verso la giornata di sciopero e manifestazione del sindacalismo di base programmata per il 23 aprile.

19 marzo ’09. Tre milioni di francesi, di cui molti dei settori privati e dell’industria e di questi un milione a Parigi, qui tra gli altri il locale gruppo SISA, congiuntamente a docenti, studenti e dipendenti pubblici, sono scesi nelle piazze per una mobilitazione straordinaria che chiede garanzie e tutele per il futuro. Il mondo della scuola rivendica in particolare la centralità del sostegno all’istruzione, garanzia indispensabile per le nuove generazioni che riconoscono nelle conoscenze e nei saperi gli strumenti del loro domani.

20 marzo ’09. A Barcellona cresce uno straordinario movimento di solidarietà che risponde allo sgombero violento dell’Università di Barcellona, avvenuto mercoledì con l’obiettivo di stroncare la resistenza studentesca che occupa da mesi l’ateneo e che ha annunciato la continuazione del movimento di lotta per una università che non sia piegata ad interessi privati.

 

Tutto dimostra come la repressione non spaventi un movimento che dentro e a partire dalle scuole e dall’università, attraversa l’Europa. Il SISA, con il suo contributo di idee e di proposte, a partire dalla libertà d’insegnamento dei docenti e dalla libertà di apprendimento degli studenti, è presente.

 

20 marzo ’09

 

il coordinamento

Il SISA

 in piazza il 18 marzo

una nuova giornata di lotta per una scuola e una università che devono tornare ad essere capaci di futuro

 

Il SISA partecipa alla giornata di sciopero di mercoledì 18 marzo, nata per volontà della CGIL e già trasformatasi in momento di lotta di tutto il  movimento. Studenti e docenti, ATA e cittadini democratici scenderanno nelle strade di tutta Italia con idee chiare e concrete. A Milano e a Roma in particolare saremo presenti con le nostre bandiere. Perché vogliamo una scuola interculturale senza discriminazioni nei confronti degli stranieri, dei quali anzi dovremmo incrementare lo studio delle lingue e delle culture. Vogliamo una scuola che riconosca nei docenti una ricchezza e garantisca loro una retribuzione europea e la certezza del lavoro, contro il precariato che colpisce oltre un quarto della categoria. Precari per i quali chiediamo un “assegno di sopravvievenza” regionale per i mesi estivi di euro 500.

Una scuola in cui gli studenti siano protagonisti della costruzione dei saperi e non vittime passive di logiche forcaiole come i voti numerici e di condotta che hanno solo ottenuto l'effetto di peggiorare la relazione educativa e di peggiore i risultati conseguiti dai ragazzi stessi.

La scuola e l'università meritano molto più della riduzione ad una voce di bilancio da tagliare.

Il 18 marzo, così come sarà per il 23 aprile, giorno di lotta e di sciopero del sindacalismo di base, è quindi una giornata importante per riaffermare i valori della libertà d’insegnamento e di apprendimento.

Il SISA sarà presente con idee e le proposte che lo caratterizzano, a partire dalla rinnovata richiesta di dimissioni del ministro Gelmini.

In piazza quindi, con la determinazione e l’entusiasmo che ci caratterizzano.

 

13 marzo ’09

 

 

Il coordinamento

 

Bocciati il giudizio numerico, il voto in condotta, la scuola elementare a tempo ridotto, il ministro Gelmini ne tragga le necessarie conseguenze rassegnando le dimissioni.

Il SISA è impegnato al contempo contro il furto del diritto di sciopero e la tentata espulsione dei precari dalla scuola.

 

Il naufragio dei progetti devastatori del ministro Gelmini è realtà. Il voto in condotta doveva essere, secondo le intenzioni, il baluardo della disciplina dentro le scuole, una disciplina che a sua volta avrebbe dovuto garantire migliori risultati degli studenti. Sta andando esattamente al contrario, si accresce il muro tra docenti e studenti, la relazione educativa si immiserisce e la valanga di 5 in condotta punitivi aumenta di conseguenza anche le insufficienze nelle altre materie. Il fallimento, certificato dal ministero stesso, è epocale.

 

Altro disastro più che prevedibile il totale rifiuto da parte delle famiglie italiane delle elementari a 24 ore, l’opzione per le 30 e le 40 ore del tempo pieno è stato espressa da tutti coloro che ne hanno avuto la possibilità. Il 95% degli interessati si è dichiarato chiaramente e in forma del tutto inequivocabile. Ora si pone il problema per il ministero di scegliere, o la conferma dei tagli dissennati, o fornire alle scuole l’organico necessario per rispondere alle richieste. Il SISA si pone con decisione a fianco dei docenti e delle famiglie.

 

Nel frattempo il governo decide di “regolare” il diritto di sciopero, a partire dai trasporti, ma con l’evidente intenzione di estendere tali norme a tutti gli altri settori. L’obiettivo è chiaro lasciare tale diritto a chi garantisce che non ne farà uso. Il solo risultato, in un quadro di crisi e di crescenti tensioni sociali, sarà l’emergere di lotte spontanee, di occupazioni, di scioperi come, in anni recenti, l’unico non autorizzato, quello dei mezzi pubblici del primo dicembre 2003. Gli inevitabili problemi che scaturiranno da questa scelta dissennata e priva di responsabilità dovranno essere ascritti a chi queste norme liberticide sta varando.

 

Sul tema del precariato ribadiamo che chi ha il diploma magistrale conseguito entro il 2002 deve essere ammesso a sessioni riservate per l’abilitazione perché non è accettabile, né ammissibile che un titolo pienamente valido venga messo sotto attacco, ugualmente ribadiamo la richiesta di corsi abilitanti per tutti i precari di ogni ordine e grado che abbiano almeno un giorno di supplenza. Qualunque soluzione alternativa, come purtroppo la maggior parte di quelle al momento in discussione, risulterebbe lesiva dei diritti maturati da quanti hanno deciso di essere docenti e ATA nella scuola italiana. Il SISA conferma l’impegno sulla proposta di corsi abilitanti in ogni scuola, con costi assorbiti dal fondo d’istituto per la docenza ed esami orali tenuti da docenti interni. 

 

Tuttavia dal presente governo non ci si può aspettare altro che questa perpetua e quotidiana serie di errori e di attacchi, quando chi lo guida, alla conferenza per la Palestina, sproloquia di alberghi di lusso e di ricerche scientifiche, a suo dire, capaci di prolungare la vita fino ai 120 anni, dimostrando di non sapere che i bambini e i ragazzi palestinesi, a causa dell’occupazione israeliana sono tra quelli che più difficilmente riescono a raggiungere l’età adulta e chi si reca in Terrasanta non cerca generalmente alberghi a cinque stelle.

 

I ministri Gelmini, Brunetta, Sacconi sono purtroppo i migliori interpreti di un pensiero di cui il presidente del consiglio è massima espressione, che coniuga arroganza, spregiudicatezza e purtroppo una preoccupante assenza di senso dello Stato e dei compiti a cui sono chiamati coloro che lo rappresentano nelle più alte cariche. Come SISA confermiamo la richiesta di dimissioni del ministro Gelmini, ma nel contempo sentiamo ogni giorno di più la necessità che tale richiesta si estenda a molti membri del governo stesso.

 

 3 marzo ’09

 

 

il coordinamento

 

Difendere la scuola, gli studenti e i docenti, rispondere all’aggressione condotta a tutti i livelli dal ministro Gelmini

Il SISA si associa alla presa di posizione del Consiglio nazionale della pubblica istruzione (CNPI) e avanza la richiesta di chiarezza sugli organici e il tempo mensa. Rispetto al regolamento di attuazione per il I ciclo, scrive il Consiglio: “il Regolamento, nel prospettare un'ampia offerta di tempi scuola, può alimentare nelle famiglie aspettative che, in assenza di congrue e correlate risorse, potranno difficilmente essere soddisfatte mettendo la scuola nella difficile situazione di dover ri - orientare le scelte e riorganizzare l'offerta".  In poche parole vi è tutto il rischio che, scelto il tempo pieno,  questo poi non possa essere offerto perché il ministero non assegna i docenti necessari.  E sul complesso dei regolamenti, anche per media e materna: “Il CNPI critica fortemente la scelta di fondo sottesa al Regolamento in quanto non coerente con le prerogative delle istituzioni scolastiche autonome, lese sui principi che regolano l'autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, di sperimentazione e sviluppo secondo quanto disposto dal DPR 275/99.” Come SISA rinnoviamo la richiesta per un rapido pronunciamento del ministero sul “tempo mensa” sia alle medie sia alle elementari, noi chiediamo infatti che il tempo della mensa e dell’intervallo sia continuato ad essere considerato tempo scuola. Temiamo invece che il ministero voglia optare per trasformarlo in tempo assegnato a educatori reperiti, non si sa con quali fondi, dalle amministrazioni comunali. A nostro giudizio neanche troppo celatamente, la volontà è quella di decurtare ancor più pesantemente l’organico. Riteniamo inoltre grave che alle preoccupazioni che esprimiamo,  come SISA, condivise dalla larga maggioranza del mondo sindacale e della scuola nella sua totalità, il ministro Gelmini risponda con arroganza, perché la risposta fornita al CNPI e di fatto un atto di accusa contro tutti noi, docenti, studenti, famiglie, che il ministro dovrebbe tenere in ben altra considerazione. Riportiamo uno stralcio del comunicato del ministero contro il CNPI: “da tempo invece di operare come organismo consultivo e tecnico del ministero, qual è, il CNPI fa politica e sindacalismo. … Da anni boccia qualsiasi ipotesi di riforma ed è ormai diventato il difensore dello status quo. Anche stavolta ha dimostrato di essere contrario a qualsiasi forma di cambiamento della scuola italiana.” Compito dei soggetti sindacali, della società civile e politici è quello di “fare politica”, il ministro mostra di avere un’idea autoritaria della stessa, dimostrando, una volta di più, la sua personale inadeguatezza al ruolo che è chiamata a ricoprire. Ugualmente, con una aggressione,  il ministro si è espresso qualche tempo addietro, nei confronti del collegio dei docenti della scuola primaria Longhena di Bologna, al quale rinnoviamo tutta la nostra solidarietà,  il quale, attraverso una libera espressione della propria libertà d’insegnamento, di cui la valutazione è parte, ha optato per una forma di valutazione che privilegia la relazione con i ragazzi e il dialogo con le famiglie. Anche in questo caso il ministro ha accusato del tutto ingiustamente i docenti di “fare politica”. I tagli all’organico infine stanno per realizzare preoccupanti situazioni di soprannumerarietà di docenti e ATA. Come SISA chiediamo che prima dei trasferimenti d’ufficio si immagini la possibilità di assorbire nelle sedi di servizio i docenti e nel caso prevedere l’allargamento dell’organico con progetti che garantiscano l’arricchimento dell’offerta formativa e il mantenimento della titolarità per i docenti e gli ATA. La riduzione d’organico non ha alcun fondamento, penalizza i precari e non è in linea con i dati europei, i quali smentiscono la tesi dei cosiddetti “troppi insegnanti”, un falso che si appoggia sul numero complessivo, senza tenere conto della popolazione italiana, né del fatto che in Italia, al contrario della Francia, della Spagna, della Gran Bretagna, della Germania, è la sola nazione a poter vantare come pubblico il 95% del sistema formativo.

Binche, 19 febbraio ’09

Davide Rossi

Segretario generale

Nel solco di don Milani

 

Promosso da Caludio Bacigaluplo si svolge presso lo “spazio Saccone” di Via Sant’Alessandro Sauli 17 (zona Loreto – MM1 Pasteur) di Milano, domenica 8 marzo 2009 con orario 19.00 – 21.00, un incontro dedicato al pensiero e all’attualità di don Lorenzo Milani. L’incontro, aperto a tutti coloro che intendano parteciparvi, vedrà la presenza tra gli altri di Davide Rossi, segretario generale del SISA.


13 febbraio:

una prima giornata per una primavera di lotte per la scuola

 

Anche il SISA oggi nelle piazze, a Roma con i lavoratori, a Milano con gli studenti. Il Sindacato conferma di sostenere tutte le iniziative di lotta, perché il movimento della scuola e dell’università rivendica ogni giorno di più il rispetto che non sembra essergli riconosciuto e condivide con l’intero mondo del lavoro la battaglia perché la contrattazione sia effettiva a tutti i livelli.

 

Nella scuola la confusione regna sovrana, il ministero non ha ancora chiarito se il personale docente assolverà alle elementari, come fino a oggi, ai tempi educativi della mensa e della ricreazione. Intanto i tagli, gli accorpamenti e le classi da 33 alunni stanno annunciando un anno scolastico 2009 – 2010 sotto i peggiori auspici.

La lotta di docenti, ATA, precari, studenti, cittadini democratici per la scuola e l’università è appena ripresa. Nostro compito sarà contribuire all’informazione e alla presenza nelle piazze anche nei prossimi mesi.

 

Come SISA sentiamo di dover riaffermare la centralità dello stato di diritto e dei valori costituzionali che sanciscono i diritti individuali e collettivi. Abbiamo segnali precisi che nelle scuole superiori gli studenti stanno organizzando comitati per la video registrazione dei testamenti biologici. È il segnale evidente che i temi della libertà e della libera scelta dell’essere umano sono largamente condivisi tra le giovani generazioni. Sempre dalle scuole docenti e studenti fanno emergere progetti di solidarietà verso gli stranieri, che una legislazione non aderente alla Costituzione definisce passibili di denuncia nel momento in cui siano clandestini. Come SISA ribadiamo che la convenzione internazionale dei diritti dei ragazzi e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo sanciscono in forma indiscutibile il diritto alla casa, alla salute, all’istruzione.

 

Da ultimo il SISA esprime solidarietà ai docenti emiliani che hanno ritenuto superiore la centralità della relazione educativa e la costruzione dei saperi rispetto alla valutazione. La migliore pedagogia italiana, da don Milani a Mario Lodi è in questo solco di valori, condivisi dalla stragrande maggioranza dei docenti italiani. Il 10 simbolico assegnato da quegli insegnanti è un gesto di ribellione al quale ci associamo e che riteniamo sia salutato con favore da tutti coloro che ritengono la scuola una comunità educante e non un luogo di mera e fredda valutazione degli apprendimenti.

 

13 febbraio ’09

 

 

il coordinamento

Continuare la lotta per costruire il futuro

 

Il SISA Scuola (Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente) e in particolare il gruppo SISA Precari invitano i colleghi docenti di ruolo e non, studenti, e personale ATA, a portare avanti le battaglie iniziate a settembre 2008, per salvaguardare il futuro della scuola pubblica italiana.

L’attuale DL 137, che in questi giorni sta portando ulteriore scompiglio tra docenti, alunni e genitori con i suoi “ambigui” decreti attuativi deve essere fermato.

Le manifestazioni dell’autunno scorso hanno dato i loro frutti ed il capillare lavoro che ognuno di noi tramite coordinamenti e associazioni sindacali e non, sta facendo è lodevole, ma non deve essere la fine della battaglia.

Possiamo fare ancora molto uniti insieme per difendere la nostra scuola:

1) come docenti, far valere i nostri diritti, chiedere ed ottenere risposte concrete dal ministero riguardo l’ordinamento ed il reclutamento che si sta studiando in questi giorni alla Camera;

2) come genitori e studenti, informarci presso le scuole per le iscrizioni del prossimo anno scolastico e partecipare attivamente dando supporto alle segreterie nel far richiedere e valere i nostri diritti, spronando i dirigenti Scolastici a darci il meglio della loro Offerta Formativa;

3) come personale ATA, molto spesso sottovalutato e poco considerato, perchè è anche grazie agli ATA che si garantisce il funzionamento della scuola, sia nel normale orario sia in quello pomeridiano durante le riunioni ed i consigli di classe.

Noi non abbiamo nessuna intenzione di sottostare senza controbattere alla “distruzione” della scuola Pubblica, noi vogliamo fare qualcosa per tutti e con TUTTI, se anche voi siete convinti che la scuola possa essere ancora salvata aderite con Noi alla nostra protesta.

La nostra linea di lotta riprende le parole di don Lorenzo Milani: Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti cittadini sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto.

 

Lottare sempre arrendersi mai!

SISA Precari

 

8 febbraio ’09 

Per un 2009 di lotte,

per una trasformazione radicale della scuola,

dimissioni immediate del ministro Gelmini

 

Il 2009 si apre nel modo peggiore. Il governo impone un nuovo modello contrattuale che ha come obiettivo quello di impoverire i lavoratori. È vergognoso come Uil e Cisl abbiano sottoscritto un accordo che garantisce la perdita secca di un terzo degli aumenti per i prossimi anni ai lavoratori della scuola e dell’università. Ci auguriamo che i lavoratori se ne accorgano e ne traggano le necessarie conseguenze. L’accordo consumatosi è l’esatto opposto di quanto realizzato da Obama, il neo – presidente statunitense ha stanziato tre milioni di dollari per pubblicità a favore dei sindacati, al fine di rilanciare la partecipazione dei cittadini agli organismi che devono difenderli, non come compiuto da Uil e Cisl, peggiorarne le condizioni già precarie di vita.

Una precarietà che i docenti e gli ATA assunti a tempo determinato vivranno sulla loro pelle. Il taglio è forsennato e neppure quantificabile in forma definitiva, ritorneremo sull’argomento. L’obiettivo è la riduzione secca del personale docente e amministrativo, l’espulsione di donne e uomini che hanno scelto l’insegnamento come professione e si vedono prossimi alla disoccupazione. Torniamo a segnalare l’aggressione dei docenti a tempo indeterminato di francese, spagnolo e tedesco, i quali, nelle scuole medie e superiori, rischiano di vedere soppresse le loro cattedre a vantaggio del solo inglese.

Grave l’idea di mandare per mail o per sms alle famiglie le comunicazioni delle assenze e dei voti dei figli. È la palese dimostrazione che invece della relazione tra studenti e genitori da un lato, tra studenti e scuola dall’altro, si promuove il controllo coercitivo, insomma non si ha alcuna fiducia nei ragazzi a cui la scuola, più ancora che insegnarla, quella fiducia reciproca a base della convivenza democratica dovrebbe trasmetterla. Un fallimento educativo che somiglia all’altra farneticazione del ministro sulla video – sorveglianza delle classi. Per altro la del tutto insostenibile giustificazione di combattere con i sms l’abbandono scolastico è ridicola. Se lo studente è assente un giorno è inutile spendere in sms per avvisare i genitori, se è assente da un mese occorre che intervengano i servizi sociali e un sms serve a poco, anzi a nulla.

Gravissimo il dato di questi giorni che indica come molti genitori, spaventati per il destino del tempo pieno nella scuola elementare, si stiano rivolgendo alle scuole private che diano garanzia di realizzarlo. Quanto sta avvenendo è la palese dimostrazione che il ministro sta consapevolmente operando per danneggiare la scuola pubblica italiana, ovvero tiene un comportamento che è l’esatto opposto del compito che dovrebbe assolvere.

Nel frattempo, invece di garantire la sicurezza dei cittadini, non solo con forze dell’ordine, ma con più cultura e più socialità, il governo, a partire da Milano, aggredisce e sgombera spazi di autogestione e di pensiero, di aggregazione e di elaborazione. Il SISA manifesta e conferma totale solidarietà ai centri sociali, a partire dalla Pergola e dal COX 18 e a tutte quelle realtà che sul territorio italiano rappresentano uno spazio di intercultura e di crescita collettiva.

Tutte queste iniziative fallimentari ci inducono a rinnovare la richiesta di dimissioni immediate del ministro Gelmini, che ogni giorno di più si mostra inadeguata al ruolo ricoperto.

La scuola ha bisogno di trasformazioni radicali, ma nel senso opposto a quello perseguito dal ministero. La scuola e l’università necessitano di maggiore apertura, del coinvolgimento dei ragazzi nella costruzione dei saperi, del pieno rispetto della libertà di insegnamento dei docenti e della libertà di apprendimento degli studenti.

Come SISA a partire dal 13 febbraio saremo nelle piazze, come già nel 2008, sostenendo tutte le iniziative di sciopero, lotta, manifestazione. Confermiamo il nostro atteggiamento unitario di sostegno a tutte le mobilitazioni, perché, come ci insegna oggi la giornata della Memoria, dopo un inverno viene sempre una primavera, a patto che si sappia leggerne i segni e condividerli.

 

Binche, 27 gennaio ’09

Giornata della Memoria

 

Davide Rossi

Segretario generale 

PROGETTO APREA PER LE SCUOLE FONDAZIONE
riportiamo l'analisi approfondita, elaborata e pubblicata
dal sito SISA a metà giugno 2008

In data 12 maggio ’08 la già sottosegretaria MIUR Valentina Aprea, ora presidentessa della commissione istruzione della Camera dei deputati ha presentato una proposta di legge (n.953) intitolata “Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti”. Il titolo “norme” è in realtà riduttivo, il progetto è complesso, articolato, in alcuni passaggi non chiarissimo, ma con una vocazione - definitiva e totale - di trasformazione della scuola. È una riforma, forse meglio “contro-riforma”, di carattere talmente stravolgente da far impallidire i lunghi, imprecisi, contradditori, articolati percorsi riformatori di Berlinguer (1996 - 2000) e Moratti (2001 - 2006).

Nel frattempo sono intercorsi due avvenimenti, entrambi il 10 giugno, che confermano le preoccupazioni rispetto al progetto Aprea. Da un lato la Banca d’Italia ha detto chiaramente che la scuola italiana è classista e il 30% che frequenta i licei ha famiglie che li aiutano, economicamente o culturalmente alle spalle, mentre il restante 70% dei giovani italiani vive situazioni difficili e spesso arriva alle scuole professionali e tecniche da situazioni di povertà dalle quali non riesce ad emergere. Dall’altro il ministro Gemini ha presentato i suoi propositi al parlamento, invitando ad insistere su “autonomia, merito, valutazione”, ma anche sottolineando la necessità di adeguamento salariale dei docenti, senza specificare, tuttavia, come e in che tempi. Resta il dubbio in merito di come il ministro intenda porsi rispetto al progetto Aprea. 
Più che una legge normativa, il testo si propone infatti la costruzione d’imperio e per volontà esclusivamente governativa di una scuola del tutto nuova, piegata alle logiche di commercializzazione dei servizi imposte dall’Europa dopo l’accordo generale sul commercio dei servizi, in cui scuola e sanità sono stati inclusi, non riconoscendole più come diritti inalienabili dell’essere umano. Nel caso il ministro Gemini recepisse l’impianto della legge Aprea ci troveremmo così di fronte ad una trasformazione della scuola tanto profonda da avere precedenti solo nella riforma Gentile.
Premesso che la nostra preoccupazione è grande, prendiamo in esame il testo, punto per punto, sia nella sua premessa, in cui in sette dense pagine l’onorevole Aprea spiega fini e ragioni della proposta, sia i 22 articoli che compongono la legge stessa. Sin da subito si criticano “l’iper-regolazione dello Stato, il formalismo e il controllo delle procedure”, temi sui quali potremmo convenire, tuttavia la critica al formalismo burocratico sfocia da subito nella richiesta della valutazione dei “risultati”. Qui ci preme ripetere, ancora una volta, che in una stessa classe dell’obbligo o secondaria, i risultati, ben al di là delle qualità dei docenti, variano a seconda degli studenti: situazioni di disagio, di intensa immigrazione determinano percorsi didattici specifici, non omologabili, da scuola a scuola, neppure nella stessa città. Agitare una valutazione dei docenti attraverso la valutazione dei livelli di apprendimento degli studenti rappresenta un atto illogico e privo di qualunque consapevolezza pedagogica.
Si parla quindi di organi collegiali, come organi di governo della scuola in collaborazione con gli utenti, nel solco dell’autonomia. Francamente il bilancio, a dieci anni dalle legge istitutiva dell’autonomia (1997) è abbastanza sconfortante. La scuola non è vissuta come una comunità educante di studenti e docenti, ma come simulacro di un’azienda, per altro con fondi e risorse in costante calo e in cui purtroppo gli studenti vengono ridotti a “utenti” e i docenti a erogatori di un servizio. Dalle legge, forse non a caso, viene proposto un “consiglio di amministrazione” di massimo 11 persone, aperto agli enti locali e a non meglio definiti esperti, ma con anche “la possibilità per le scuole autonome di trasformarsi in fondazioni nonché di avere partner pubblici e privati che le sostengano, disposti a entrare nell’organo di governo della scuola e che contribuiscano a innalzare gli standard di competenza dei singoli studenti e di qualità complessiva dell’istituzione scolastica.” Il tutto associato al progetto, ancora una volta europeo, di trasformare le scuole in fondazioni, grazie all’arrivo dei privati, è scritto: “Attraverso la trasformazione in fondazioni si vuole anche favorire una maggiore libertà di educazione.” Il tutto lascia perplessi se non interdetti. Libertà di chi? Dei docenti? Delle imprese di questionare su quanto insegnato? Per altro un consiglio di amministrazione non ha nulla da spartire con la libertà di insegnamento, per altro ripresa dalla deputata Aprea più volte nell’introduzione senza chiarezza alcuna, né con la libertà di apprendimento degli studenti.
Gravissima e molto pericolosa a nostro avviso l’idea di trasformare le scuole in fondazioni. Il progetto è europeo, molto chiaro, quanto distruttivo. Dimenticandosi che in Italia, sola in Europa, il 95% del sistema formativo è pubblico e gratuito, si intende esportare anche nella penisola il sistema misto, ovvero alle scuole private i contributi pubblici, alle scuole pubbliche i contributi privati di chi vorrà farsi mecenate, o peggio sostenere una scuola per il ritorno di una sponsorizzazione, come il progetto europeo di alcuni marchi di moda o alimentari che tendono a sponsorizzare scuole elementari e medie in modo da creare una “fedeltà emotiva” nei giovani, futuri acquirenti adulti. Peggior situazione quando la scuola professionale diverrà il serbatoio di manovalanza studentesca, obbligata ad un presunto apprendistato, ad uso delle piccole fabbriche che potranno così aggirare la legge, sfruttando giovani non qualificati e non qualificandoli. In altre nazioni del continente, come Francia, Spagna e Germania gli studenti dei professionali escono con competenze tecnologiche e scientifiche elevate, volte a processi industriali avanzati e non formati in piccole aziende che non fanno ricerca, come purtroppo in maggioranza in Italia. La scuola fondazione è l’applicazione della “trust school” introdotta da Blair nel Regno Unito attraverso la ministra Ruth Kelly, guarda caso legata all’Opus Dei. La scuola fondazione è, a nostro avviso, la negazione della scuola sancita dalla Costituzione. Aprea si muove dentro il quadro di deregolamentazione promosso dalla Thatcher e da Blair, che cita ben due volte spiegando che lo stato non deve provvedere ma commissionare e attraverso una reintroduzione implicitamente dichiarata di un buono scuola di cui dispone la famiglia e che provvede ad assegnarlo alla scuola che meglio preferisce, cita a sproposito la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e chiude a sancire il tutto con un sondaggio di Comunione e Liberazione che ipotizzerebbe, guarda caso, un 56% di italiani favorevoli “sistema misto stato/privato”, il risultato è chiaro ed esplicitato: “autonomia finanziaria delle istituzioni scolastiche collegata alla libertà di scelta delle famiglie, che spostano i finanziamenti in base alle loro scelte.” La gravità di una simile impostazione è conseguente, la scuola pubblica sancita dalla Costituzione è definitivamente soppressa. In egual mondo non si capisce come possano i privati contribuire “a innalzare gli standard di competenza dei singoli studenti”, se non con una manomissione forzata e interessata dei programmi, i quali non risponderebbero più alla libertà dei docenti e degli studenti, ma sarebbero orientati - e non innalzati - secondo le richieste del finanziatore privato, anche perché di mecenati in epoca di liberismo selvaggio se ne vedono in giro ben pochi.
La legge poi si volge ai docenti, sancendo l’istituzione di un contratto separato da amministrativi, tecnici e ausiliari. Da sempre rigettiamo questa ipotesi. Tutti i lavoratori della scuola e gli studenti sono parte di una comunità che dovrebbe essere realmente educante. Ragionevole potrebbe essere restituire alla scuola e a tutti i suoi lavoratori un contratto di natura pubblica e non privato, come è da anni, dopo l’approvazione della legge Bassanini del ’97, non già di separare quello dei docenti, lasciandone invariata la forma privatistica, pur dentro la scuola pubblica, ammesso che con il progetto “fondazioni”, la scuola pubblica esista ancora. La battaglia è quindi per un contratto pubblico e non privato come lo abbiamo ora, non per un contratto separato.
Aprea vuole “modificare il reclutamento” e “riscrivere lo stato giuridico”, anzi “dissolverlo” e invoca la carriera per i docenti, a patto che manifestino “vera responsabilità per i risultati”, con tutte le ambiguità sopra espresse in merito. Si parla di “carriera”, come “carburante”, quasi i docenti fossero automobili e non persone, ammettendo però che la scelta anglosassone delle scuole fondazioni ha prodotto: “crisi diffusa e drammatica dell’offerta di insegnanti”, meglio sarebbe dire e ammettere che un peggioramento delle condizioni di lavoro e retributivo porta a disertare la funzione docente, non a caso i dirigenti scolastici del Regno Unito passano il sabato fuori dai centri commerciali cercando di reclutare docenti.
Tragica ammissione quella del fallimento della: “dirigenza scolastica di tipo amministrativo, ma non leadership educativa … oggi il dirigente scolastico appartiene per profilo, per trattamento economico, per modalità di reclutamento e per funzioni più alla carriera burocratico - amministrativa che non a quella di tipo educativo e didattico.”
La soluzione tuttavia non è lo scatenamento del concorso interno tra docenti, come previsto dalla legge, per il passaggio da docente iniziale, ordinario e poi esperto e da qui ambire alla dirigenza, ma invece dovrebbe essere quello di introdurre la figura del “primus inter pares”, del coordinatore didattico scelto triennalmente dal collegio docenti e in ogni momento revocabile e sostituibile dal collegio stesso, anche perché alle questioni economico – amministrative sovrintende il DSGA.
Per i docenti, agitando il contratto separato e l’elezione di una rappresentanza sindacale regionale separata dagli altri lavoratori della scuola (per altro con funzioni non meglio specificate), si accenna ancora una volta confusamente alla “libertà di insegnamento”, stabilendone non meglio precisati “contenuti e limiti” e alla sua “disciplina”, ora francamente è difficile immaginare una libertà disciplinata e limitata, è quasi un ossimoro. Per il SISA il solo limite della libertà d’insegnamento è la libertà d’apprendimento degli studenti, entrambe si esplicitano nel concorso della libera costruzione dei saperi. Limiti e discipline di altra natura ne rappresentano evidentemente una negazione.
Quindi parte l’attacco al contratto collettivo nazionale che avrebbe - a dire della proponente - marginalizzato l’attività legislativa su temi come  “la valutazione, gli standard, il codice deontologico, la carriera, la formazione iniziale e in servizio.” Viene citata la Corte Costituzionale per sostenere una tesi francamente sconcertante: “La definizione dei compiti e dell’impegno orario del personale docente, dipendente dallo Stato, rientra nella competenza esclusiva dello Stato” da cui discenderebbe che “non potrebbero costituire oggetto di contrattazione collettiva”. Viene da chiedersi quindi su quali temi di contrattazione e di tutela dei lavoratori si potrà procedere a livello nazionale e regionale. Non di scuola, perché le RSU d’istituto sarebbero abolite. È evidente comunque che a tutti i livelli il dialogo e la dinamica tra lavoratori della scuola e controparte, non potrà essere negata e neppure fatta scomparire per legge. 
In conclusione dell’ampia premessa Aprea propone esplicitamente pur con una costruzione della frase complessa, che i sindacati non decidano nulla di ciò che riguarda la professione docente: “un contratto snello, che intervenga sulle materie che gli sono proprie e quindi sui punti che non incidono sulle competenze professionali e sull’organizzazione della carriera: in particolare, orario, retribuzione, mobilità, nonché riconoscimento dell’autonomia contrattuale di una categoria di professionisti.” Dice la relatrice: “una professione che sappia autogovernarsi”, difficile capire come, se i sindacati, che di un possibile autogoverno sono soggetti di associazione e rappresentanza dei lavoratori, non potranno dire una parole in merito all’orario, alle retribuzioni, alla mobilità, …
Preoccupante la creazione di “un organo di valutazione professionale (standard, prestigio, immagine, promozione eccetera), che sarà, secondo la relatrice, la garanzia ‘dinamica’ dello sviluppo della professione e che rischia invece di diventare un organo arbitrario ed unilaterale chiamato a imporre forme di controllo e criteri non condivisi e per di più in un quadro di assenza di garanzie esplicitate. In merito a ciò e all’abolizione delle RSU di scuola e la creazione di RSU regionali si pone il problema non secondario dell’applicazione dentro le scuole degli articoli 1 e 14 dello Statuto dei Lavoratori (legge 300 del 1970): “art. 1 - Libertà di opinione. 
I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge. art. 14. - Diritto di associazione e di attività sindacale.
Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attività sindacale, è garantito a tutti i lavoratori all'interno dei luoghi di lavoro.” Ora queste libertà sono in realtà menomate dalla nuova versione dell’articolo 19 dello stesso Statuto che, come dal 1995 al 2000, riconosce solo ai sindacati “maggiormente rappresentativi” a livello nazionale o “firmatari di contratto” diritti di assemblea e di costituzione della rappresentanza sindacale aziendale (RSA). È evidente invece che sia opportuno, necessario e indispensabile, nel momento in cui si procede con l’abolizione delle RSU, che il legislatore proceda garantendo il pieno e integrale esercizio degli articoli 1 e 14, attraverso la possibilità della costituzione in RSA per tutte le organizzazioni sindacali, nessuna esclusa, ripristinando così il diritto di assemblea d’istituto per ciascuna organizzazione presente. Si rischierebbe altrimenti di definire per via legislativa il riconoscimento di soli cinque sindacati (cgil, cisl, uil, snals, gilda). Per altro la costituzione di RSU regionali non può essere in alcun modo compensativa di diritti che devono poter esprimersi all’interno di ciascuna istituzione scolastica.
Data questa necessaria analisi della premessa, analizziamo la proposta di legge nei suoi articoli.
L’art. 1, comma 2 dichiara: ”Al governo delle istituzioni scolastiche concorrono il dirigente scolastico, i docenti, i genitori, gli alunni, i rappresentanti degli enti locali e, su deliberazione delle singole istituzioni scolastiche, i rappresentanti delle realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, secondo i principi della presente legge.” L’art. 5, comma 1, lettera a, afferma che il consiglio di amministrazione: “delibera il regolamento relativo al proprio funzionamento, comprese le modalità di elezione, sostituzione e designazione dei suoi membri.” Il che significa che in ciascuna scuola potrebbero esserci un numero partecipanti (è stabilito solo il numero massimo di 11) variabile ed eletto con criteri assolutamente diversi. Ambiguo l’articolo 7, il quale segnala come il piano dell’offerta formativa debba tenere in considerazione le “prevalenti richieste delle famiglie” (rimando all’art.1), in quanto prevalente non è chiaro se significhi maggioritarie o prevalenti sulle intenzioni dei docenti. Ugualmente ambigua la divisione in dipartimenti con una riunione unitaria obbligatoria ad inizio anno scolastico. Ragionevole sarebbe valorizzare e mantenere come soggetto deliberante e vincolante il collegio docenti. 
A genitori e studenti è riconosciuto il diritto di associazione e di riunione all’interno della scuola (art.9), il che, almeno nelle scuole superiori ma anche in alcune medie, permetterebbe ai docenti di poter essere invitati dagli studenti a partecipare, recuperando uno spazio di confronto e organizzazione unitaria.
L’articolo 10 invita a formare gruppi di scuola per la valutazione del sistema scolastico, se realmente si procedesse con una autonoma valutazione non vincolata e libera da criteri preordinati dall’alto si potrebbe arrivare, forse, a quel percorso di autovalutazione di scuola che risponderebbe a criteri autentici di crescita professionale. Se invece si percorrono altre strade, tale valutazione si ridurrebbe ad una piaga nefasta, con colleghi che controllerebbero altri, innescando un meccanismo perverso che danneggerebbe la collegialità e la partecipazione paritaria ala costruzione dei percorsi formativi da mettere in atto insieme agli studenti.
L’articolo 11 è uno dei più oscuri e problematici, teorizza la delega totale del sistema scuola alle regioni e la distribuzione da parte di queste dei fondi, ricevuti dallo stato con “il trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessari per l’esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti alle regioni e agli enti locali nell’ambito del sistema educativo di istruzione e di formazione”. Si fa esplicito riferimento, nei criteri di ri - assegnazione dei fondi pubblici “alle caratteristiche qualitative delle proposte formative”, contraddicendo così il criterio di fondi attribuiti in base al numero di alunni delle scuole stesse, questo genererebbe un principio di disparità e inoltre appellarsi a criteri “di equità e di eccellenza”, come avviene nel testo, è impossibile, o si è equi, quindi non si discrimina, oppure si discrimina in ragione di una presunta eccellenza che andrebbe capito come è definita e valutata e soprattutto da chi.
L’articolo 12 apre con la questione dei docenti in cui sono garantiti da parte dello stato “un efficace sistema di reclutamento” ma non si capisce come verrà realizzato e “uno sviluppo di carriera e retributivo per merito”. Il comma 2 afferma che “la Repubblica promuove, riconosce e valorizza le libere associazioni professionali dei docenti, nelle quali essi possono sviluppare la propria dimensione professionale.” Anche in questo caso non è chiaro cosa si intenda per associazione professionale, ad esempio se un centro studi possa rientrare in questa categoria, e in che modo la Repubblica intenda valorizzare tale associazionismo. Per altro i sindacati, scomparsi dentro questa nuova scuola immaginata dall’Aprea, sono certamente un soggetto professionale e culturale dei docenti e quindi sarebbe da capire se almeno come soggetti di promozione culturale possano rientrare tra le associazioni da promuovere e valorizzare, quindi come questa valorizzazione avvenga. Almeno viene affermato che “sono assicurate ai docenti la libertà di insegnamento e l´autonomia professionale, … in particolare, è assicurata a ogni docente la libertà di scelta dei contenuti e delle metodologie didattici.”
L’art. 13 sembrerebbe andare nella direzione auspicata dal SISA fin dall’autunno 2007 con il superamento tanto delle scuole di specializzazione, quanto dei concorsi ordinari classici. Questa forse è la sola nota positiva della legge. Il comma 2 lettera C stabilisce l’obbligatorietà di: “attività didattiche, comprensive di laboratori e attività di tirocinio, del corso di laurea o di diploma universitario, anche con funzione di verifica delle attitudini relazionali, comunicative e organizzative proprie della funzione docente. Il tirocinio si conclude con una valutazione che tiene conto del giudizio formulato dal docente dell’istituzione scolastica presso cui si è svolto il tirocinio stesso.” Si prevede quindi un percorso abilitante, in sostituzione di concorsi e di scuole abilitanti, il quadro normativo proposto non è chiaro in tutti i suoi dettagli, ad una prima lettura rappresenta comunque un miglioramento rispetto al passato.
L’art. 14 impone che “coloro che hanno conseguito … l’abilitazione all’insegnamento, ai sensi dell’articolo 13, sono iscritti, sulla base del voto conseguito nell’esame di Stato abilitante, in un apposito albo regionale”. Tale iscrizione all’albo tuttavia non chiarisce come avverrà la mobilità interregionale.
L’ art. 15 norma l’anno di prova che diventa “un anno di applicazione, attraverso un apposito contratto di inserimento formativo al lavoro. L´ufficio scolastico regionale competente, tenendo conto delle esigenze e delle richieste espresse dalle istituzioni scolastiche, provvede all’ assegnazione dei docenti”.
L’ art. 16. Introduce concorsi d’istituto per docenti “banditi dalle istituzioni scolastiche statali con cadenza almeno triennale, secondo le esigenze della programmazione e al fine di effettuare la copertura dei posti disponibili e vacanti accertati dagli uffici scolastici provinciali e regionali.”
L’art. 17 norma la cosiddetta carriera: “La professione docente è articolata nei tre distinti livelli di docente iniziale, docente ordinario e docente esperto, cui corrisponde un distinto riconoscimento giuridico ed economico della professionalità maturata.” 
Il comma tre reintroduce ragionevolmente gli scatti biennali automatici di anzianità aboliti nel 1995, tuttavia avranno diversa natura a seconda di quale dei tre livelli di docenza viene occupato dall’interessato e, temiamo, saranno aumenti minimi a recupero parziale dell’inflazione programmata, tali aumenti minimi rientrano nella contrattazione collettiva, senza specificare se regionale o nazionale. 


Il comma 4 introduce la valutazione interna dei docenti: “L´attività del personale appartenente ai livelli di docente iniziale e di docente ordinario è soggetta a una valutazione periodica, effettuata da un´apposita commissione di valutazione, in ordine a: a) l´efficacia dell’azione didattica e formativa; b) l´impegno professionale nella progettazione e nell’attuazione del piano dell’offerta formativa; c) il contributo fornito all’attività complessiva dell’istituzione scolastica o formativa.”
Torna con il comma 5 il portfolio delle competenze, ma questa volta del docente: “Le valutazioni periodiche costituiscono credito professionale documentato utilizzabile ai fini della progressione di carriera e sono riportate nel portfolio personale del docente.”
Il comma 6 spiega come è formata “La commissione di valutazione”, “presieduta dal dirigente dell’istituzione scolastica, “composta da tre docenti esperti, eletti all’interno della medesima istituzione scolastica o formativa, e da un rappresentante designato a livello regionale dall’organismo tecnico rappresentativo.” Dovrebbe avere durata quinquennale, tuttavia nulla è rescritto per le dimissioni o le surroghe.  L’organismo tecnico rappresentativo, nazionale e regionale, stabilito dall’articolo 20 resta di dubbia configurazione, per quanto l’articolo stesso ne garantisca l’elezione da parte dei docenti.
Il comma 7 chiarisce che “L’avanzamento dal livello di docente iniziale a quello di docente ordinario avviene, a domanda, a seguito di selezione persoli titoli effettuata da apposite commissioni” che quindi sembrano essere organismi diversi dalla commissione di valutazione. Mentre  il comma 8 stabilisce che “L’avanzamento dal livello di docente ordinario a quello di docente esperto avviene, a domanda, mediante formazione e concorso volto a verificare il possesso dei requisiti culturali e professionali dell’aspirante ed espletato a livello di reti di scuole.”
Il comma 9 stabilisce che MIUR e Ministro dell’economia determinano “annualmente il contingente massimo di personale docente per ciascuno dei livelli di docente ordinario e di docente esperto. Riproponendo l’assurdo del concorsone di berlingueriana memoria (2001), perché una determinazione numerica esterna sarebbe l’esatto contrario di una per quanto difficile verifica dei titoli degli aspiranti, si creerebbero situazioni nelle quali due docenti a parità di titoli si vedrebbero uno accogliere e l’altro negare (in ragione di cosa? l’età anagrafica?) il passaggio ad ordinario. Per altro questa angoscia patologica da concorso interno metterebbe i colleghi gli uni contro gli altri e, temiamo, li distrarrebbe dal fare scuola e dalla relazione educativa, precipitando molte energie nella guerra interna per l’avanzamento di carriera. Per di più questo tipo di qualifiche migliorative sarebbero attribuite a livello di scuola. Ora ci si chiede, ogni scuola avrà un numero fisso di colleghi da passare a ordinario e ad esperto? Ma se una scuola ne avesse di più e un’altra di meno? Torniamo al famoso concorsone 2001 che stabiliva per decreto che un 20% dei docenti di ciascuna scuola sarebbero stati certificati come migliori, senza tenere in considerazione la possibilità che fossero il 30% in una e magari meno o più in un’altra? Sempre questo comma per di più sancisce che tali concorsi sarebbero aperti “sia ai docenti interni, sia a quelli provenienti da altre istituzioni scolastiche.” Rasentando quindi l’incredibile, perché mettiamo, se un numero spropositato di docenti decide di partecipare al concorso di una determinata scuola come si fa? Tutto l’impianto concorsuale proposto ci pare farraginoso, contraddittorio, inefficace e pericoloso, perché oltre ad essere ben lungi dal perseguire un riconoscimento delle professionalità, rischia di stravolgere le scuole rendendole bolgie dantesche di poveri diavoli gli uni contro gli altri armati.
L’articolo 18 introduce la vice-dirigenza delle istituzioni scolastiche, secondo concorso per esami e titoli, noi crediamo che come il dirigente, debba essere una figura elettiva e revocabile dal collegio docenti.
L’articolo 19 stabilisce: “l’associazionismo professionale costituisce libera espressione della professionalità docente e può svolgersi anche all’interno delle istituzioni scolastiche … che ne favoriscono la presenza e l’attività e ne tutelano la possibilità di comunicazione anche attraverso appositi spazi.” Concordiamo, a patto che sia chiaro che tutte le associazioni professionali devono godere di pari e uguali diritti e non solo le associazioni gradite al ministro o al dirigente scolastico. Ugualmente auspicabile come sancito dal comma 2 che le associazioni possano essere “consultate in merito alla didattica e alla formazione iniziale e permanente dei docenti e valorizzate nelle loro funzioni propositive.”
L’art. 20 crea gli organismi tecnici rappresentativi regionali e quello nazionale, l’art. 21 ne norma le funzioni, dalla raccolta dei dati contenuti negli albi regionali alla formulazione di proposte sui criteri da seguire per la formazione iniziale, per l’abilitazione nonché per l´individuazione degli standard professionali dei docenti. Ed ecco che ritorniamo ad un punto già affrontato, ovvero quello degli “standard”, che a nostro avviso cela la del tutto sbagliata valutazione dei docenti attraverso i risultati degli alunni. Insegnare in una scuola di frontiera, in una periferia disagiata ad alta immigrazione non può avere gli stessi obiettivi didattici, prima ancora che gli stessi risultati, di una scuola di un qualunque centro storico di una grande città italiana. Negare questa complessità e al tempo questa ricchezza del sistema formativo italiano significa semplicemente ridurre a omogeneità ciò che in nessun modo può essere omologato, pena un drammatico immiserimento della pluralità didattica del nostro paese.
Lo stesso comma parla di “codice deontologico”, di potestà disciplinari sugli iscritti negli albi regionali”, di “criteri di valutazione e dei mezzi per il conseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione”, di “tecniche e procedure di reclutamento dei docenti.”
L’art. 22 infine introduce il contratto separato per i docenti, ma sempre di natura privata, come sancito dalla Bassanini del 1997, la soppressione della RSU di scuola e la creazione di quella regionale.
Riteniamo che leggere il progetto di legge Aprea, come una semplice lista di intenzioni, come alcuni propongono, sia un modo del tutto sbagliato di affrontare il futuro della scuola, sia una  grave sottovalutazione dei rischi che corre la scuola sancita e nata dalla Costituzione, la scuola della Repubblica. Siamo di fronte ad un grave pericolo, all’annullamento di quello spirito di universalità, di partecipazione, di concorso solidale al successo scolastico che ha segnato sino ad oggi, pur tra progressi e contraddizioni, la storia del sistema scolastico italiano dal 1946 . Con questo progetto si vogliono costruire gerarchie tra le scuole e tra i docenti. Il SISA non nega che la proposta Aprea abbia alcuni elementi ragionevoli, che tuttavia andrebbero altrimenti sviluppati, non nega più in generale la necessità per la scuola di un progetto riformatore, ma denuncia fin da subito l’impianto complessivo della legge 953, dichiaratamente volto a fare parti eguali tra diseguali e proprio don Lorenzo Milani ci ha insegnato che non vi è niente di più ingiusto. Respingiamo quindi questa proposta di legge e ci dichiariamo da subito disponibili a contrastarla nelle forme e nei modi che gli studenti, i docenti, i lavoratori della scuola, le donne e gli uomini che hanno a cuore un futuro migliore vorranno contrastarlo. Fin da subito dichiariamo che le nostre bandiere e la nostra voce sarà nelle strade e nelle piazze che reclameranno una diversa scuola e una diversa società.
 
Davide Rossi

Sabato 24 gennaio a Bellinzona, Caffé dei commercianti, ore 14.30, il SISA partecipa con il segretario generale al dibattito sulla crisi economica mondiale promosso tra gli altri dal SISA Svizzera.

Martedì 27 gennaio in occasione della “Giornata della Memoria” che ci impegna a ricordare le donne e gli uomini di fedi religiose e politiche che hanno sfidato fin dentro i campi di sterminio la barbarie nazifascista il SISA Belgio è tra i promotori insieme anche al Centro Studi “Anna Seghers” della proiezione del film “Le strade di Levi” di Davide Ferrario che ripercorre il lungo viaggio della “Tregua” di Primo Levi, dalla Liberazione per mano della Armata Rossa del campo di Auschwitz il 27 gennaio 1945, sino al rientro nella Torino dello scrittore il 19 ottobre dello stesso anno. Proiezione alle ore 18 ad Anderlues, presso il centro culturale "La Bourlette".

Domenica 1 febbraio ore 15, presso la sede per l’Italia, in vicolo Calusca 1 Milano, riunione del gruppo SISA di Milano, per discutere insieme azioni e iniziative per i prossimi mesi.

 

Tutti contro ……. Ma orecchie da mercante ……

 

Nonostante i continui scioperi indetti da varie organizzazioni sindacali tra cui il SISA, il ministro Gelmini e tutto il governo continuano “a fare orecchie da mercante” infischiandosene delle gravi conseguenze che le loro scelte porteranno sulla scuola pubblica, ormai massacrata da decenni da assurde scelte politiche dei vari governi che si sono succeduti.

La scuola primaria italiana che era considerata tra le prime al mondo, viene demolita a picconate, reintroducendo il maestro unico e ritornando indietro di 40 anni senza capire che i tempi son cambiati e le attività didattiche moltiplicate.

34.000 posti tagliati alle primarie in tre anni, una vera e propria debacle, bugie sul maestro unico, chiamato poi “prevalente” e ritornato improvvisamente “unico”…..un pasticcio……

Inoltre viene reintrodotto il voto di condotta e il voto in decimi azzerando tutte le varie valutazioni fin qui perfezionate in tanti anni; ciò avviene senza un confronto con i vari specialisti su un argomento così importante e ricco di implicazioni educative e scientifiche. Tutto a scapito dell’unitarietà dell’insegnamento, un vero e proprio disastro.

Per la scuola secondaria di primo grado invece entreranno in vigore i nuovi orari, i genitori potranno scegliere tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore, prolungabile fino a 40. Nel modello a 30 ore ci sarà un’aggiunta di una nuova ora di approfondimento degli insegnamenti delle materie letterarie.  Anche quest’ordine di scuola subisce una riduzione del tempo scuola, nonostante si parli nel Regolamento di prolungamento di 40 ore che dovrà naturalmente confrontarsi con le disponibilità di organico che però verranno tagliate “alla grande”. Gravissimo poi l’attacco alle lingue straniere, con la possibilità di annullarle a vantaggio del solo inglese, con una “pre-scelta” vincolante anche per la secondaria, le ore della seconda lingua.

Per la scuola secondaria di secondo grado i nuovi ordinamenti entreranno in vigore dall’anno scolastico 2010/11 con la revisione generale dell’offerta formativa, con tagli di orari, di materie, …

Dopo questa tempesta sui vari ordini di scuola, colpendo principalmente come abbiamo già detto, la scuola primaria, ci saranno  enormi tagli al personale della scuola, sia docente che ATA, mettendo in crisi completamente il sistema scolastico, e lasciando letteralmente “sulla strada” tanti dipendenti che con questo lavoro danno “da mangiare” alle proprie famiglie, e che improvvisamente rischiano di non poter più stipulare un contratto a tempo determinato ……inviteremo tutti loro, docenti ed ATA e famiglie che si troveranno senza lavoro ad andare a chiedere al ministro ed ai nostri governanti un piatto di minestra per poter sopravvivere……….

Aspettiamo con ansia poi il nuovo regolamento sul reclutamento regionale dei docenti, dopo aver letto il disegno di legge pieno di incognite e di problematiche, chiedendoci sempre che fine faranno i diplomati di istituto magistrale non in possesso di idoneità e abilitazione che lavorano da anni in terza fascia d’istituto e che improvvisamente rischiano di essere mandati via da un disegno di legge che non li prende neanche in considerazione……..chiediamo lumi al ministro………..non possiamo mandarli ad oltre trent’anni di età ad iscriversi all’università……..

Per finire, noi del SISA crediamo che per costruire una buona scuola, bisogna mantenere sempre alto il confronto tra il governo e le varie organizzazioni sindacali, questo purtroppo ultimamente non è mai successo……speriamo che con il nuovo anno possa avvenire, altrimenti dovremmo appellarci all’unico strumento democratico che c’è in questo paese: lo sciopero.

 

20 gennaio 2009

 

Il segretario nazionale

Emilio Sabatino 

 

2° assemblea generale del SISA

Le nostre idee e le nostre ragioni, in lotta verso il 2009

 

Si è svolta presso la sede per l’Italia di Milano domenica 21 dicembre 2008 la seconda assemblea generale del SISA. Molti i messaggi ricevuti da quanti, aderenti e responsabili locali, non hanno potuto essere presenti.

 

Matilde Scotti è la nuova coordinatrice studentesca del SISA, anche lei tra le fondatrici del sindacato, come Cristina Cairone e Laura Canella che l’hanno preceduta, ha espresso il desiderio che le ragazze e i ragazzi del SISA la aiutino e collaborino nell’elaborazione delle proposte e delle idee che fanno del SISA una novità, il solo sindacato che ha come obbiettivo quello di elaborare un’alternativa culturale, di lottare per una scuola diversa, insieme, studenti, docenti e cittadini democratici a partire dai genitori.
Davide Rossi ha tracciato un bilancio dei primi 444 giorni (4 ottobre 2007 – 21 dicembre 2008) del SISA, ovvero 14 mesi e due settimane di vita, il forte sviluppo del sindacato, in particolare a partire dall’estate e dentro l’Onda che ha attraversato la scuola e contrastato gli attacchi del ministro Gelmini.

 

Un movimento che il SISA da gennaio intende contribuire a rilanciare per rispondere ai decreti che hanno confermato la politica di tagli e riduzione dell’offerta formativa. Ugualmente in larga parte d’Europa, dalla Grecia al Portogallo, dalla Francia alla Germania, dalla Spagna alla Svizzera, simili politiche di tagli contro la scuola hanno portato e stanno portando nelle strade docenti e studenti che levano la loro voce e chiedono diritti e futuro.
Ad Atene e in tutta la Grecia, da Salonicco a Patrasso, nuove manifestazioni di studenti e docenti, cartelloni, striscioni, sono in ogni strada, in ogni finestra, alcuni anche sul Partenone. Alcuni ragazzi hanno fatto pacifica irruzione durante il telegiornale più seguito negli studi televisivi e hanno aperto un grande striscione con la scritta: “smettete di guardare, scendete nelle strade”.


In Portogallo la battaglia di docenti e di studenti continua e non si interrompe per le feste, anche in questo caso i progetti di tagli alla scuola pubblica hanno portato a formarsi comitati di scuola che in rete organizzano dimostrazioni e manifestazione.
Alessia Fregonese, responsabile di Milano, ha consigliato di elaborare un manifesto di adesione per gli studenti che è stato scritto ed approvato.
Tra gli interventi, Alessandro Lanzani ha sottolineato l’importanza di utilizzare le opportunità offerte dal sito e da canale SISA di youtbue per trovare nuovi consensi e adesioni e lanciare campagne e iniziative radicate nel territorio.


Il sindacato ha salutato con soddisfazione il voto di mercoledì 17 dicembre con cui il parlamento europeo ha respinto la normativa che stabiliva l’orario lavorativo a 65/48 ore, come un secolo fa, un segno di resipiscenza e di civiltà che andrà comunque difeso nei prossimi mesi dagli attacchi che non mancheranno, per deregolamentare ulteriormente il lavoro.
Approvato il fitto calendario di iniziative e di incontri del sindacato per i prossimi mesi dell’a.s. e dell’a.a. 2008 – 2009.
Dal 25 dicembre al 4 gennaio 2009 il SISA sarà a Cuba per incontrare la Federazione Sindacale Mondiale e la CTC, confederazione dei lavoratori cubani, in occasione del 50° anniversario della rivoluzione (1 gennaio 1959 - 2009).

 

Il 10 e 11 gennaio a Berlino, per un incontro con il gruppo SISA Berlino e la manifestazione per il 90° anniversario della scomparsa per mano violenta di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht


Il 24 gennaio il segretario generale sarò a Bellinzona per un dibattito sulla crisi economica e le prospettive per il futuro, in collaborazione con il SISA Svizzera.


Il 27 gennaio a Binche (Belgio) il gruppo belga del SISA sarà tra i promotori delle iniziative per la giornata della memoria, con proiezione del film “La strada di Levi” di Davide Ferrario.


È aperta la discussione in merito alla giornata di sciopero indetta per venerdì 13 febbraio, emerge tuttavia l’orientamento
Dal 23 al 28 febbraio il sindacato sarà a Kinshasa (Congo) per incontri, reciproca informazione e corsi di formazione con il sindacato congolese Lotta Operaia.


Il 4 aprile a Binche (Belgio) nel quadro della Giornata internazionale di lotta per l’educazione, concordata tra i sindacati che collaborano con la CNT francese, proiezione e dibattito del film di Manuela Tempesta “Non Tacere”


Il 25 e 26 aprile dovrebbe svolgersi la terza assemblea generale del SISA a Montepulciano, con partecipazione a Monticchiello alla manifestazione per la giornata della Liberazione.
Il primo maggio SISA alla manifestazione May Day a Milano e concerto Pile Up e manifestazione


Il 30 e 31 maggio a Barbiana incontro con gli ex – studenti di don Milani e una delegazione belga di docenti e studenti.
A luglio il SISA sarà presente in Sardegna per il NoG8 2009 e il 20 luglio a Genova per la manifestazione in memoria di Carlo Giuliani.
L’invito come sempre è quello alla più larga partecipazione possibile alle iniziative del sindacato.


Appresa con soddisfazione la notizia che il Festival Mondiale della Gioventù è stato rinviato al 2010. L’augurio è che possa essere organizzato in un continente extra – europeo, per permettere una maggiore presenza di delegazioni del continente ospitante, al momento è stata avanzata la candidatura di Cipro.
Dato ampio mandato al responsabile di Parigi Giancarlo Pizzi di rappresentare il SISA nell’incontro che si terrà nella capitale francese ai primi gennaio. Nel mandato si è ribadita la linea del sindacato disponibile alla più ampia collaborazione con le organizzazioni sindacali, alternative e di base europee.


Accolta positivamente la necessità di promuovere momenti di formazione interna, sia come SISA Italia, sia in collaborazione con il SISA Svizzera. Verranno valutati, tempi, modi e possibilità per realizzare momenti di formazione e approfondimento di temi specifici da parte degli studenti.
Si decide infine di organizzare un presidio per il 22.12.08 a Milano per la venuta del ministro Gelmini.

 

Gelmini, indietro adagio, quasi, o forse no

 

La retromarcia del ministro Gelimini è davvero tale? Il SISA non ne è così convinto. Anzi. Intanto perché i tagli di 8 miliardi di euro non sono stati eliminati, ma confermati, quindi purtroppo dovranno in qualche modo essere condotti, a meno che il movimento dell’Onda non costringa il governo a ritirarli. Il maestro unico ora è “a domanda”, ma poiché conosciamo, per aver già sperimentato in passato modalità simili, cosa succeda in questi casi, temiamo che il ministero stabilisca una “quota minima” per scuola e agisca sui presidi perché la applichino, questi a loro volta saranno “costretti” a far “pressione” sui genitori e sui docenti perché si mostrino favorevoli alle quote anche quando non lo sono. Con l’aggravante dei presidi che intenderanno mostrarsi più zelanti del necessario eccedendo tali vincoli, che in ogni caso come SISA, laddove fossero stabiliti, rifiutiamo e invitiamo, docenti e famiglie, a respingere. Per altro resta invariato il rischio che le riduzioni di organico e di fondi stabilite dalla legge 133 mettano le scuole a modulo (tre docenti su due classi) nella condizione di non poter offrire altro che il maestro unico. In merito ai tagli alle medie (con la riduzione a nove ore per classe per i prof di lettere) e alla superiori (eliminazione di tutte le sperimentazioni e riduzione generalizzata degli orari per licei e istituti), al nuovo numero di alunni per classe (portato a 33) e alle soppressioni di migliaia di scuole di piccoli centri, nessuna revisione, solo un temporeggiamento, con il congelamento dei provvedimenti sino a settembre 2010. Nel governo ha vinto per il momento la paura del movimento di protesta e di proposta che da gennaio si sarebbe fatto ancor più largo e impetuoso. Tuttavia le ragioni per restare nelle piazze e continuare a manifestare ci sono tutte. Lo stesso presidente del consiglio ha detto che i progetti Gelmini continuano a essere tali e il ministro stesso rilascia interviste in cui conferma tutti i suoi progetti. Come SISA da gennaio saremo parte e promotori di iniziative che mettano insieme docenti, studenti, famiglie e cittadini democratici, che permettano, nel corso dei prossimi 18 mesi, quelli che ci separano dall’applicazione totale delle proposte Gelmini, di agire in ogni modo possibile per impedire che questa destrutturazione della scuola pubblica abbia seguito. Per altro le classi ghetto per i ragazzi stranieri e l’espulsione di tutti i precari dalla scuola obbligano il SISA ad un impegno costante per una scuola capace di futuro e di civiltà, che riconosca agli studenti stranieri la partecipazione alle normali classi e ai precari un progetto di immissioni in ruolo coerenti con i percorsi e le competenze maturate dai precari stessi.

 

12 dicembre, una importante giornata di lotta

 

A Milano il SISA presente in due cortei, quello studentesco e quello del sindacalismo di base, in entrambi i casi con la propria pluralità, fatta di docenti, studenti, cittadini democratici, confluiti in piazza Duomo e quindi in piazza Fontana, per ricordare il 39° anniversario dei caduti che hanno inaugurato la drammatica stagione della strategia della tensione, per il lavoro, per scelte anti – crisi volte a tutelare i lavoratori e non i potentati economici e bancari, per la scuola e per l’università, perché la battaglia contro i progetti Gelmini continua e non si arresta. Ugualmente a Roma il SISA dentro il corteo degli universitari dei precari, dell’Onda, partito dalla Sapienza.

Se la giornata del 12 dicembre è stata una importante giornata di lotta il merito non può essere della sola Cgil, ma ugualmente del sindacalismo di base che ha chiamato nelle piazze studenti e lavoratori, per quanto i media abbiano fatto di tutto per non dimenticare il ruolo del sindacalismo di base.

 

settembre – dicembre 2008, cento giorni nell’Onda, che continua …

 

Da cento giorni un movimento largo, appassionato, sincero, inteso, attraversa la società italiana perché crede nella scuola, nella ricerca e nell’università. Come SISA ne siamo stati parte e lo saremo ancora nei prossimi mesi. Con orgoglio possiamo affermare di essere stati nelle piazze di Milano e di Roma, quest’anno particolarmente piovosa, in tutte le giornate di lotta, una presenza impegnativa e convinta, riuscita, non solo nelle giornate di sciopero della scuola del 3, 17, 30 ottobre e 12 dicembre, ma anche in tutti i venerdì da fine settembre a fine novembre, passando per lo sciopero dell’università del 14 novembre, compresi i due sabati del 27 settembre e del 28 novembre, nonché a Roma nella tre giorni del 27-28-29 ottobre in concomitanza con il voto parlamentare sulle proposte Gelmini. Una presenza davvero straordinaria, riuscita in particolare grazie alla costante mobilitazione degli studenti del SISA che hanno portato nelle strade e nelle piazze la nostra voce, le nostre richieste, le nostre idee, le nostre bandiere.

 

SISA, verso un 2009 di impegno e di lotta

 

Come SISA siamo chiamati a un bilancio del nostro lavoro e della nostra attività, nati il 4 ottobre 2007, dopo quattordici mesi, siamo cresciuti, ci siamo radicati, abbiamo unito a noi nuove energie, nuove intelligenze, nuove speranze. È un cammino aperto, un percorso che ha ancora molte strade da percorrere, ma che rivela, ogni giorno di più, l’importanza e la forza di una scelta, quella di essere un soggetto nuovo, trasversale, in tutto e per tutto diverso dalle tradizioni sindacali precedenti. Il SISA, raccogliendo insieme studenti, docenti, cittadini democratici, con uguali responsabilità, rappresenta una realtà del tutto nuova, inedita, che si nutre quotidianamente di confronto, che discute, che vive e supera le incertezze nel dialogo, che trova nuovo slancio nelle ragioni che ci uniscono.

Sarà per il SISA sarà un 2009 di impegno e di lotta, per i diritti sociali, per la scuola, per la cultura, per l’ambiente. Saremo a luglio in Sardegna per esprimere le ragioni dei popoli della terra, più grandi di otto capi di stato che pretendono di decidere da soli le sorti, sempre più dissestate e ingovernabili, del pianeta.

 

 

13 dicembre ’08

Il segretario generale

Davide Rossi

 

 

Roma  (10, 11, 12, 13 dicembre ’08)

quattro giorni di lotta e di pensieri

Diario militante di Barbara Bernardi, responsabile SISA di Roma

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Roma 10/12/2008

Istituto J. Piaget, ore 17.00 inizia l’incontro culturale con annesso dibattito del coordinamento “Non Rubateci il Futuro” X municipio di Roma. Quasi cento presenze il teatro della scuola al completo, l’ Associazione Diversamente si occupa dei nostri figli mentre noi ci prepariamo alla visione del DVD del 23 ottobre (manifestazione X municipio con 7mila persone in piazza) ed alla visione del film “Non tacere” co - diretto dalla nostra compagna del SISA Manuela Tempesta. Presenti in sala, il presidente del X municipio Sandro Medici, don Roberto Sardella, Alberto Alberti (pedagogista) e Fabio Bocci (pedagogista) che dopo la visione del documentario aprono il dibattito sulla “scuola che vorremmo”. Molti gli applausi dopo la visione del documentario e durante gli interventi, da parte del centinaio di persone presenti, alla fine della serata, si decide di replicare grazie al placet di M. A. Damiano dirigente scolastica del 50° circolo didattico don Paolo Albera proprio nella nostra scuola, con gli stessi interventi e con un pubblico speriamo più ampio per il mese di gennaio. La chiesa di Don Roberto non è la chiesa che ci propongono e la diversità non ci deve spaventare ma unire nella lotta, contro questo governo che partendo dalla scuola vuole attuare un piano distruttivo per tutta l’ Italia. Citazioni da parte di Alberto Alberti di don Lorenzo Milani e della sua attività, come simbolo di una scuola che abbraccia la realtà non le belle parole dei politici. Alla prossima proiezione saremmo lieti di ospitare in rappresentanza del Centro di Formazione don Lorenzo Milani il responsabile per la Lombardia Davide Rossi.

 

Roma 11/12/2008

Stesso posto stessa ora argomenti diversi: sempre al Piaget anche oggi ci appropriamo del teatro per un dibattito questa volta incentrato sulla scuola secondaria dal titolo: scuola secondaria quale futuro? Complice l’incontro del governo con i  sindacati, abbiamo discusso di quello che sarà la scuola secondaria a partire dal 2010/2011. Intervengono al dibattito: Maria Brigida (Segreteria FLC CGIL Naz.) Rappresentante del CIDI, uno studente del liceo scientifico “Gullace”, Monija Marconi (Rete Nazionale Docenti Precari). Arriva in diretta via cellulare la notizia che la Riforma Gelmini ha fatto un passo indietro: due minuti di applausi ed urla ininterrotte concludono una due giorni di gioia e fatica in attesa di domani…

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Roma 12/12/2008

3 – 2  -  1 si parte !!! Ore 9.30 l’Onda anomala Romana complice il maltempo parte da Piazzale Aldo Moro, tra studenti universitari, docenti precari, genitori dei coordinamenti “Non rubateci il Futuro”, studenti medi e superiori, circa mille persone tra cui bambini partono alla volta di Piazza della Repubblica, dove il corteo con in testa i ragazzi di “Action” si congiungerà al corteo dei sindacati di base fino al Colosseo per poi proseguire verso Viale Trastevere, destinazione Ministero. Alcune migliaia le persone che sfilano per le strade di Roma, malgrado la pioggia fitta e battente che non ha smesso un attimo, malgrado l’allerta per la possibile esondazione del fiume Tevere, l’ Onda della scuola travolge gli eventi climatici ed ottiene il suo ennesimo successo. Il corteo CGIL partito da piazza Santa Croce in Gerusalemme si ferma al Colosseo e fa sentire la sua voce, centinaia di migliaia di lavoratori che oggi sono rimasti a casa scioperando ognuno a modo suo contro la crisi e contro il governo. Adesioni oltre l’80% in quasi tutti i posti di lavoro, a parte trasporti, vigili del fuoco e protezione civile che hanno contribuito esonerati dallo sciopero, alla sicurezza della città. Una solo voce, un solo coro: “non finisce qui”, malgrado il cosiddetto “mezzo” passo indietro sulla scuola da parte del governo ieri, la protesta non si ferma, l’intento è quello di fargliene fare due di passi indietro ed abrogare al Legge!!! In manifestazione il nostro primo pensiero è stato quello di coprire i bambini dalla pioggia, ma la giornata è stata comunque bella malgrado il maltempo e qui inizia l’Onda Anomala di Natale. A Roma per le festività natalizie si sta organizzando un Natale precario, una tre giorni di presidio in piazza per far capire che anche noi precari vogliamo un futuro, dato che presto si comincerà a parlare di noi in consiglio dei ministri. Ci hanno detto: “siete 4 gatti a protestare”, “siete frange estremiste e strumentalizzate i bambini” e noi rispondiamo “stai zitta Gelmini!”

 

Roma 13/12/2008

Si replica anche oggi in piazza Montecitorio a Roma, malgrado il tempo, malgrado la fatica e la stanchezza degli ultimi giorni, per protestare contro la criminalizzazione del “file sharing” e per un futuro “carico di licenze collettive!” Perché non siamo pirati, ma amanti della Cultura e pensiamo che la liberalizzazione della Cultura attraverso la rete internet senza scopo di lucro sia il messaggio per il futuro. Una quindicina di temerari, con il freddo e la pioggia incombente a Roma hanno manifestato ponendo con forza la domanda: “ Di chi è la cultura?” Molte le persone che si sono fermate ad ascoltarci, tanti i cd e le magliette distribuite, anche tra le stesse forze dell’ordine, per una giornata che sembrava dover essere un flop, ma che grazie alla costanza dei presenti è stata un grande successo. Metterci la faccia quando si tratta di certe cose non è sempre facile, vista anche la giovane età dei partecipanti, ma questo è un punto di partenza per una lotta più assidua, il SISA presente a Roma con le sue bandiere strappa ai passanti dei commenti:” no grazie io sono a favore della Gelmini”. Arriva la pioggia battente ed alle 17.00 si smonta tutto e tutti a casa, ma portiamo con noi una giornata indimenticabile, una pioggia di sorrisi e una speranza in più nel cuore. Un grazie da parte di Roma, anche a chi si è adoperato al meglio anche a Milano sotto una pioggia continua e battente, Cagliari e Perugia, la prossima volta il sole ci aiuterà.

 

 

Seconda Assemblea generale del SISA

 

È convocata la seconda assemblea generale del SISA, presso la sede per l’Italia, domenica 21 dicembre alle ore 15.00 in vicolo Calusca 1 Milano.

Tutti coloro che vengono da fuori Milano e hanno intenzione di partecipare saranno ospitati presso gli aderenti del sindacato, purché lo comunichino nel minor tempo possibile.

 

Ordine del giorno:

 

  • Designazione e ratifica della nuova coordinatrice studentesca
  • Sviluppo e crescita del sindacato periodo maggio 2008 – dicembre 2008, resoconto delle attività svolte e del contributo del SISA dentro il movimento di lotta dell’Onda
  • Prospettive e scelte di intervento per la crescita del sindacato
  • Iniziative da realizzare, in programma e da programmare
  • Valutazione della situazione attuale del movimento di lotta, prospettive e proposte
  • Ipotesi di intervento degli aderenti SISA nel centro studi “Anna Seghers” e sul mensile aurorarivista.it
  • Iniziative contro il precariato
  • Percorsi pedagogici e possibilità di un contributo di idee del SISA per un liceo autogestito
  • Bilancio economico, prospettive e scelte
  • Varie ed eventuali

14 dicembre 2008

 il coordinamento 

 

 

Dal 10 al 17 dicembre ’08, prima e dopo lo sciopero generale che ci vedrà in piazza a Milano e a Roma, il SISA organizza e promuove diverse iniziative, ne diamo di seguito sintesi, premettendo un breve resoconto del 7 dicembre ’08

 

L’armonia del SISA  davanti alla Scala di Milano il 7 dicembre ’08

 

Alla Scala le bandiere, gli studenti, i docenti, i genitori del SISA hanno portato la voce di una richiesta: futuro per la scuola! Riportiamo il comunicato dell’Adnkronos, ripreso da Repubblica, Indymedia e Libero:

Milano, 7 dic. - (Adnkronos) - Protesta la Sisa Scuola, in piazza della Scala, ad un'ora dall'inizio della prima del Teatro scaligero. A parlare e' il segretario della Sisa, Davide Rossi: "Oggi e' un giorno dedicato alla musica -dice- e noi siamo qui per esprimere armonia e difesa per la scuola pubblica penalizzata dalla riforma del ministro Gelmini. Meglio sarebbe -prosegue- che lo stato si occupasse meno di armamenti e piu' della scuola, dei suoi ragazzi che rappresentano il futuro del Paese".

Ed ecco quanto riportato da “Il Giornale”:

Fra striscioni e slogan: la «Prima» di studenti, vigili e ambientalisti all’insegna della protesta

La folla, chiaramente, non capisce dove inizia la protesta e finisce la bagarre del giorno di festa: troppa gente, troppe bandiere, troppa confusione. Piazza Scala, ore 17.30 di ieri. Dietro i cavalli allineati davanti al tempio della lirica in attesa di autorità e lustrini, c’è un’altra realtà. Ad esempio quella allegra ma combattiva di Davide Rossi e di un centinaio di ragazzi della Sisa (il sindacato scuola Ambiente) che dicono di sostenere la scuola pubblica tout court. «Ma la scuola va riformata non partendo da 8 miliardi di tagli... Siamo un po’ preoccupati...» sorride Davide.

 

SISA solidale con gli studenti greci, ieri, oggi, domani!

 

Atene, Salonicco, Patrasso, Corfù, Creta, ma anche le ambasciate elleniche in Europa, da Londra a Berlino, la rabbia degli studenti attraversa la Grecia, dopo l’omicidio del quindicenne Andreas Grigoropulos durante una manifestazione. Il SISA ha manifestato, attraverso la coordinatrice Laura Canella, solidarietà e vicinanza ai ragazzi di Grecia e ai lavoratori che per il 10 dicembre ’08 hanno proclamato lo sciopero generale. Perché il diritto a manifestare e il diritto al futuro riguardano la scuola e il mondo del lavoro.

 

A Roma il SISA tra i promotori di incontri e confronti

verso lo sciopero generale del 12 dicembre

 

Il 10 e l’11 dicembre, con la partecipazione attiva del SISA, il X Municipio di Roma organizza due giornate di preparazione, approfondimento e riflessione in vista dello sciopero, dal tema: “Sapere bene comune: la scuola che vorremmo”.  

Mercoledì la proiezione del film, realizzato tra l’altro da Manuela Tempesta del SISA, sulla scuola di Don Roberto Sardelli e intitolato "Non Tacere", a seguire dibattito, giovedì incontro dal tema: “Scuole superiori: quale futuro?” e quindi concerto dei gruppi musicali degli studenti.

 

12 dicembre sciopero generale, a partire dalla scuola

SISA ore 9.00 largo Cairoli a Milano – ore 9.00 Roma Piazza San Giovanni

 

Sciopero generale, sciopero della scuola e dell’università. Il SISA sarà a Milano e a Roma il 12 dicembre. A Milano ci si ritrova alle ore 9.00 in piazza Cairoli e si arriverà in Duomo, quindi parteciperà all’assemblea della Statale (pre)occupata in Festa del Perdono. A Roma manifestazione a partire da piazza San Giovanni ore 9.00.

Le ragioni sono quelle condivise dentro il movimento dell’Onda, la scuola deve essere rispettata, tempo pieno alle elementari, no ai tagli alle medie e alle superiori, ma anche libertà d’insegnamento e libertà di apprendimento, coinvolgimento di docenti, studenti e genitori in qualunque progetto di riforma. Una riforma, come quella Gemini che deve essere ritirata, contro chi nella scuola vive ogni giorno, non potrà mai essere applicata.


Continua il movimento di solidarietà con gli studenti dell’Artusi di Roma

Intervento di Stefano Fregonese

 

Stefano Fregoense, professore di psicologia della Relazione Educativa, aderente al SISA, interviene nel dibattito in merito al gravissimo episodio che ha visto i ragazzi dell’Alberghiero Artusi di Roma oggetto di denuncia da parte del preside. L’intervento in "Studenti News" Ne anticipiamo un passaggio: “Di fronte a eventi eccezionali ma per nulla anomali nella vita della scuola come uno sciopero, un’assemblea, un picchetto, una occupazione o l’autogestione della scuola da parte degli studenti (il “preside poliziotto”) sarà assente, chiuso in un risentito e difensivo atteggiamento di attesa del ripristino di un ordine formale, o repressivo, per negare a sé stesso e alla società ogni evidenza di una vitalità della componente umana della scuola che esca dai ristretti parametri di una astratta e burocratica norma di buon funzionamento.

 

13 dicembre SISA in piazza Scala a Milano, ore 14, per le licenze collettive

a Roma, sempre alle 14, fuori dal parlamento

 

Il SISA è contrario alla criminalizzazione di coloro che scaricano materiali da internet e crede fondamentale che si arrivi ad una legge per la condivisione delle opere tutelate dal diritto d'autore, attraverso lo strumento delle licenze collettive, come promosso dall’Associazione ScambioEtico.org.

Le licenze collettive, promosse da Electronic Frontier Foundation, permettono agli aventi diritto di trarre un utile da quanto attraverso la rete viene condiviso ed ai cittadini di poter usufruire delle opere in modo ampio ed economico.

Al grido di "Condividere non è rubare; no alla criminalizzazione" e "Legalizzare attraverso licenze collettive", il 13 dicembre ’08 saremo come SISA in piazza della Scala e interverremo insieme ai promotori a sostegno di questa iniziativa, tra gli altri garantita la presenza di Davide Rossi, segretario generale e di Noemi Lanzani e Alessia Fregonese, responsabile per La Lombarida e Milano. A Roma Barbara Bernardi per il SISA sarà alla contemporanea manifestazione che si svolgerà a partire dalle ore 14 fuori dal parlamento in Piazza Montecitorio.

 

Impediamo un 17 nero!

Il SISA dice “No!” al drammatico regalo di natale dall’Unione Europea

 

Mercoledì 17 dicembre il parlamento europeo intende votare le 48 ore, ovvero il nuovo orario di lavoro per i cittadini europei. È un salto indietro di un secolo. Il SISA condanna questa operazione contraria a quegli stessi diritti umani di cui ricorre il 60° anniversario il 10 dicembre. Invitiamo a scrivere ai parlamentari europei italiani chiedendo che lo sfruttamento legalizzato non venga approvato e a compiere opera d’informazione in tutte le scuole.

 

 

 

 

9 dicembre ’08

 

per il coordinamento

il segretario nazionale

Emilio Sabatino

 

Il SISA dentro l’Onda alla Scala di Milano

domenica 7 dicembre ’08

Nelle piazze a Milano e a Roma il 12 dicembre

per lo sciopero generale

 

Domenica 7 dicembre ’08 a partire dalle 16.00 e fino alle 18.00 il SISA sarà presente in piazza della Scala, a Milano, fuori dal teatro e invita tutti gli studenti, i docenti, i genitori e i cittadini democratici ad essere presenti per “cantare e suonare” insieme le nostre ragioni ai rappresentanti del governo che verranno alla prima del “Don Carlo”.

Sono le ragioni di una scuola pubblica che non vuole classi da oltre 30 ragazzi, la scomparsa dei progetti e delle sperimentazioni alle medie e alle superiori, la riduzione del tempo scuola in ogni ordine e grado, il maestro unico e le classi ghetto alle elementari.

Il SISA, dentro l’Onda, chiede investimenti e non tagli per la scuola e l’università della Repubblica Italiana, come per altro sancito dalla Costituzione, chiede l’assunzione dei precari e percorsi abilitanti per chi pur lavorando nella scuola da anni, non ha avuto la possibilità di abilitarsi.

In piazza, quindi, a Milano, domenica 7 dicembre, con tutta la forza di un sindacato nuovo e allegro, come spiega il videohttp://it.youtube.com/watch?v=gqsLq_zfNd8 della responsabile regionale SISA della Lombardia,  per “cantarla” a chi non sembra voler capire le ragioni della scuola.

Il SISA, parte del movimento che venerdì 12 dicembre conquisterà tutte le città, perché  lo sciopero generale deve diventare lo sciopero della scuola e per la scuola, dell’università e per l’università, per la revisione totale dei progetti Gelmini.

Noi crediamo in una scuola aperta, che si nutre di dialogo, che riconosce negli studenti coloro che  - nella collaborazione con i docenti - costruiscono i loro saperi e il futuro comune di tutti noi, quel futuro che ci dobbiamo conquistare perché non è una pretesa ma una richiesta legittima.

 

 

4 dicembre ’08

 

 

Il coordinamento

Davide Rossi – Emilio Sabatino – Laura Canella


28 e 29 novembre “È nostro il futuro!” il grido dell’Onda!
Domenica 7 dicembre a Milano in piazza Scala
Verso la giornata di lotta del 12 dicembre

 

 

Il 29 novembre nella luce fredda di un pomeriggio d’anticipato inverno tre imponenti cortei hanno attraversato Milano per convergere su piazza del Duomo. Una prova straordinaria, la dimostrazione che studenti, docenti, genitori, cittadini democratici sono tutti parte di questa Onda che conferma, di giorno in giorno da tre mesi a questa parte, ed è pronta ad inaugurare il quarto, una capacità di mobilitazione senza precedenti nella storia della scuola italiana.

A Roma presidio alla mattina sotto la pioggia e per il SISA impegno, confermato dalla responsabile capitolina Barbara Bernardi, a fianco dei 16 studenti del tutto arbitrariamente e ingiustamente denunciati dalla preside del Istituto Alberghiero Artusi di Roma per l’occupazione della scuola.

Il giorno prima, 28 novembre, sotto la neve, ancora una volta gli studenti a Milano e ugualmente a Roma hanno invaso le piazze, anche dentro la Sapienza, per rivendicare il diritto alla partecipazione, a sentirsi capaci di costruire un futuro che, come hanno gridato e scritto in tanti, non ci deve essere rubato. In questi due giorni, come a Milano e Roma, in decine di altre città italiane, nelle strade è risuonata la voce della lotta.

È un messaggio chiaro, inequivocabile, sorge da assemblee, reti, movimenti e sindacati come il SISA, è la richiesta di totale revisione di progetti assurdi e dequalificanti che hanno come obiettivo una riduzione del diritto di cittadinanza.

Don Milani ce lo ha insegnato, si lotta contro le leggi ingiuste perché siano cambiate.

Da lunedì 1 dicembre a giovedì 11 dicembre saranno giorni intensi d’informazione nelle scuole, nelle assemblee, di azioni e di presenze, a partire domenica prossima dalla fiera del libro di Roma e dall’idea, bellissima, di “andarle a cantare” fuori dalla Scala di Milano ai rappresentanti del governo che parteciperanno all’inaugurazione delle stagione lirica.

Il 12 dicembre quindi manifestazioni in tutta Italia per lo sciopero generale indetto dai sindacati di base. Il SISA sarà presente a Milano e a Roma, le nostre bandiere saranno la voce di chi chiede la totale revisione di progetti Gelmini ed anche, nel 39° tragico anniversario della strage di piazza Fontana nel capoluogo lombardo, un impegno per la verità e la giustizia contro ogni strategia della tensione.

 

30 novembre 2008

  

Il coordinamento

 

 

 

“Non rubateci il futuro”

Roma 29 novembre ’08

di Barbara Bernardi

 

Riceviamo da Barbara Bernardi, responsabile SISA Roma, di cui salutiamo l’elezione, come mamma democratica, sindacalista e docente precaria, nel consiglio d’istituto del 50° Circolo Didattico della capitale, il resoconto del presidio capitolino.

 

La manifestazione comincia sotto la pioggia dapprima leggera e poi via via sempre più forte, arrivati in gruppo verso le 11.00 in Piazza Bocca della verità, troviamo già gli stand e i banchetti allestiti e pronti ad accogliere le persone. Genitori, insegnanti e bambini tutti con uno slogan da gridare “non rubateci il futuro”, “questa è la verità”. Tra i vari banchetti i laboratori di pittura digitale per bambini, giocolieri, tavoli ristoro, i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, oltre ai tavoli per la creazione si strumenti musicali con oggetti di plastica e varie. Insomma i bambini si sono divertiti molto, i grandi sono stati intrattenuti da diversi interventi sia da parte di genitori e docenti, precari e non. Musica con Simone Avincola, autore di “Io dico basta”e lo spettacolo della “Titubanda”.

Quindi un minuto di silenzio per Vito Scafiti ed un minuto di “dissenzio” (un intero minuto di rumore, con pentole strumenti, piatti telefonini che suonano, urla e tutto ciò che può fare rumore)

Come SISA Roma abbiamo espresso totale vicinanza ai ragazzi dell’ Istituto Alberghiero Artusi di Roma, denunciati dalla preside dopo l’occupazione della scuola, a sostegno dei quali vogliamo lanciare una campagna di solidarietà.

16 ragazzi tra maggiorenni e minorenni denunciati perché si vuole intimorire chi dice “No Gelmini!”

Alle 13.00 un’ora prima della fine dell’evento esce il sole su Roma, e si puo’ chiudere la manifestazione danzando e facendo girotondi tutti assieme. Qui a Roma in particolare nel X municipio per il 10 e 11 dicembre sono state pensate e in via di organizzazione due giornate pre – sciopero di informazione. L’Onda non si ferma, siamo sempre in agitazione.

 

 

LINK: video yuotube intervista a cura di Barbara Bernardi

http://it.youtube.com/watch?v=5nVmEt4iAQQ

 

link foto:

cartelli dei ragazzi dell’ Artusi denunciati:

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altre foto fatte col cell:

 

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È possibile agire e cambiare i progetti Gelmini

Il SISA in piazza il 29 novembre e il 12 dicembre

 

 

In parlamento si sta aprendo il dibattito sui decreti attuativi della legge Gelmini. Da un lato vi è chi ipotizza un maestro unico “a domanda” dei genitori, subito smentito - essendo noto il generale favore dei cittadini per il tempo pieno - da quei settori governativi che il maestro unico l’hanno inventato per ragioni di cassa. Ugualmente insanabile il problema sollevato dalle classi ghetto chiamate “ponte”, perché l’esame vincolante di lingua italiana imposto dalla Lega per il passaggio di classe è incostituzionale. Per non dire della “riorganizzazione” che chiude e accorpa scuole e le modalità relative al reclutamento che vogliono cacciare dalla scuola migliaia e migliaia di precari. Nei decreti attuativi rischia pure di nascondersi il gravissimo passaggio a 33/36 alunni per classe e la revisione delle scuole media e superiore con la soppressione, promessa dalla Gelmini, delle sperimentazioni di ogni tipo. Ancora aperta, per altro, la discussione sulla chiusura delle scuole dei piccoli centri, almeno per il momento bloccata dalla conferenza degli enti locali. Le leggi 133 e 137 devono infine essere recepite in forma definiva dalla legge finanziaria, che al di là dell’approvazione dei primi di agosto, deve essere votata nel suo quadro unitario entro fine dicembre.

Tutto questo dimostra come il movimento dell’Onda abbia il diritto e il dovere di contestare e di agire in questi giorni per il blocco e il ritiro di un insieme vessatorio e sbagliato di proposte contro la scuola.

Il tema degli alunni per classe si ricollega strettamente alla legge 626 sulla sicurezza nelle scuole. La tragica morte di un ragazzo a Rivoli deve obbligare il governo ad un piano straordinario di controllo e verifica delle strutture. Il sottosegretario Bertolaso ha dichiarato chiaramente che la metà delle scuole italiane è pericolosa e a rischio, se come crediamo, ha ragione e al massimo sbaglia per difetto, si deve provvedere concretamente e senza perdere tempo.

Tutti questi motivi devono portare di nuovo docenti e cittadini democratici per le strade a manifestare, insieme agli studenti che ancora venerdì scorso hanno manifestato numerosi in molte città, senza che purtroppo l’informazione ne desse le giusta rilevanza.

Le manifestazioni programmate per sabato 29 novembre e venerdì 12 dicembre, in questo caso con lo sciopero generale indetto dai sindacati di base e ci auguriamo confermato anche dalla Cgil, sono le occasioni perché il movimento faccia percepire alta, forte e chiara la propria voce. Noi del SISA ci saremo, in particolare a Roma e Milano, dentro i collettivi studenteschi e i comitati docenti – genitori nei quali siamo radicati il 29 novembre, con le nostre bandiere il 12 dicembre.

Ragazzi e docenti sono anche nelle piazze d’Europa, di Parigi, Berlino, Lisbona, Barcellona, contro i tagli, anche loro, e per una scuola e una università capaci di futuro. Anche delle lotte continentali, purtroppo le notizie diffuse dai media sono scarse e imprecise.

Per parte nostra faremo tutto il possibile perché il 12 dicembre diventi una giornata per la scuola e della scuola, dell’università e per l’università.

Don Milani ha scritto: “non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo di amare la legge è di obbedirla. Posso solo dire loro che dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste, ma quando vedranno che non sono giuste dovranno battersi perché siano cambiate.”

Il movimento, l’impetuosità dell’Onda, lontana da ogni risacca, ha chiaro l’insegnamento milaniano: le leggi ingiuste si combattono sino alla loro radicale revisione o soppressione.

 

24 novembre ’08

per il coordinamento

Davide Rossi

 

 


 

 

30 ottobre ’08 “Non è che un inizio!”

È un’onda di passione civile e impegno per la scuola e l’università

 

30 ottobre ’08. È un giorno che resterà nella storia democratica italiana. Il giorno dopo l’approvazione al Senato del decreto Gelmini due milioni di ragazzi, di donne e di uomini - uno a Roma e un altro in tante città - si sono ritrovati nelle strade della penisola, vincendo anche la paura generata il giorno precedente dalla gravissima aggressione dell’estrema destra in piazza Navona, che condanniamo e che ci auguriamo mai più venga permessa nei prossimi giorni, in nessun caso e in nessun luogo. 

Come SISA, da Trieste, in difesa delle scuole slovene, a rischio per la loro assimilazione alle piccole scuole che l’avvocatessa Gelmini vuole sopprimere, alla Calabria, passando per Milano e Roma, siamo stati presenti, con passione civile, con determinazione.

 

 

 

30 ottobre ’08

il coordinamento

 

 

Manifestazioni e occupazioni continuano!

Il 30 ottobre in piazza in tutta Italia

 

Mentre il presidente del consiglio si smentisce e poi si contraddice attaccando di nuovo coloro che manifestano, prendiamo atto con soddisfazione, come SISA, che la società italiana riconosce negli studenti e nei docenti una forza portatrice di un progetto, di un pensiero, capace di agire per il bene e per il futuro dell’Italia, questo movimento di civiltà sprigiona ogni giorno nuove idee, nuove forme di lotta, aggrega e unisce. È chiaro che chi manifesta vuole studiare, ma in una scuola e in una università capace di futuro, non in un luogo destrutturato e deprivato di risorse e di intelligenze. Le manifestazioni e le occupazioni continuano e devono continuare, come SISA partecipiamo e siamo e saremo presenti, nelle piazze e nelle scuole.

Il ministro Gelmini sembra voler accantonare l’arroganza e aprire al dialogo, l’augurio è che comprenda che l’intero “pacchetto scuola – università” deve essere ritirato, quindi avviato un confronto, autentico e non formale, tra le parti.

Il movimento della scuola e dell’università non accetta sconti, né aggiustamenti di facciata, è nato per contrastare la sostanza dei provvedimenti, in nessun modo potrà accontentarsi di ritocchi marginali.

L’istruzione e i saperi, in un quadro di crisi e declino economico del sistema occidentale, rappresentano l’investimento più importante per il futuro, questa consapevolezza è ormai parte della protesta e diventa proposta.

Come Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente siamo e saremo nelle piazze, ogni giorno, e in particolare il 30 ottobre, che si presenta, con tutta forza ed evidenza, non come la giornata dello sciopero dei sindacati firmatari di contratto, ma come momento di lotta per il primato della cultura, della libertà d’insegnamento e della libertà di apprendimento, contro la barbarie della mercificazione dei saperi e l’asservimento, attraverso i tagli previsti dal governo, ad interessi di parte.

Il 30 ottobre sarà il giorno della scuola italiana, nata  dalla Costituzione, sarà un grande giorno di libertà, come lo è stato il 17 ottobre. Le bandiere del SISA saranno presenti in diverse città, in particolare a Milano e Roma. Come sindacato promuoviamo due assemblee il giorno precedente, 29 ottobre, a Milano e all’università di Cassino.

Insieme quindi, ovunque possibile, perché le nostre ragioni non si lasciano intimorire, ma crescono nel confronto, nel dialogo, nella lotta.

 

24 ottobre ’08

 

il coordinamento

 

 

Nessuno ci tocchi!

Disarmiamo le minacce con la forza delle nostre ragioni

 

Il SISA ha ricevuto in poche ore oltre duecento mail e non si contano le telefonate. Solidarietà, data e richiesta, preoccupazione, entusiasmo, pre – occupazione, ovvero scuole e collettivi che chiedono la nostra partecipazione per dibattiti, incontri, spesso in visto delle occupazioni e delle autogestioni delle scuole superiori che, quando non sono già iniziate, prenderanno avvio lunedì 27 ottobre, presenza in piazza, in tante piazze, da Trieste a Palermo. Ringraziamo tutte e tutti, faremo il possibile, ma evidentemente le nostre piccole, ragionevoli e combattive forze non potranno raggiungere tante amiche e amici, giovani e docenti, genitori e cittadini, che ci chiamano, a tutte e tutti sempre e comunque la nostra solidarietà, il nostro supporto alla lotta e all’elaborazione, ovunque possibile la nostra presenza.

Lo avevamo detto, con chiarezza, a metà settembre, sarà un movimento di civiltà. Chi occupa, chi autogestisce, chi si riappropria delle piazze è cittadino responsabile, è studente, docente, genitore, consapevole dell’importanza e del valore della scuola e dell’università per il futuro dell’Italia.

Invece del dialogo con questo universo che si ritrova e si riconosce nelle strade e nelle scuole il governo per bocca del presidente del consiglio minaccia l’intervento armato, la violenza brutale, la mano feroce della repressione.

Dice bene “il Manifesto” di oggi 23 ottobre: “Silvio Berlusconi ha perso la calma e anche la ragione. Il sorriso si trasforma in ghigno. Accade di fronte al dilagare di una nuova soggettività politica, di un tumultuoso movimento che in tutta Italia trascina centinaia di migliaia di persone. Un movimento tutt'altro che ideologico, attento, fin nel dettaglio, al merito delle questioni, determinato, giovane. Qualcosa che rompe con la schermaglia di alterne blandizie e villanie che occupa la scena politica italiana. È un fenomeno che il governo cerca penosamente di ricondurre all'estrema sinistra e ai centri sociali, del tutto incapace di comprendere quanto enormemente ecceda queste realtà.

Condividiamo ogni parola. Peggio si comporta l’avvocatessa Gelmini, mossa da un disprezzo verso chiunque non si assoggetti al suo pensiero degno dell’arroganza dei satrapi dell’antica Persia. Il ministro villaneggia chi cita cifre e offre alternative, assalta l’università con parole fuori da ogni ragionevolezza, con le quali stabilisce che studiare letteratura albanese o storia dell’impero ottomano sia una perdita di tempo e di soldi. A Londra, a Berlino, a Parigi, neppure un ministro di un ipotetico governo di estrema destra utilizzerebbe un simile linguaggio, la usavano purtroppo i generali cileni che diffamavano Unidad Popolar dopo il golpe contro Allende. E proprio tra le mail ricevute, alcune con rabbia, altre con timore, ci chiedono se siamo arrivati ad clima “cileno”, non come dice la Gelmini, perché quelle università - che lei stima mediocri - sarebbero migliori delle nostre, al proposito noi possiamo affermare che non è così, perché dell’Università del Cile siamo stati ospiti anni fa e abbiamo apprezzato qualità e impegno, nonostante il disastro privatizzatore di 17 anni di dittatura che ha imposto un metodo di deregolamentazione commerciale dei saperi non molto diverso da quello proposto dalla Gelmini stessa, la domanda che ci pongono le mail è: “cileno” nel senso della repressione.

Come SISA ci auguriamo che non sia assolutamente così, uniamo il nostro al grido che questa mattina si sta alzando da ogni scuola:”Nessuno ci tocchi!”, il movimento che da oltre un mese attraversa l’Italia è pacifico, responsabile, sincero, consapevole. Lo sarà ancora oggi e domani, per questo tutti i cittadini che ne riconoscono le ragioni devono, assolutamente devono, oggi ancora più di ieri, scendere in piazza e manifestare in ogni modo possibile solidarietà. Le minacce violente e armate del governo devono essere disarmate dalla forza della ragione, delle mille ragioni che sono dalla nostra parte. Il SISA c’è, è presente! Grazie a tutte e tutti coloro che portano la nostra voce nel mare impetuoso di una rivolta morale che non ha precedenti, nelle forme e nei modi attraverso cui si sta sviluppando, nella storia dell’Italia repubblicana.

23 ottobre ’08

Davide Rossi

 

Occupazioni fino alle dimissioni!

 il SISA dà il suo contributo

 

Il movimento di civiltà che abbiamo immaginato ai primi di settembre si è rivelato vero, concreto, reale, impetuoso oltre ogni possibile considerazione.

Quest’oggi 21 ottobre studenti in tutte le città, Palermo, Firenze, Bologna, Milano. A Milano inqualificabili aggressioni agli studenti, le condanniamo e ci auguriamo non voglia essere un metodo per intimorire e spaventare gli studenti, i docenti e tutti i cittadini, che domani e nei prossimi giorni vorranno tornare in manifestazione.

Da piazza del Duomo a Milano il 17 ottobre il SISA ha chiesto occupazioni fino alle dimissioni del ministro, perché chi occupa dimostra che si preoccupa, si riconosce nelle parole di Gramsci: “istruiamoci perché abbiamo bisogno di tutta la nostra intelligenza”.

L’aggressione messa in campo dal ministro Gelmini, meno ore, meno scuole, meno prof e maestri, meno soldi, ha convinto intere generazioni che soltanto scendendo in piazza, soltanto occupando scuole, piazze e università è possibile affermare il diritto ad una istruzione libera, multiculturale, aperta al mondo, capace di futuro.

Già lunedì 20 è stato giorno di licei, piazze, atenei in lotta. Da Trieste, con l’occupazione del liceo di lingua slovena Preseren, a cui va un caloroso saluto ai tanti amici, docenti e studenti, che conosciamo e stimiamo, alla Sicilia.

È una lotta permanente che coinvolge genitori, figli, studenti, docenti, cittadini, consapevoli che distruggere la scuola significa distruggere l’Italia.

Per queste e mille altre ragioni in ogni scuola occupata il SISA è disponibile a intervenire. In ogni scuola occupata il SISA è disponibile a portare la voce di quanti sognano, credono e lottano per una scuola capace di futuro, non asservita a interessi di parte.

Ricordiamo che il segretario generale Davide Rossi è anche tra i responsabili del Centro di Formazione don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, direttore del giornale on line aurorarivista.it e direttore del centro di ricerca e documentazione storica e letteraria Anna Seghers, ed è quindi disponibile a partecipare a giornate autogestite e dibattiti nelle scuole occupate dedicate al tema della contro – riforma devastatrice del ministro Gelmini, ma anche per approfondire temi inerenti i campi di sua competenza, Arianna Marchegiani è disponibile per discutere delle tematiche legate all’ambiente, Laura Canella, coordinatrice studentesca, per portare la voce degli studenti SISA. A Roma vi è anche la disponibilità di Barbara Bernardi dell’ADPNA - SISA, come a Cassino di Grazia Bovio, sempre dell’ADPNA - SISA. Potete contattarci per organizzare la presenza del SISA

 

 scrivendo a sisascuola@libero.it 

Barbara Bernardi sarà tra l’altro presente a nome del SISA – ADPNA alla giornata di lotta “I nostri MAESTRI SONO già UNICI - Diamo voce alle nostre scuole dai nostri quartieri per i nostri figli e per il futuro del Paese”, indetta per giovedì 23 ottobre ’08 alle ore 17 presso piazza Cinecittà – X Municipio. Siamo parte di un grande movimento di civiltà, ne siamo orgogliosi, siamo presenti.

21 ottobre ’08

 

Emilio Sabatino

Segretario nazionale

 

SISA in difesa delle scuole slovene della Repubblica italiana

 

 

Riceviamo da Marta Ivasic, professoressa di storia e filosofia presso il liceo sloveno Preseren di Trieste, la comunicazione che le scuole slovene (statali, dove si studiano tutte due le lingue, le due storie, le due letterature in un contesto Europeo non da ora) delle province di Gorizia e Trieste potrebbero essere assimilate alle piccole scuole che il ministro Gelmini vuole chiudere. C’è molta preoccupazione e si attendono assicurazioni positive anche dalla Regione.

Il fatto è gravissimo ed è condannato dal SISA che da sempre si batte per la valorizzazione delle differenti culture, a partire dalla comunità slovena della Venezia Giulia.

Le scuole slovene spesso hanno pochi alunni, ma pagano la drammatica storia di un ventennio di proibizioni e repressione sotto il fascismo (con la riforma Gentile del 1923 400 scuole slovene e croate furono soppresse) e i seguenti tanti decenni di emarginazione e pressioni: ora si vuol anche far pagare il conto di tutto ciò, dunque una doppia usurpazione!

Marta Ivasic ci informa anche che tutte e quattro le scuole superiori slovene di Trieste sono occupate e che il quotidiano locale di lingua italiana ha operato una spiacevole disinformazione annunciando lo sgombero da parte delle forze dell’ordine.

Anche i consigli d’istituto hanno espresso la loro preoccupazione. L’occupazione studentesca coinvolge anche quasi tutti gli istituti superiori di lingua italiana del capoluogo giuliano. Studenti medi e universitari hanno indetto una manifestazione con corteo per sabato mattina.

L’amica Marta saluta calorosamente e in forma bilingue:

Un saluto da Trieste, lep pozdrav iz Trsta!

 

 

21 ottobre ’08

 

 

Entusiasmo e determinazione nel continuare l’impegno per il rispetto della scuola della Repubblica sono il segnale più importante della giornata di lotta

 

Immersi, noi del SISA, dentro lo straordinario movimento che ha trasformato le manifestazioni di Roma e Milano in una doppia marea umana che ha rivendicato tutela per tutti i diritti e soprattutto un impegno per la scuola e l’università, possiamo confermare di avere vissuto una grande giornata.

A Roma sotto la pioggia i precari dell’ADPNA – SISA insieme al movimento del X Municipio hanno portato la voce delle nostre ragioni.

A Milano in piazza del Duomo, alla fine della manifestazione unitaria, intervento del SISA per rivendicare il diritto ad occupare le scuole e le università per dimostrare, nel solco di don Milani, che “la selezione è contro la cultura” e che l’occupazione, la riappropriazione dei luoghi di cultura da parte dei cittadini, è l’esatto contrario del pensiero dell’avvocatessa  Gelmini, vogliamo – come diceva Gramsci – istruirci, perché abbiamo bisogno di tutta la nostra intelligenza.

Mentre il vicesindaco di Milano De Corato, attacca le manifestazioni e gli studenti, che noi difendiamo coi loro diritti e la libertà di scendere in piazza tutte le settimane, mentre il ministro Sacconi intende “regolamentare” ovvero impedire il diritto di sciopero, appare chiaro che il movimento di civiltà intrapreso da quanti scendono nelle strade non si arresta e continua.

Come SISA valuteremo nei prossimi giorni le scelte da compiere, ma è certo che continueremo a portare il nostro contributo di idee, entusiasmo e determinazione, perché la battaglia di civiltà, che da settembre ogni giorno si rafforza, potrà terminare solo con le dimissioni del ministro Gelmini e il ritiro del decreto che attacca ogni ordine di scuola e il sistema universitario.

 

17 ottobre 2008

 

il coordinamento

 

 

 

Ecco di seguito i due messaggi che il segretario generale Davide Rossi ha inoltrato al capo dello stato, Presidente Giorgio Napolitano, a nome del sindacato

 

Stimatissimo Presidente della Repubblica, il SISA dice sì

 

Stimatissimo Presidente della Repubblica,

nella mia qualità di segretario generale del SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, sindacato di docenti, di studenti e di cittadini democratici, mi vedo in obbligo, dopo la missiva nostra della scorsa settimana, di scriverle nuovamente, assecondando le richieste di tanti dei nostri aderenti che la stimano e tuttavia sono spiaciuti di essere stati considerati persone che dicono “no”. Teniamo a informarla che noi vogliamo e crediamo nel miglioramento della scuola e dell’università, ma riteniamo gravissimo e volto in senso assolutamente contrario il progetto Gelmini.

Presidente, il nostro sindacato è disponibile a chiarirle nelle forme che potranno vederla interessata, le nostre posizioni e proposte, teniamo a riaffermare che crediamo in una scuola fondata sulla libertà d’insegnamento dei docenti e di apprendimento degli studenti, una scuola che costruisca i saperi, che non sia mero luogo di trasmissione di conoscenze. Tutti noi -  nessuno è distaccato - entriamo quotidianamente nella scuola, la viviamo, la amiamo.

Per queste e per molte altre ragioni la preghiamo di considerarci, noi e quanti in ogni piazza d’Italia scendono a manifestare e occupare, animati da un progetto positivo, costruttivo, mossi dalla volontà di pensare possibile il futuro attraverso una istruzione libera, europea, multiculturale. Siamo donne e uomini che manifestano proprio perché alla scuola diciamo: “Sì!”

 

Davide Rossi

Segretario generale

SISA

www.sisascuola.it

 

21 ottobre ’08

 

Presidente, la preghiamo, non firmi il decreto Gelmini


Stimatissimo Presidente della Repubblica,

nella mia qualità di segretario generale del SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, un sindacato di docenti, di studenti e di cittadini democratici, nato nell’ottobre del 2007, radicato in Europa oltre che in Italia ed ispirato ai valori della libertà d’insegnamento e della libertà di apprendimento, nel solco dei pensieri di don Lorenzo Milani e Gianni Rodari, le chiedo anche a nome del movimento dei precari a noi federato, ADPNA, Associazione Docenti Precari Non Abilitati, di non firmare il decreto Gelmini.

So bene, stimato Presidente, che la Costituzione nata dalla Resistenza non le permette un atto d’imperio rispetto al governo eletto e in carica, pur tuttavia io e tutti coloro che con noi ogni giorno agiscono per il bene della scuola, costruendola con un quotidiano lavoro fatto di passione e responsabilità, le chiediamo, pregandola sinceramente, di non firmare il decreto e di rinviarlo alle Camere, di compiere così un gesto di alta civiltà, un segno di democrazia.

Riteniamo che Ella possa appellarsi a quella scuola pubblica e gratuita sancita dalla Costituzione e che il decreto pregiudica gravemente. Crediamo quindi che, in quanto Presidente della Repubblica e garante della Costituzione, lei possa, anzi abbia pieno diritto e debba salvaguardare la scuola pubblica dall’opera del ministro Gelmini.

Rinnovandole per intero la nostra stima e il vivo apprezzamento per l’alto compito a cui la comunità nazionale l’ha chiamata, porgiamo distinti saluti.

 

Davide Rossi

Segretario generale

SISA

www.sisascuola.it

 

15 ottobre ’08

 

 

Il SISA

Sindacato Indipendente Scuola Ambiente

in piazza domani 17 ottobre ’08 a Milano

alle ore 9,30 da largo Cairoli verso piazza del Duomo

con una richiesta chiara:

dimissioni immediate del ministro Gelmini.

 A conclusione intervento di Davide Rossi in piazza del Duomo

 

A Roma i precari legati al SISA, l’Associazione Docenti Precari Non Abilitati, garantiscono la presenza in piazza Esedra ore 9,30. A Milano il SISA, nel quadro unitario dello sciopero generale del sindacalismo di base, sarà presente con docenti, studenti e cittadini democratici, in largo Cairoli dalle ore 9,30 e a conclusione della manifestazione Davide Rossi, segretario generale del sindacato, interverrà in piazza Duomo. Il coordinamento del SISA giudica fondamentale l’unità dei cittadini e dei lavoratori nella giornata di lotta, esprime un giudizio del tutto negativo rispetto a quanti, invece di porre il tema della scuola e del futuro della società al centro della giornata di lotta, hanno chiamato alla presenza in un’altra piazza milanese. Questa divisione è fuori luogo perché non già i funzionari locali dell’amministrazione dell’istruzione devono essere l’obiettivo della protesta, ma il governo e in particolare il ministro Gemini, di cui chiediamo immediate dimissioni.

Il movimento di civiltà, prima ancora che di ribellione, che sta restituendo al suo necessario protagonismo la società civile, che vede occupare scuole e università, è la risposta chiara della volontà popolare di garantire ai ragazzi, oggi e nel futuro, una scuola libera, capace di costruire i saperi, plurale, aperta, europea. Senza ghetti per stranieri, senza barriere contro i diversamente abili, senza selezioni che, come scriveva don Milani, sono contro la cultura.

La scuola quindi a Milano sarà con i docenti e gli studenti del SISA in largo Cairoli. Il Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, nato solo da un anno, il primo che unisce docenti e studenti ed è presente in alcuni paesi europei, non solo in Italia, porterà in manifestazione la voce di una scuola che si riconosce nella libertà di insegnamento e nella libertà di apprendimento dei ragazzi.

Studenti di diversi licei e di molti istituti tecnici e professionali, stanno preparando striscioni tra i quali possiamo già anticipare “l’obbedienza nn è + 1 virtù!” nel solco del pensiero di don Milani e “occupazioni fino alle dimissioni”.

Questa infatti l’invito del SISA, ad occupare, a riappropriarsi delle scuole che il ministro Gelmini vuole devastare, non solo alle elementari, ma anche alle medie e alle superiori, attraverso l’aumento degli alunni per classe e il taglio degli orari, nonché la chiusura di migliaia di scuole di montagna, che rappresentano, soprattutto al Sud un presidio di legalità contro le forme di criminalità organizzata.

L’occupazione delle scuole deve dimostrare che sappiamo fare scuola, che la scuola che gli italiani vogliono non è quella di mezzo secolo fa, propagandata con isteria contumeliosa dalla Gelmini, ma quella richiesta e sancita dalla Costituzione, i cui estensori ben conoscevano l’insegnamento gramsciano nel quale si riconoscono i docenti e gli studenti del SISA: “istruiamoci perché abbiamo bisogno di tutta la nostra intelligenza.”

Possiamo già affermare che sarà una grande giornata, una giornata di lotta, una giornata di civiltà.

 

16 ottobre ’08

 

 

il Coordinamento del SISA

 

 

“L’obbedienza nn è + 1 virtù!”

La scuola in lotta in tutta Europa

SISA

in manifestazione il 17 ottobre ’08

a Milano e a Roma

 

di Davide Rossi

segretario generale

 

 

Come avevamo previsto il movimento iniziato a settembre contro il progetto devastatore dell’avvocatessa Gelmini cresce di giorno in giorno, ottobre si annuncia come il mese decisivo, scioperi e manifestazioni studentesche hanno aperto il mese e lo sciopero della scuola del 17 ottobre giungerà nei giorni della discussione in parlamento del decreto “affosa-scuola”, le mobilitazioni che lo precedono, i cortei, le notti bianche nelle scuole autogestite, il ritrovarsi di cittadini, studenti, docenti e genitori, è il segnale che il metodo sprezzante del governo è lontano dalla realtà e da un ritrovato movimento di civiltà della società italiana, consapevole che 8 miliardi di tagli e 140mila cattedre e lavoratori ATA soppressi non sono un rinnovamento, ma una evidente operazione di distruzione della scuola pubblica, in ogni ordine e grado. Per altro il ministro Gelmini agisce, seppure con una furia forsennata tutta originale, in un quadro ben più largo di mercificazione dei saperi e di attacco alla scuola pubblica. In Belgio i docenti e gli studenti scioperano il 6 ottobre, in Francia il 7 ottobre, chiamati tra gli altri dal sindacato CNT; anche in questi paesi tagli dissennati, classi formate con trenta ragazzi, con l’obiettivo evidente di negare il tempo della relazione educativa. In Svizzera, in Ticino in particolare, a fronte delle stesse logiche, ancora una volta sono gli studenti a porre con forza in campo le loro energie e le loro intelligenze, guidati dal SISA Svizzera (Sindacato Indipendente Studenti Apprendisti) che chiama allo sciopero il 15 ottobre a Bellinzona. In Italia la situazione sociale è peggiorata dal desiderio di rendere inaccessibile la sanità, dall’attacco mosso contro l’università, dal crescente e violento razzismo che dilaga nelle strade, un quadro complessivo che moltiplica le ragioni dello sciopero generale del sindacalismo di base del 17 ottobre, a partire dalla centralità della battaglia per la scuola.

Per queste e per molte altre ragioni abbiamo sostenuto e siamo stati presenti in molti dei momenti di lotta di queste settimane e lo saremo nei prossimi giorni a partire dal 17 ottobre, quando le bandiere del SISA saranno in piazza a Milano con studenti e docenti e a Roma con i precari dell’ADPNA (Associazione Docenti Precari Non Abilitati) che con coraggio ed entusiasmo stanno difendendo il loro futuro e le ragioni del nostro comune impegno.

In questi giorni, il 4 ottobre, il SISA compie il suo primo anno, un anno intenso, ricco di lavoro, di incontri, in cui siamo cresciuti, abbiamo costruito relazioni nuove e importanti e ne abbiamo viste rafforzate di antiche. Il movimento di lotta italiano ed europeo cresce sapendo che l’attacco alla scuola e alla cultura ha come obiettivo una società con meno strumenti critici, meno saperi, una società più fragile e più controllabile. Il nostro quotidiano lavoro, la nostra rivolta etica ad ogni cultura di sopraffazione, è in Italia un contributo per il riscatto della scuola, l’esatto opposto del metodo Gemini.

Come scrivono le ragazze e i ragazzi del SISA, ricordando don Milani, “l’obbedienza nn è + 1 virtù!”.

 

4 ottobre ’08